Come qualcuno di voi avrà notato è estate.Ed estate non significa solo caldo, afa, pericolo per gli anziani, animali abbandonati, week-end da bollino rosso e tutti quei tropos tanto cari all'informazione di massa italiana.
Uno dei cavalli di battaglia dei nostri media, in questo periodo, è la protezione in spiaggia, dalla prevenzione del colpo di calore alla profilassi cutanea: a sentire i nostri telegiornali, infatti, gli italiani non si sono ancora rassegnati a capire che chiss' paese d'o' sole il sole lo deve anche un po' temere.
E mentre i danni provocati dal sole non agiscono in un tempo sufficientemente breve da fare selezione sulla specie, la tintarella viene comunemente osannata e molte signore sanno che con un po' di abbronzatura tanti difetti si vedono meno.
Personalmente ho sempre considerato questa visione del problema in senso alimentare: tutti gli hamburger, dopo grigliati, sembrano uguali anche quelli di Mc Donald's e quelli che faceva mia nonna a manno, il che è un po' come dire che è difficile notare una ruga su una bistecca alla fiorentina, dopo che l'hai cotta a sufficienza, ma è chiaro che si tratta di un punto di vista non molto condiviso.
E allora giù a parlare di protezione dal sole, di orari in cui è meglio evitare l'esposizione, di cibi che aiutano la tintarella, fototipi e chi più ne ha più ne metta.
Ma mai nessuno che ci parli dei rischi dei vari schermi UV-A, UV-B o totali.
E badate bene, non parlo dei rimedi della nonna, parlo dei prodotti commerciali dedicati.
In questo ci viene in aiuto l'Environment Working Group (EWG) un'organizzazione senza fini di lucro di Washington, DC.
Visto che in tema di salute c'è spesso poco da fidarsi conviene sempre un po' indagare sulle fonti di studi e ricerche, perciò l'ho fatto. Al di là del sito di EWG, che potete visitare di persona, vi riassumo i fatti salienti.
EWG si definisce "un'organizzazione no-profit, no-partisan dedicata all'uso del potere dell'informazione per proteggere la salute umana e l'ambiente". Secondo quanto riportato nel loro sito l'84% di ogni dollaro che gli viene versato viene dedicato alla ricerca o alle spese legali legate a uno dei loro tre programmi.
I finanziatori di EWG sono per lo più fondazioni caritative private e privati cittadini che supportano il gruppo per uno o due anni, questo, presumibilmente, per evitare che un gruppo di interesse possa condizionarne le attività.
Difficile dire se questo sia sufficiente a sostenere una ricerca indipendente, ma EWG si è spesso dissociata da FDA e, visti alcuni scandali come quello del Vioxx, potrebbe essere un buon segno.
Al di là dei dettagli tecnici sul tipo di filtri, il tipo di radiazioni che assorbono, durata e tutte le altre questioni che fanno la felicità dei dermatologi ma rendono complicata la vita a chi non è un professionista della pelle, EWG ha pubblicato una lista di 952 schermi solari ai quali ha dato un punteggio che ne misura la pericolosità per la salute.
La tabella è redatta nella forma che segue (potete cliccare per ingrandire in una nuova scheda) e la lettura è piuttosto semplice.

Il primo numero è l'indice in graduatoria (presumo), seguono il nome del prodotto, il voto ed alcuni elementi degni di nota del prodotto. In alcuni casi tra il nome del prodotto ed il voto sono indicati elementi di pregio del prodotto stesso.
Il voto è racchiuso in un circoletto che ne dà una misura intuitiva in base al colore di sfondo e a voto minore corrisponde un prodotto più sicuro. Come al solito... al colore verde si associa un prodotto a basso rischio, al giallo uno a rischio medio e al rosso uno ad alto rischio.
I nomi sono quelli commerciali per il mercato americano, ma nella stragrande maggioranza dei casi, grazie alla globalizzazione, non è difficile trovare l'equivalente italiano.
Se voleste cercare una marca (brand) o un prodotto in particolare un menù a tendina e una riga di ricerca (search terms) posti appena sopra la lista dei prodotti vi saranno di grandissimo aiuto.
Infine... cliccando sul nome del prodotto si potrà accedere ad una scheda specifica con una messe di dati, in inglese, tra l'intuitivo ed il piuttosto complesso da capire, dalla cui aggregazione risulta la valutazione complessiva del prodotto visibile nella lista.
Buona ricerca :-)
Se volete sapere perché ho messo la famosa immagine della Coppertone come simbolo visivo di questo post vi suggerisco di dare un'occhiata a pagina 94 della lista.
Coppertone è l'azienda leader del mercato dei prodotti solari.
Riferimenti
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