Altri dieci punti se avete capito cosa rappresenta.
Altri dieci punti se l'avete capito in meno di 5 secondi.
E, infine, altri dieci punti se avete creduto che è tutto vero perché... LO E'.
Siamo in Russia, zona caucasica, città di Zheleznovodsk che in russo significa Acque ferrose. A questo punto i più arguti avranno intuito che si tratta di una cittadina termale. E i russi, che sono gente pratica, trovandosi con una sorgente di acqua calda hanno pensato subito alla sua migliore (?) applicazione.
Diciamolo: la statua rappresenta una siringa da clistere. Per la precisione una siringa da clistere da 400 kg sorretta da tre angeli.
Ci si potrebbe chiedere cosa spinga una città a dedicare una statua a questo trattamento. La risposta da un lato riporta il tutto in binari di normalità, dall'altro dà ancor più da pensare. Il monumento, infatti, è stato commissionato dalla Mashuk-Avka Term una delle stazioni termali della città, davanti alla quale è posizionato. E ad occhio e croce gli affari vanno bene visto che la statua di circa 1,5 metri è costata 42.000 dollari.
A questo punto qualcuno starà pensando che è un'ennesima forma perversa di pubblicità. L'ho pensato anche io.
Niente di più falso e ce lo spiega Alexander Kharchenko, un residente di Zheleznovodsk: "Non c'è kitsch o oscenità, è un'opera d'arte ben riuscita. Un clistere è quasi un simbolo della nostra regione". Regione, non città. E in effetti Zheleznovodsk insieme a Pyatygorsk, Yessentuki, Kislovodsk e Mineralyne Vody fa parte delle Acque Minerali del Caucaso, un rinomato complesso termale.
La notizia (insieme alla foto) ha ovviamente fatto il giro del mondo. Se, tutto sommato, dedicare una statua a un simbolo regionale che effettivamente è legato alla tradizione e all'economia dei luoghi - per quanto inusuale - è stato "digerito" abbastanza bene dai giornalisti molti si sono chiesti perché piazzarlo su tre angeli. A questa domanda risponde Svetlana Avakin, la scultrice, che ha dichiarato di aver progettato l'opera con ironia e humour (ed era innegabilmente il caso) perciò si è ispirata all'opera di Botticelli per realizzare i cherubini. Ha poi aggiunto "Questa scultura è eterna, non cambierà mai. Potremmo promuovere questa azienda e trasformarla in un franchise con souvenir e premi per i medici". Personalmente non sono sicuro che i fini pubblicitari fossero parte del progetto della Avakin. Ho sempre il dubbio che anche lei senta il bisogno di dare un senso materiale all'opera che la renderà immortale e, in fondo, essere famosi per una buona operazione commerciale è sempre meglio che essere "quella del clistere di bronzo".
Per quanto seriamente sia preso il clistere nelle zone termali del Caucaso i commenti salaci si sono sprecati, anche perché la statua è stata accompagnata da uno striscione. "Battiamo la costipazione e l'irregolarità con i clisteri". A saperlo potevano mettere un'Alessia Marcuzzi a grandezza naturale a cavallo della peretta con un vasetto di yoghurt in mano.
Il commento più ovvio è che "la statua fa cacare" e sicuramente è un punto di vista condivisibile anche sotto il profilo estetico, ma personalmente ho adorato chi ha detto che dovevano farne una fontana nella piazza cittadina. Una fontana. Appropriato.
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