martedì 4 novembre 2008

P2 2, la vendetta

Ma non solo.

Ognissanti e la direzione di Odeon TV mi avevano dato l'occasione per un post fiume su Licio Gelli e la P2.
Lunedì scopro che Travaglio, in passaparola, sceglie lo stesso tema, per molti versi gli stessi argomenti e lo approfondisce (ovviamente, lui è davvero un giornalista).

Non fa in tempo a passare un giorno che si torna a parlare di P2. Per due motivi sostanziali che riconducono alla stessa persona: Marcello Dell'Utri.

Sì, perché una delle cose che non avevo detto nel post del primo di novembre erano i nomi dei primi due ospiti della trasmissione di Licio Gelli. Mi sembrava di sparare sulla Croce Rossa, avendo parlato della contiguità del venerabile con gli ambienti mafiosi, stigmatizzare i primi inquilini del suo salotto televisivo.
Ma adesso è dovere di cronaca. E guarda un po', le due personalità di rilievo sono Giulio Andreotti e il summenzionato Marcello Dell'Utri. Due che alla mafia non sono mai stati accostati...

lunedì 3 novembre 2008

Non mi sono preso la briga


di controllare se questo sito è davvero un sito commerciale o una goliardata ben riuscita, ma sembrerebbe davvero qualcosa di serio.

E tra i loro prodotti il Subtle butt è il più figo in assoluto.

Ammesso che funzioni, neutralizzerebbe gli odori delle emissioni gassose degli sfinteri, ma non i rumori.

Si mette nelle mutande e... voilà, il gioco è fatto.

Il sito è carino in sè, ma il video pubblicitario del prodotto è qualcosa di completamente demente e merita di essere visto.
Non so se è esattamente buona pubblicità al prodotto, ma alla fine è meglio che ognuno si faccia la propria idea.

Notate come si chiama la dottoressa del video...



Riferimenti

sabato 1 novembre 2008

Io in tv? C'è di peggio!


E di peggio di me c'è davvero tanto.

Ma l'amena frase non è uscita dalle mie labbra, ma da quelle, molto più venerabili, di Licio Gelli.

L'uomo che quando io ero bambino aveva acceso le paranoie di chi lavorava nella macchina della giustizia e dei suoi familiari, in particolare di quelli che bazzicavano il carcere di Sollicciano, dove era rinchiuso.

Io ero uno dei fortunati, nella categoria familiari.

Oggi fa sorridere leggere un paragrafo del genere, perché nessuno ricorda più gli attentati, le bombe, i bagni di sangue, gli anni del terrore e la strategia della tensione. All'epoca salutavi i tuoi e, strisciante come un serpente, c'era quel pensiero di fondo: speriamo di rivederci stasera. Un po' come essere familiari di un agente della scorta di un giudice, solo più indiscriminato, perché le bombe non fanno troppa attenzione a non fare strage tra i civili.

La notizia ha destato un vago senso di shock, considerando chi era Gelli e in cosa era implicato.
Dopo l'irruzione nella sua Villa Wanda nel 1981 si sono scoperti l'esistenza e i membri della Loggia Massonica Propaganda 2, meglio nota come P2, e diverse loro attività riscontrate o presunte. Molti processi e diverse ipotesi di reato si arenarono "grazie" all'amnistia del 1989 pertanto non si sono potute appurare o verificare una grande quantità di punti che rimangono forzatamente oscuri.
Caso curioso, che mi tocca da vicino anche questo, la loggia nasce col nome di Propaganda ad opera di un concittadino pratese, Giuseppe Mazzoni.
Nel tempo farà "carriera" anche tra le varie logge massoniche e si distinguerà per il sostegno al fascismo, errore di programma notevole visto che il fascismo si rivolterà contro la massoneria nel suo insieme.
Il gran maestro della loggia sarà costretto a firmarne lo scioglimento.

Ma poi arriveranno gli americani e la liberazione e la loggia rinascerà col nome di Propaganda 2 sotto gli influssi della massoneria americana.
Qui ci sarebbero diversi spunti interessanti concernenti una certa strana importanza territoriale della Toscana e una notevole continuità storica, il ruolo di diversi suoi personaggi nei contatti con gli Stati Uniti d'America e l'odor di massoneria che avvolge quel paese fin dai suoi albori: Filippo Mazzei, semisconosciuto medico italiano nato nel XVIII secolo nella provincia pratese, sarebbe tra i padri della Dichiarazione d'indipendenza del 1776.
E' il motivo per cui Charlottesville è gemellata con Poggio a Caiano.
Nella contea di Albemarle, ci cui Charlottesville è capoluogo, nacque Thomas Jefferson. A Poggio a Caiano nacque Filippo Mazzei.
E' anche curioso che la tenuta di Jefferson si chiamasse Monticello - che è proprio una parola presa dall'italiano - e che il presidente degli Stati Uniti vi abbia trattenuto Filippo Mazzei donandogli parte della tenuta e installandovi la coltivazione per cui i Mazzei erano noti da secoli, quella della vigna.
Ma magari era solo un'amicizia all'insegna del buon vino e l'aura massonica che molti associano ai padri della patria statunitensi non c'entra nulla.

Però è curioso che al momento di rifondare la loggia massonica Propaganda 2 il compito sia stato affidato a un toscano. E di tanta Toscana che c'è... di Pistoia, che è un tiro di schioppo da Prato e Poggio a Caiano.

Ma la vicenda è piena di stranezze.
Perché la Toscana, a quel punto, in quel momento storico, è terra nota per la tradizione comunista più che per quella massonica.
Poi... avessero scelto un toscano notabile, chessò un senatore della Repubblica, un Medici, anche un Pazzi... si poteva capire. Il vero problema di questa vicenda umana è che Licio Gelli è, nel 1969, un emerito signor nessuno. Figlio di un mugnaio.

Breve riassunto delle vicende dell'uomo che possono essere verificate su Wikipedia.
Parte per la guerra di Spagna come camicia nera.
Torna in tempo per muoversi un altro po' col fascismo (rivista fascista, gruppo universitario fascista) e aderire alla repubblica di Salò.
Fiutando il vento che tira salta sul carro partigiano e si dedica al doppio gioco (o triplo, chissà, visto che un suo compagno di brigata verrà ucciso in circostanze oscure).
Dopo vengono gli anni di contiguità all'OSS, il precursore della CIA di cui si dice sia stato membro. Ipotesi non verificata anche se è certo che fu un collaboratore dell'intelligence britannico-americana.
Una decina di anni da portaborse a un deputato democristiano e un ipotetico, non comprovato ruolo attivo nell'operazione Gladio completano il quadro.
In mezzo a tutti questi "si dice" e "pare che" ci sono anche le affermazioni di Gelli e le verità giudiziarie emerse.
Dalle dichiarazioni di amicizia con Peròn, presidente dell'Argentina la cui giunta militare si sarebbe poi rivelata composta da un notevole numero di massoni, alla condanna per depistaggio nella strage alla stazione di Bologna.
Passando per la vicenda del banco Ambrosiano, un caos di membri della P2 nel quale egli stesso ha tirato in ballo Solidarnosc e il Vaticano ma che l'ha visto alla fine condannato per bancarotta.

E' difficile dare una rigida cronologia dei fatti, soprattutto perché è difficile capire se le premesse dei fatti conclamati abbiano radici temporalmente precedenti ma, a occhio, direi che le vicende di Gelli vengono più o meno tutte da parecchio lontano.

In ogni caso, retrospettivamente, questo è il curriculum dell'uomo al quale, nel 1969, viene affidata la rinascita della loggia Propaganda 2, dopo solo quattro anni di appartenenza alla massoneria. Il mandato? Semplicissimo: riunire le varie logge italiane e tentare di riconciliarle col mondo cattolico. Una bazzecola.
"Primo incarico" di Gelli nel Golpe Borghese del 1970: arrestare il presidente della repubblica Saragat. Non era un ruolo personale, tutta la P2 era implicata.

In seguito la storia della P2 si fa torbida, come si conviene a praticamente tutto ciò che passa vicino a Licio Gelli.
Trasferimenti di membri da varie logge, iscritti su segnalazione diretta del nostro, specie in ambiente militare, un potere di fatto diretto esercitato da Gelli sulla struttura nonostante, tecnicamente, non ne fosse il capo.

La commissione Anselmi stabilirà che:
  • Gelli ha acquisito nella seconda metà degli anni settanta il controllo completo ed incontrastato della Loggia Propaganda Due, espropriandone il naturale titolare e cioè il Gran Maestro
  • la Loggia Propaganda Due non può nemmeno eufemisticamente definirsi riservata e coperta: si tratta ormai di una associazione segreta, tale segretezza sussistendo non solo nei confronti dell'ordinamento generale e della società civile ma altresì rispetto alla organizzazione che ad essa aveva dato vita.
Traduco il secondo paragrafo. La P2 non si poteva più definire una "sezione" non pubblicamente nota della massoneria (o del Grande Oriente d'Italia, se si preferisce) la conoscenza della cui esistenza era nota solo ad alcuni membri della massoneria; era andata diversi gradini oltre, nascondendosi anche alla realtà che l'aveva generata e che, teoricamente, nel 1976 l'aveva sospesa.

Ma perché fu istituita la commissione Anselmi?
Perché nel 1981 la Polizia, in una perquisizione a Villa Wanda, troverà la famosa lista degli iscritti alla P2. Una lista da far tremare il paese. E ci sono validi motivi per pensare che la lista sia incompleta.
Tra gli iscritti numerosi politici, imprenditori e notabili italiani.

La bomba esplode e si arrivano a scoprire diverse cose, tra le quali il famosissimo piano di rinascita democratica.

L'esito è sostanzialmente quello documentato dalla Commissione Anselmi che impiegherà gli anni dal 1981 al 1985 all'analisi dei controversi documenti disponibili.
La commissione, tra l'altro, (cito testualmente Wikipedia: "la lista" è la lista dei membri rinvenuta a Villa Wanda, mentre "la Loggia" è la P2)
  • giudicò la lista attendibile ma presumibilmente incompleta;
  • giudicò la Loggia «responsabile in termini non giudiziari ma storico-politici, quale essenziale retroterra economico, organizzativo e morale» della Strage dell'Italicus;
  • giudicò la Loggia «un complotto permanente che si plasma in funzione dell'evoluzione della situazione politica ufficiale»;
  • sottolineò l'«uso privato della funzione pubblica da parte di alcuni apparati dello stato» legati alla Loggia;
  • sottolineò la divisione funzionale della Loggia e quindi che, benché tutti gli affiliati fossero consapevoli del fine surrettizio della Loggia, fosse necessario individuare il settore di appartenenza dei singoli affiliati per risalire alle responsabilità personali;
  • sottolineò che la presenza di alcuni imprenditori si poteva spiegare con i benefici economici che il legame con alti dirigenti di imprese pubbliche e banche poteva potenzialmente portare loro, per esempio sotto forma di credito concesso in misura superiore a quanto consentito dalle caratteristiche dell'impresa da finanziare (tra tali imprenditori viene citato Silvio Berlusconi);
  • sottolineò come ci fossero «poche ma inequivocabili prove documentali» che provavano l'esistenza della Loggia di Montecarlo (ora Massonic Executive Committee) e della più elitaria P1, considerandole entrambe creazioni di Licio Gelli.
Licio Gelli era il vertice di tutto questo.
Saltabecca militare verso la fine del secondo conflitto mondiale per poter saltare sul carro dei vincitori qualunque esso fosse, amico personale di un leader politico sudamericano che sarebbe stato molto importante per l'Italia (ma non è dato sapere perché), doppiogiochista, collaborazionista, forse agente segreto, organizzatore di eversori, arrestatore di presidenti, depistatore, implicato in vicende di terrorismo, contiguo a personaggi in odore di mafia, presumibilmente ricattatore o, almeno, scambiatore di interessi, ideatore e sostenitore di un piano permanente per sovvertire l'Italia che poi, probabilmente, è stato esportato anche in paesi come Argentina e Romania.

Qualcuno può chiedersi come ci sia riuscito.
Indubbiamente era una persona con diverse capacità, ma la più importante era quella di saper far leva sull'ambizione di chi aveva di fronte: riusciva a proporre l'ingresso nella "sua" loggia come il lasciapassare per un ritorno economico e di potere altrimenti inaccessibile.
Fu probabilmente il primo a rendersi conto che le chiavi del potere sono nelle mani della politica, ma che la politica è ricattabile: la sua celebre frase "Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media" trovò immediata applicazione nella scalata al Corriere della Sera.
Un monumento al modo di operare di Licio Gelli.

Il maestro venerabile si reca dai Rizzoli e li convince ad acquistare la testata. L'operazione è molto costosa e il sostegno finanziario di Eugenio Cefis non basta più.
Cefis è un altro personaggio che merita due parole. Entrato in Agip sotto Enrico Mattei l'aiutò a ristrutturarla e in seguito lo aiuta nella fondazione dell'ENI. Mattei morirà nel 1962 in un attentato aereo e dopo un mandato di Boldrini, Cefis gli succederà alla carica di presidente dell'ENI nel 1967. La vicenda attira l'interesse di Pier Paolo Pasolini che ne parla in Petrolio, un romanzo che uscì solo postumo nel 1992 (tenere presente che il segreto sugli atti del Golpe Borghese fu tolto nel 1991). Ma anche quella di un anonimo scrittore che pubblicherà sotto pseudonimo, nel 1972, un libro nel quale Cefis viene descritto come un uomo che tramava contro Mattei e la sua politica indipendente. Se qualcuno si chiedesse chi ledeva la politica indipendente dell'ENI (Ente Nazionale Idrocarburi ovvero petrolio) la risposta è semplice: le multinazionali americane del petrolio. Abbiamo già parlato, in questo post, di qualcuno che agiva al soldo degli americani. Ricordatelo. Tra Pasolini e l'autore che ha usato lo pseudonimo i fatti daranno ragione al secondo visto questi vedrà "solo" il suo libro scomparire da tutte le librerie mentre Pasolini morirà, in circostanze non troppo chiare, prima che Petrolio potesse vedere la luce. Ma a Cefis la presidenza di ENI non basta. E allora aiuta Cuccia (che pure era stato massone accertato). Cuccia con Mediobanca è molto esposto verso Montedison, una società privata che difficilmente potrebbe restituire i crediti che Mediobanca vanta nei suoi confronti. Cefis allora fa comprare a ENI azioni Montedison, ponendosi così sullo scranno di presidente della società. Tradotto: usa denaro pubblico dell'ENI per ottenere il ruolo di presidente di un'azienda privata. Leggetevi il quarto punto di quanto stabilito dalla commissione Anselmi che trovate poco sopra, vedete se ci vedete una blanda analogia.
E' con queste credenziali che Cefis prepara il terreno alla scalata al Corriere. Ma deve prima vedersela con Gianni Agnelli, proprietario della Stampa e membro della proprietà del Corriere.
Il campo di battaglia è la presidenza di Confindustria. Agnelli farà un nome, Cefis un altro. Una dura battaglia che alla fine ha un esito che riflette il peso dei due personaggi: Agnelli diventerà presidente, Cefis vicepresidente. Ma con in tasca un accordo editoriale: via libera per il Messaggero a Cefis e per il Corriere ai Rizzoli, in cambio la Gazzetta del Popolo non avrebbe più tormentato il giornale degli Agnelli.
Ora si potrebbe cominciare a trarre delle conclusioni.
Ok, Cefis voleva aiutare gli interessi americani - per suo tornaconto personale - e in questo somiglia a Gelli, ma che legame c'è tra i due? Saranno per caso entrambi membri della P2?
No. Secondo un appunto del SISMI il vero fondatore della P2 è Cefis stesso che ne avrebbe avuto il controllo fino all'affidamento a Gelli e Ortolani.

Ed è proprio con Gelli e Ortolani che Cefis propone l'affare ai Rizzoli. Lui ha i soldi, Gelli e Ortolani la P2 di cui Angelo Rizzoli è membro e c'è il beneplacito dell'Avvocato. I Rizzoli abboccano non rendendosi conto di quanto costi l'operazione. E quando vanno a cercare credito presso le banche non sanno che la stragrande maggioranza è presieduta o diretta da membri della P2 e che, pertanto, è Gelli che stabilisce se i capitali arrivano o meno. Nel 1977 Angelo Rizzoli si rivolge al Maestro Venerabile. Il quale, magnanimo, aiuta facendo arrivare i soldi dello IOR (ricordate che uno dei mandati di Gelli era di riconciliare la massoneria con il mondo cattolico? Evidentemente c'era riuscito visto che riusciva a muovere i fondi dello IOR).
I Rizzoli a questo punto sono debitori alla P2 e, come si sa, i debiti si pagano.
In questo caso il pagamento consiste nell'inserimento nella testata di diversi piduisti, in particolare nella posizione di direttore che fu affidata a Franco Di Bella.
In queste condizioni l'indipendenza del giornale non era più tale, ma il Corriere restava la testata più venduta e prestigiosa in Italia. Siamo negli anni '70 e la gran parte dell'informazione è affidata alla carta stampata.
Tra le varie cose che si potevano fare col Corriere c'erano il condizionamento dei politici, ottenibile in cambio di visibilità sulle pagine del giornale; c'era l'inserimento in organico di piduisti con l'evidente intento di dare da una parte prestigio alle loro firme - in fin dei conti scrivevano sul Corriere, mica pizza e fichi - e dall'altro di pubblicare articoli nell'interesse della P2; si potevano anche censurare i giornalisti ostili.
Un evento "simpatico" in questo senso accadde a Enzo Biagi che doveva partire per l'Argentina governata dalla giunta militare golpista e che fu bloccato. Qualcuno si sarà chiesto perché ho parlato delle amicizie argentino-massoniche di Gelli in precedenza... ecco il motivo.
Triste che Biagi sarà censurato anche in televisione, molti anni dopo, da un ex-piduista.

Quello del Corriere della Sera è solo un esempio che ci permette di parlare di chi era Gelli, chi erano i suoi amici, come agiva. Uno schema analogo porterà alla creazione di Canale 5, nel quale i piduisti Silvio Berlusconi e Maurizio Costanzo hanno avuto un certo ruolo.

Insomma... In tv c'è di peggio.
Cosa c'è di peggio del capo dei piduisti? Forse il suo allievo migliore, quello che il piano di rinascita democratica lo sta portando avanti, quello che non è stato solo contiguo alla mafia ma l'ha proprio ospitata a casa sua.
Difficile che le pentole di Giorgio Mastrota siano peggio di Gelli. E anche Malgioglio che, diciamocelo, non è proprio il top.

Ma finché qualcuno gli dà un ruolettino su Odeon TV, tanto tanto.
Nella foto del post, accanto a Gelli - che è il più brutto dei due - c'è George Clooney. Sì, perché pare che qualcuno a Hollywood abbia notato un'intervista che Gelli rilasciò alla CNN e voglia trasformare la sua storia in un film per Sony con interpreti Clooney e Stanley Tucci. Storia italiana, regia francese e produzione americana, gli ingredienti per il successo ci sono tutti. Difficilmente sarà palloso come Syriana, questo è poco ma sicuro.

Sapete cosa mi inquieta (oltre al pregresso e all'implicito) in tutto questo?
Una delle tante frasi dette da Gelli riguardo alla scelta degli interpreti: "Clooney forse è più bello, ma in quanto a seduzione anch'io ancora oggi ci so fare".
Essì. FORSE Clooney è più bello. E lui ancora oggi (a 89 anni) ci sa fare.
Qualcun altro ha detto che a 72 anni dopo aver dormito tre ore a notte gli restano energie per farne altrettante di sesso.

Come si dice in questi casi... talis magister, talis discipulus. Tale il (Gran) Maestro, tale l'allievo. Affinità elettive. Che termine strano che mi è venuto in mente.

E con questo vi saluto, che oggi ho veramente esagerato. Vi lascio con le parole pronunciate dal Venerabile nel 2003.

"Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa"


Riferimenti - Licio Gelli
Riferimenti - Loggia massonica Propaganda 2 (P2)
Riferimenti - Eugenio Cefis
Riferimenti - Filippo Mazzei
Riferimenti - Piano di rinascita democratica
Riferimenti - ADN Kronos su Gelli in TV e al cinema

mercoledì 29 ottobre 2008

Efficienza teutonica

Due protagonisti in questo post che mi vede tornare alla scrittura dopo tanto silenzio: poco tempo per la noia notturna, i pensieri... quelli ci sono stati sempre.

Quello a destra, decorato di un po' di varia gioventù, è il logo del PISA, il Programma per la valutazione internazionale degli studenti. Appena sopra la parola PISA, che non ha niente a che fare né con la Torre né con la città della torre si vede l'acronimo dell'organizzazione che lo gestisce, l'OECD, l'Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo.

L'OECD non è né l'ONU né la FAO e non vanta minimamente gli stessi membri, la cartina qui a destra rende l'idea di quanta parte di mondo ne sia esclusa, ma è pur sempre un ottimo terreno di confronto per uno studente occidentale visto che sostanzialmente tutto l'occidente ne fa parte (nella cartina il blu scuro indica i membri iniziali).

Più o meno tutto il mondo considera la Germania un modello di efficienza, di qui il titolo del post. L'Italia è, se vogliamo, il contrappasso della Germania.
L'Austria... l'Austria è la Terra di Mezzo, la Contea a nord di Mordor e a sud di Valinor, per dirla con Tolkien.

E sentite cosa dicono in Austria delle ultime idee del Governo per l'istruzione.


Italia: cattive prospettive

Ciò che sconvolge di più è la sfacciataggine, con cui il governo procede.


I risultati del test PISA si discutono quasi ossessivamente in Austria e Germania, in Italia invece il test non è mai arrivato ad essere conosciuto da un largo pubblico - anche se ogni volta i candidati italiani contendono gli ultimi posti a quelli rumeni, bulgari, messicani e turchi. L’ultima “riforma” della scuola voluta dal governo Berlusconi, invece, fa arrabbiare gli italiani. La causa è il ministro Mariastella Gelmini, che non ha alcuna competenza nel suo campo e rischia di mandare definitivamente in rovina il sistema scolastico italiano.


Nel caso specifico non si tratta tanto dei contenuti delle misure proposte. Molto di più irrita la sfacciataggine, con cui il governo procede. Le oltre centomila persone, che sono scese in strada, protestano anche contro il centralismo romano, che opera senza alcuna esitazione e senza guardare in faccia a nessuno.


Significativo è anche che l’opposizione non ha nessun ruolo importante in queste proteste, i sindacati e la società civile invece sì. Questo si è visto anche nelle manifestazioni contro il precedente governo Berlusconi che non hanno portato a nessun risultato.


Nonostante tutta la rabbia anche questa volta si dubita che le manifestazioni di malcontento possano portare dei risultati. Recentemente il 62 per cento della popolazione italiana ha dichiarato di essere molto contento del modo di governare del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi. Perchè dovrebbe questa maggioranza di sostenitori - che si tratti di scuole o università - cambiare la propria opinione?

Questo articolo è stato pubblicato il 18 ottobre 2008 su Der Standard alla firma di Christoph Prantner, traduzione di Italia dall'estero.

Oltre ad essere un articolo importante sottolinea alcuni punti chiave, che fanno la differenza tra il giornalista e il non-giornalista.
Spiega agli austriaci che in Italia non si sa cos'è il PISA, motivo per cui l'ho fatto io.
Spiega che in Italia non se ne discutono i risultati.
Spiega che il ministro Gelmini non ha alcuna competenza in materia istruzione mentre tanta stampa italiana ha sottolineato come Mariastella sia figlia di un maestro elementare quindi dovrebbe conoscere il problema. Come dire che il figlio di un ingegnere con una scatola di Meccano ti fa il Ponte sullo Stretto (il ponte lo fa anche, ma viene giù alla svelta).
Spiega che il Governo italiano se ne fotte della popolazione e delle sue proteste, qualcosa di assolutamente nuovo in democrazia: Berlusconi e i suoi si sono dimenticati che nella democrazia il governo è espressione della volontà popolare e non che una volta ottenuto il mandato il governo può fare il cavolo che gli pare. Ma questo non ci sorprende davvero, no?
Spiega che la sinistra (o meglio l'opposizione) nelle sue forze politiche non c'entra nulla con queste manifestazioni, il che, francamente, è curioso. E grave. Perché se le manifestazioni di piazza, espressione diretta della popolazione, non vengono considerate e la cosiddetta opposizione parlamentare è un fantasma... come si fa a far capire a chi ci governa che sta facendo qualcosa che non ci piace? Non si fa, ovvio, del resto chi ci governa non se lo vuole sentire dire perché di autostima ne ha tanta, ma di capacità di autocritica molto poca.

In definitiva rimane una considerazione a mio avviso molto semplice.
L'Italia è un paese di vecchi.
Non di anziani. Di vecchi proprio. Governato da ottuagenari che pensano di stare al mondo ancora qualche lustro.

E come può il problema della scuola, delle superiori, dell'università toccare realmente questi individui?
Ma non solo quelli al governo, anche i loro coetanei che sono il nucleo della popolazione italiana.
Posso pensare a tanti miei amici: ormai chi ha studiato ha studiato, chi non l'ha fatto non lo farà più. Lavorano tutti e il titolo di studio ha avuto pesi molto aleatorii.
Che gliene frega a tutta questa gente se l'istruzione va a rotoli?
Qualcuno si preoccuperà per i figli, giusto. Ma chi?
Chi li ha, intanto, e questo non ci aiuta: l'Italia è a crescita zero da una vita. E soprattutto... chi li ha in una fascia di età da scolarizzazione.
E questi sono un sottoinsieme del sottoinsieme, una quantità minimale, una frazione della popolazione dal peso nullo rispetto al 62% di chi si ritiene soddisfatto dell'operato del governo Berlusconi.
Questo, purtroppo, Der Report non lo spiega e, forse, gli austriaci non possono saperlo bene quanto noi. Quanto noi dovremmo saperlo.

Non entro nel merito dell'operato del governo Berlusconi per onor di decenza, perché a cazziarlo ci pensano ora l'Europa, ora il suo ministro dell'economia Tremonti, ora Famiglia Cristiana e ora, si spera, la Corte Costituzionale.

Riferimenti

sabato 27 settembre 2008

Il successo in 10 anni


Difficile non notarlo, visto che Google è, probabilmente, l'homepage di oltre la metà degli utenti del web, ma oggi, 27 settembre 2008, Google compie dieci anni.

E se pensate a quello che ha fatto in questi dieci anni, da nascere, a crescere, a comprarsi metà del web il commento può essere solo uno: WOW!

Se il semplice fatto che la compagnia di Mountain View compia dieci anni sarà evidente a molti, so già che pochi si prenderanno la briga di clickare il link creato per l'occasione.
Male, perché oltre a tutta una serie di curiosità si potrà avere accesso a una breve ma significativa cronistoria di Google che dà un quadro di come un simile miracolo commerciale sia potuto avvenire.

A partire del garage dove Larry Page (24 anni) e Sergey Brin (23 anni) dopo un incontro piuttosto burrascoso all'università di Stanford - erano in disaccordo su tutto - decidono di fondare BackRub, fino al significato del nome Google e ai nomignoli che gli impiegati dell'azienda si danno tra loro.
Se non sapete cos'è un dogler o un greygler e perché a cadenze annuali Google annuncia notizie folli come il fatto che i risultati delle sue ricerche sono determinate dai piccioni (piccione era chi, capitato sul sito, facendo una ricerca si imbatteva nella notizia e non chi dava i risultati, fine esempio di humour), questa è la pagina per voi.

Dieci anni di una vicenda informatica, scientifica, sociale e commerciale riassunti in una paginetta semplice da navigare (anche se la scrollbar in basso potrà non far capire a molti che si può leggere tutta la storia e non solo i primi anni) che custodisce diverse perle.

Per chi vuole provare a emulare Larry e Sergei... :-)

Riferimenti
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giovedì 25 settembre 2008

E la scienza ci regalò l'onanibica


Composto di onanismo e aerobica.

L'onanismo sarebbero le seghe.

Ne avevo sentito parlare nel 2004 o giù di lì, quando il giapponese (qualche dubbio?) dottor Yamanaka scoprì che in stato di eccitazione l'intero metabolismo del corpo, in generale, accelera.

Da allora su qualsiasi rivista dedicata alla salute del corpo, maschile o femminile, compare ogni tanto un articolo sui benefici del sesso, non solo a livello sentimentale o di realizzazione, ma proprio sotto un profilo fisico-atletico.

Tutti articoli che, lasciatemelo dire, visto che è anche in tema, raccontano cazzate. Che il sesso faccia bene tutti d'accordo, ma che sia un valido esercizio fisico... dipende. Se nella vita non muovi un piede anche un comune rapporto è già meglio di nulla, ma se fai palestra quattro volte a settimana per avere un beneficio di tipo muscolare-adiposo dal sesso... devi farlo come se fossi in palestra a fare pesi. Non è detto che il partner apprezzi, né per la qualità, né per la quantità.

Se le osservazioni del dottor Yamanaka sono in generale sensate, è giusto dare una misura di quello che si può ottenere dall'onanibica in base all'impegno. Ricordiamo che l'onanibica è la dieta della masturbazione. Sintetizzerò il tutto con le parole del suo inventore "L'attività ordinaria non serve a niente. Un comune giovane dovrebbe farlo 100 volte in più al mese per ottenere un qualsiasi effetto". Almeno tre volte al giorno. "In effetti sarebbe più verosimile quattro o cinque, se lo si vuole fare seriamente". Mio dio. "Per ogni due chili di peso corporeo si dovrebbero secernere due litri di sperma". EH?!?!?!?
Orizzonti folli, ma questo è quanto dice la scienza, nella persona del dottor Yamanaka quattro anni or sono sul Mainichi Daily News.

Notizia tornata in auge di recente, visto che alcuni media occidentali hanno scoperto che lo stesso giornale nel 2006 dava voce al dottor Tokuho secondo il quale "cinque minuti di masturbazione vigorosa possono consumare 300 calorie, l'equivalente dello sprintare i 300 metri". Sì, lo sprint di Hussain Bolt, però. Perché col cavolo che una persona normale spara 300 calorie in 300 metri. Ma il dottor Tokuho è un vero specialista e aggiunge che l'esperienza può essere così soddisfacente da sostituire un pasto leggero, portando così un ulteriore beneficio calorico (ma NON nutrizionale, non mangiare non è esattamente dieta, ricordàtelo). Consiglia anche una "posizione": seduti, schiena inclinata all'indietro, con i piedi a circa dieci centimetri da terra, in modo da mettere in tensione i muscoli dell'addome. Secondo i suoi dati questo approccio alla masturbazione consentirebbe di tagliare otto centimetri dal girovita di un uomo se fatto due volte al giorno per un mese. Il tutto riassunto nel motto "agitare come colazione, agitare come pranzo e una bella cena". Insomma, tutto ciò che la nutrizione ci ha insegnato fino a oggi. Sorvolando sul problema di colazioni e pranzi di lavoro e dei buoni pasto in forma di salvietta umidificata. Sono sicuro, però, che ai curatori delle note spese i tagli ai rimborsi che otterrebbero piacerebbero parecchio.

Ora... premesso che secondo me solo a stare nella posizione del dottor Tokuho per cinque minuti due volte al giorno se non si ottiene una diminuzione del girovita di otto centimetri ci si attesta tranquilli sui sette e mezzo... Il tutto non finisce qui.

No, perché tra l'intervista a Yamanaka e quella a Tokuho si è sviluppato il business dell'onanibica. E altro che la posizione del dottor Tokuho... ci sono siti (uno dei quali ha gentilmente offerto l'immagine del post) e libri specializzati che spiegano posizioni efficaci, danno consigli e indicano rischi. Con tanto di foto prima e dopo. False come le foto di qualsiasi televendita del genere.
E da non perdere... i consigli dei professionisti dell'onanibica.

I miei professori al liceo avevano ragione. Dovevamo smetterla di farci le pippe mentali. Meglio quelle vere, se ne può persino fare una professione.

NOTA DI GENERE
Sebbene l'onanibica sia concepita come pratica esclusivamente maschile non ci sono reali limitazioni di genere. Anche le donne possono trarre gli stessi benefici dell'uomo dall'incremento del metabolismo basale dovuto all'eccitazione. Paradossalmente uno dei punti a mio avviso più convincenti a favore dell'onanibica lo ha centrato una pagina su una canzoncina dedicata alla sua versione femminile (la musica di sottofondo della pagina è proprio la canzoncina): nell'occidente spesso si mangia semplicemente per solitudine e tristezza, andando a caccia degli ormoni liberati, magari, dalla teobromina di una cioccolata; da questo punto di vista, specialmente per chi è veramente in sovrappeso e/o non fa alcuna forma di esercizio la masturbazione può essere davvero una valida alternativa al junk food e il beneficio per il corpo è immediato. Si evita di immettere calorie non necessarie sotto forma di cibo nutrizionalmente sballato e qualcosa si consuma.
Certo, se ci si aspetta di stillare due litri di seme per dimagrire i famosi 2 chili in 15 giorni temo che non si sia più nel salutarissimo.

Ma di diete cretine è pieno il mondo, se proprio non sapete cosa fare potete provare anche questa. I risultati non sono assicurati, specie se non siete seguiti da un professionista (ah ah ah ah!) e in nessun caso io ho alcuna responsabilità. Lo fate a vostro rischio, pericolo e soddisfazione.
La soddisfazione è già un incentivo rispetto alle altre diete :-)

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Sport estremo, guinness e beneficienza


A volte mi chiedo se la gente fa fesserie a giro per il mondo per una buona causa o se la buona causa è un modo come un altro per finanziare fesserie a giro per il mondo.

Non vogliamo dire fesserie? Allora diciamo coltivare le proprie passioni.

Il signore nella foto è il non più giovane virgulto inglese Steve Colligan, 47 anni.

Il buon vecchio Steve ha deciso che si doveva fare qualcosa di concreto per i bambini bisognosi del Nepal. Basta chiacchere all'ONU, basta manifestazioni alle Olimpiadi - anche perchè ormai tocca aspettare altri quattro anni -, basta picchetti davanti alle ambasciate cinesi e interrogazioni parlamentari come nel caso del Tibet.
Quello che ci vuole è un bel nuovo record mondiale nel monociclo estremo. Che non è quello consunto che si fa nei circhi, magari sulle funi. Troppo facile. E' quello che si fa sui sentieri di montagna, possibilmente i più alti e pericolosi al mondo, quelli dell'Himalaya.

Così Steve ha in programma un massacrante raid di oltre 1000 km che coinvolgerà cinque dei più importanti passi himalayani e si snoderà tra Lhasa in Tibet e Katmandu in Nepal (il Tibet era pertinente, malfidenti).

Ma la ciliegina sulla torta sarà il record mondiale per la più lunga discesa in sella a un monociclo: 4600 metri di dislivello dal campo base sull'Everest in Tibet.

Non nascondiamoci dietro un dito. Steve merita un enorme rispetto come atleta. Sia perché riesce a stare in sella a un monociclo, sia perché il monociclo è estremo e, soprattutto, perché lo fa a oltre 5000 metri di quota. E si fa presto a dire 5000 metri, ma la sensazione che dà alla testa (e ai polmoni!) un'altitudine del genere è tutta da provare. E lo fa a 47 anni.

Ma come ho detto sopra la giusta causa mi sembra anche un mezzo per sponsorizzare la sua ambizione sportiva, che non deve costare proprio due lire. E il suo sport, vuoi per il mezzo, vuoi per il constesto scelto è davvero pericoloso.

Sia come sia, tirare su qualche dollaro/euro/sterlina per i bambini poveri del Nepal è comunque un nobile intento, perciò ecco la notizia, che così gira sul web, ed ecco il sito web dove potete tenere traccia dei suoi progressi e fare una donazione.

Se la fate anche a me è più facile che io giri qualcosa ai bambini bisognosi del Nepal ;-)

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lunedì 22 settembre 2008

Io ce l'ho profumato


Il cellulare.

Ce l'ho profumato con conVISUAL. Ed è il primo caso di sinestesia nel mondo della telefonia cellulare - non so voi, ma a me conVISUAL fa pensare a tecnologie grafiche.

Invece no, conVISUAL (che effettivamente vanta diversi prodotti di carattere grafico per cellulari) e isi Gottingen sono salite alla ribalta tecnologica lo scorso maggio per aver richiesto un brevetto sulle tecnologie olfattive nella telefonia mobile.

Tutto ruota intorno ad un un cellulare olfattivo dotato di slot per schede di memoria SD nel quale inserire il chip che fornisce una varietà di aromi, circa un centinaio, oltre ai quali si potranno inserire quelli definiti dall'utente.

Il chip potrà essere attivato in vari modi, fin qui si pensa agli SMS, agli MMS ad un computer connesso e ad un programma dedicato da ospitare sul cellulare. L'idea è semplice, dare la possibilità di contestualizzare un messaggio con un odore, presumibilmente un profumo.
E qui casca l'asino, perché nessuno garantisce nè che il messaggio sia gradito, né che lo sia il bouquet di accompagnamento.

Se è facile immaginare signore che si inebriano della nuova fragranza che sono riuscite a scovare per i bastoncini di incenso o il pot-pourry il pensiero di quello che potrebbero mandarsi dieci ragazzi dopo la partita di calcetto mi fa rabbrividire. Per non parlare del dopocena con fagiolo libero da Ciro lo zozzone.
Mi immagino la pubblicità per il nuovo telefono con tecnologia PMS (sarebbero i messaggi profumati, almeno lo sapete): "Stanco di descrivere quanto era terrificante l'ultima che ti ha fatto uscire di macchina? Mandala in diretta ai tuoi amici". E se tanto mi dà tanto vuoi che non nasca un compare di Virgola a reclamizzare i siti e i 48xxx che offrono gli odori più fighi e non necessariamente piacevoli?

Comunque, a quanto pare, l'evenienza è già stata contemplata e il chip sarà dotato di un filtro antispam a discrezione di chi riceve il messaggio.

Dal punto di vista tecnico la notizia è già piuttosto datata e non è la prima volta che si parla di un'esperienza sensoriale olfattiva in campo tecnologico, ma il fatto che qualcuno parli in termini applicativi di questa possibilità è relativamente nuovo.
Sorprende, semmai, che questo nuovo contenuto extra venga dalla Germania: il servizio olfattivo è da considerarsi a tutti gli effetti una frivolezza e difficilmente l'avrei accostato all'animo teutonico.

Se dal punto di vista tecnico il chip è interessante bisogna ammettere che anche lo spazio applicativo c'è.
Decine le possibilità commerciali, da quella ovvia di reclamizzare un profumo a quella meno banale di accompagnare la pubblicità con una fragranza evocativa, persuasiva o scatenante: pensate la differenza tra ricevere il volantino di una pizzeria e il profumo della sua pizza, magari sull'ora di pranzo. Tra l'altro... il brevetto riguarda le tecnologie mobili, ma nulla esclude di utilizzarlo su qualunque computer o televisore in un futuro.

Il chip è ancora in fase di sviluppo e perfezionamento e la decisione di chiedere il brevetto appare fin qui più una manovra di protezione della ricerca che un tentativo di serio ingresso sul mercato, ma se verrà concesso vorrà dire che ci siamo: dopo l'udito e la vista l'olfatto sarà il prossimo senso ad essere bombardato dal consumismo.
La realtà virtuale si avvicina, forse più di quanto vorrebbe anche un amante della tecnologia come me.

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domenica 21 settembre 2008

Alzi la zampa destra e giuri di abbaiare tutta la verità...


... dica "Bau".

Questa era troppo bella per perdersela. Viene dalla Francia e l'ho scovata seguendo un percorso di siti su notizie cretine che mi ha portato prima in California, poi in Regno Unito, poi in Australia, da lì in Nuova Zelanda e poi di nuovo in Regno Unito.

Ma ne è valsa la pena.

Il Daily Telegraph, infatti, riporta in una notizia del 10 settembre che un cane è stato ascoltato come testimone, in veste assolutamente ufficiale, in un dubbio caso di suicidio.

I fatti.
Una 59enne signora parigina viene trovata impiccata nel suo appartamento. La polizia ritiene si tratti di suicidio (caso facile, il criminale non scappa), ma la famiglia richiede un'indagine per omicidio. Il cane della signora diventa un testimone cruciale: si pensa che fosse con lei quando il tutto è accaduto, quindi sa se si tratta di omicidio o suicidio.

Gli inquilini del Palais de Justice di Parigi non si sono sconvolti troppo. Hanno fatto accompagnare l'animale al box dei testimoni e gli hanno mostrato un sospetto. Il cane avrebbe "abbaiato furiosamente" (magari non gli piaceva la cravatta del tipo...).

Il giudice Thomas Cassuto avrebbe anche elogiato il "comportamento esemplare e l'inestimabile assistenza" dell'animale.

Un portavoce del Palazzo di Giustizia ha poi ufficializzato che si trattava del primo caso in cui un animale appariva come testimone in Francia. Si è poi detto "quasi certo" che si trattava del primo caso in assoluto al mondo.

Dite la verità... cominciate a temere che il cane si chiami Rex... creduloni. Nulla di più sbagliato e avreste dovuto capirlo da soli: la signora aveva 59 anni, Rex sarebbe stato un neologismo. Il cane, infatti, si chiama Scooby e il nome è ispirato proprio a quello Scooby-Doo.

Aiutaci tu...

(Non mi è chiarissimo se il soprannome Scooby sia stato dato al cane dopo il suo ruolo in aula o se ce lo aveva già prima, ma forse non è proprio il cardine della notizia e l'incertezza ci può stare)

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giovedì 18 settembre 2008

L'Italia allo specchio


Molto spesso sentiamo dire che in Italia l'informazione è parzialmente libera.
Ci sono autorevoli società e fondazioni che ci appioppano questa etichetta a periodi alterni, più o meno ogni volta che Berlusconi dirige il Bel Paese.
Il perché è facile da capire: avere il massimo editore a capo del governo non è proprio una garanzia di indipendenza delle redazioni.

All'italiano che voglia informarsi, alla fine, non rimane che guardarsi allo specchio che, nel caso di uno stato, è leggere ciò che ne dicono all'estero. E giusto per essere chiari in generale non parlano troppo bene di noi.

Purtroppo leggere i giornali stranieri presuppone la conoscenza delle lingue. Spesso una buona conoscenza delle lingue. Ma si può fare, con un po' di impegno.

Siamo chiari... i giornali stranieri non sono attrezzati adeguatamente per descrivere la situazione italiana: si fidano troppo delle parole, della politica, della promessa e, soprattutto, dei giornali italiani. Non hanno quel minimo di malafede necessario a trattare gli italiani. E poi, parliamoci chiaro, l'Italia è un paese affascinante, ma sullo scacchiere internazionale non vale molto, ragione per cui spesso le notizie non sono particolarmente approfondite. E già così non ci trattano bene.

Ogni tanto, però, qualcuno si sbatte abbastanza da indagare l'animo italiano, le sue meschinerie, le sue contorsioni... e sono quelli i casi che fanno scalpore, i casi in cui la stampa estera ci crocifigge senza pietà, trattamento che a livello nazionale meriteremmo sempre.

Ma questo non risolve il problema principale: come si fa a leggere cosa dicono di noi all'estero se non si conoscono le lingue? E passi pure l'inglese, ma se la televisione svedese fa uno spot in cui usa Berlusconi come controesempio alla televisione libera, come si fa a saperlo?
Ve lo sveleremo dopo la pausa pubblicitaria (il video qui sotto è proprio lo spot in questione, del 2005).


Nella difficile impresa di guardarci allo specchio ci aiuta un sito singolare, Italia dall'estero.
Creato da un gruppo di ricercatori italiani all'estero (guarda caso), vanta una redazione di tutto rispetto e copre un gran bel numero di lingue e, ovviamente, giornali.
Ovviamente non traducono tutto e bene o male c'è una linea editoriale, ma vista la concorrenza di orrori come Il Giornale, Libero o TGcom possono tranquillamente entrare nel novero anche articoli tradotti da NY Times, International Herald Tribune, El Paìs, Le Figaro e Die zeit.

Ma non solo quelli. Giusto per presentarvi il sito vi riporto un articolo pubblicato in Argentina su una notiziola passata leggermente in sordina in Italia. Il giornale è La Nacion e la firma di Elisabetta Piquè. Tutti gli articoli riportano il link all'articolo originale, un impegno alla trasparenza che fa davvero onore a questi ragazzi.


A giudizio per una battuta

La magistratura di Roma ha deciso, alcuni giorni fa, di aprire un fascicolo contro Sabina Guzzanti, una delle migliori comiche italiane, per aver offeso il Papa. Si tratta di un reato previsto dall’articolo 8 dei Patti Lateranensi (l’accordo firmato nel 1929 da Benito Mussolini e la Santa Sede), il quale stabilisce che l’offesa al Pontefice, “persona sacra e inviolabile”, è punibile allo stesso modo dell’offesa al Presidente della Repubblica.
La decisione dei magistrati ha dato vita ad una grande polemica. Il vilipendio, infatti, è avvenuto durante una manifestazione contro Silvio Berlusconi che si è svolta lo scorso 8 luglio a Piazza Navona. Battezzato come “No Cav Day” (giornata del no al Cavaliere), l’incontro era stato organizzato da Beppe Grillo, un altro famoso comico italiano.
Sabina Guzzanti, dal palco, ha lanciato una satira (secondo la Reale Accademia Spagnola, composizione poetica o altro scritto il cui obiettivo è censurare acremente o ridicolizzare qualcuno o qualcosa) sulla politica della penisola, tradizionalmente condizionata dal Vaticano. E, tra le altre cose, ha attaccato Benedetto XVI. “Fra 20 anni Ratzinger starà dove deve stare, cioè all’inferno, tormentato da diavoli froci attivissimi e non passivissimi, come i gay che hanno accettato di spostare il Gay Pride a Bologna perchè a Roma c’era un incontro di sacerdoti“, è stata la frase messa sotto accusa dalla Magistratura.
Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura nel 1997 e maestro della satira, non ha nascosto la sua indignazione per la decisione dei giudici. Oltre denunciare nuovi venti fascisti nell’ambiente, ha affermato che “se continuiamo così, condanneremo anche Dante: anche il sommo poeta, in fondo, mandò il papa Bonifacio VIII all’inferno, non lo ricordate?”.


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Aggiornamento: il ministro della Giustizia Angelino Alfano non ha concesso l'autorizzazione a procedere contro Sabina Guzzanti. Alcuni si sono chiesti se non sia solo perché il padre della comica è parlamentare del PDL o se la decisione del Guardasigilli sia autonoma o "ben consigliata", ma tant'è: la bolla di sapone è scoppiata e con lei la vicenda. Col beneplacito del Vaticano che può prendere le distanze da una leggettina del ventennio poche settimane dopo che Famiglia Cristiana aveva stigmatizzato i rigurgiti fascisti italiani.

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martedì 16 settembre 2008

In tempi di rave...


... ci si potrebbe chiedere cosa serva per fare una grande festa.

Si è capito da un pezzo che, anche se non necessaria, la droga aiuta. Non che io sia un sostenitore delle droghe, ma vuoi mettere una bella corsa in ospedale in piena notte?
Immagino che la sensazione sia forte, perché deve andare più o meno così (i nomi sono ipotetici).

Mario: "Oh, Fra', c'è Lucia non sta bene..."
Franco: (con fare da uomo vissuto) "Eh, avrà esagerato come al solito..."
Mario: (tra un tic e l'altro comincia a trasmettere la sua preoccupazione) "No, no, non è come le altre volte... sta proprio male..."
Franco: (seccato, perché lui E' un uomo di mondo) "Vabbé, dai, finisco di lavorarmi sta tipa e arrivo"

Ovviamente Franco, un po' perché è allucinato lui, un po' perché è allucinata la tipa, un po' perché Mario gli ha fatto perdere il ritmo e da allucinati è difficile recuperarlo sia che si sia il broccolatore che il broccolato finisce di lavorarsi la tipa prima del previsto (troppo prima) e va a vedere Lucia.

Franco: (scornato perché se si stava lavorando la tipa è proprio perché Lucia non si fa lavorare) "Oh, Luci... 'zzo hai?"
Il gruppetto di amici intorno a Lucia si apre e Franco riesce a vederla. E si rende vagamente conto che se a uno stonato come lui non sembra avere una bella cera deve avere davvero una brutta cera.
Franco: (preoccupato, perché su Luci ha ancora qualche piano al quale non ha del tutto rinunciato) "Mario, mapporc... dovevi dirmelo che stava così male!"
Mario: (completamente fatto) "Ma va', non è niente... l'hai detto anche tu!"

Franco vorrebbe strozzare Mario che non capisce niente, Lucia per essersi ridotta così, se stesso per aver tirato tardi e pensa che se in quel momento lui e Lucia stessero facendo qualcos'altro lei non potrebbe essere in quelle condizioni.
Lo psicodramma va avanti, perchè lo spettacolo deve continuare.

F.: "Mario, qui serve l'ospedale"
M.: "Ah, io non ce la porto di certo, se mi vedono arrivare così gonfio è la fine, già mi hanno fermato una volta per possesso... quelli chiamano sicuro la pula, poi... aspettiamo un po', magari migliora"

Dopo un tempo variabile tra qualche secondo e qualche ora e che dipende solo dal senso di colpa e dalla percezione della realtà di Mario e Franco...

F: "Mario, qui non migliora... se non ce la sentiamo noi chiediamo a qualcuno... ci sarà anche qualcuno sano, qui, no?"
M.: "A un rave? Tu sei fuori!"
F.: "Ma va', qualcuno che può andare c'è..."
M.: "Ma magari anche sì, ma tu te la caricheresti una ridotta così per passare guai in ospedale? Tu sei scemo, non esiste, fidati"
F.: "Sì, ma allora che facciamo?"
M.: "Boh, io aspetterei..."

Il dialogo può protrarsi per ore finchè non si arriva al momento cruciale: Lucia sta davvero male, di quel male estremo ed evidente a qualunque deficiente, anche il più marcio di sostanza psicoattiva del pianeta.

A quel punto si rompono e gli indugi e si parte per l'ospedale dove si arriva, nel 90% dei casi, quando è già tardi. Se anche i medici avessero pensato di non chiamare le forze dell'ordine il decesso lo rende obbligatorio e a quel punto i giochi sono fatti. Parola quanto mai appropriata.

Una cosa, però, è indubbia. L'adrenalina per Mario e Franco c'è stata, Lucia ho avuto delle difficoltà a intervistarla. Qualcuno potrebbe pensare che è una drammatizzazione. E' vero, ma è anche molto probabile che spesso vada così.

E quindi torniamo ai famosi ingredienti per la festa di successo.
La consunta formula sesso, droga e rock 'n roll potrebbe essere ottima, se non fosse, appunto, consunta.
Direi, però che sesso, droga e musica è un valido adeguamento ai tempi (e agli stili).
Tralasciando i giudizi morali su quei tre elementi l'organizzatore si deve porre il problema di come offrirli.
Sesso e droga, generalmente arrivano da soli, basta che il numero di invitati sia abbastanza consistente e l'evento abbastanza reclamizzato. In casi estremi può "aiutare" il manifestarsi spontaneo di questi fenomeni invitando e/o reclutando qualche bella gnocca e qualcuno che ha fama di grande consumatore: sì, sono eufemismi. Due cose sono sicuramente di sua responsabilità: l'alcol, che non è un particolare problema perché legale e la musica, legale fino a un certo numero di decibel.

Ma se l'alcol è un discorso standard (birra, liquori, qualche barman/barwoman capace di fare qualche cocktail decente) per la musica è tempo di innovazione.
Perché continuare con la solita solfa di DJ armati di vinili o cd a seconda dell'età o del grado di purismo quando con un po' di buona volontà si può reclutare qualche star?

Eh, capirai... Ti viene a suonare Apicella, direte voi...
Sbagliato. E' solo un problema di cachet, ma potete avere virtualmente qualsiasi gruppo o cantante.
La scoperta è di Imogen Edward-Jones che nel suo libro Pop Babylon pubblica la lista delle dieci star e gruppi più pagati per le performance private.
Pare che si sia imbattuto in questa realtà facendo ricerche per il suo libro che, a detta degli editori e anche di diversi lettori appassionati del settore, contiene diverse chicche e rivelazioni sui volti più noti della musica.

E non vi preoccupate se non potete permettervi il top del top. Il mondo della musica è pieno di meteore che si possono reclutare a un prezzo non eccessivo: sono quelli che su due piedi non ci verrebbero mai in mente ma che, una volta nominati, evocano valanghe di ricordi. Un esempio su tutti, Rick Astley.
Il signor Edward-Jones sostiene che il business è in rapida espansione e che la cosa gli pare assolutamente ragionevole considerando il margine di profitto per i performer.
Del resto una strimpellata a casa mia è sicuramente meno stressante di un'esibizione alla Royal Albert Hall, se rende anche di più...

E giusto per rendervi ragione di quanto renda eccovi la top ten raccolta da Mr. Imogen. Notate bene quanto si può guadagnare in una serata se siete dei miti o l'artista del momento.

Costo esibizione privata in sterline inglesi

Rolling Stones - £3.5 milioni (€4,41 milioni, $6,28 milioni, lit 8,54 miliardi)
Sir Elton John - £1 milione
Robbie Williams - £1 milione
Rod Stewart - £1 milione
Amy Winehouse - £1 milione
Janet Jackson - £500,000
Pussycat Dolls - £500,000
Sting - £250,000
Sugababes - £250,000
All Saints - £250,000
Girls Aloud - £250,000


Non so quando finirò, né se finirò, né se sarà ancora vivo lui per quel giorno, ma confesso che sto seriamente pensando di cominciare a mettere da parte un milione di sterline. Vuoi mettere la soddisfazione di poter far suonare un pari d'Inghilterra a casa tua e dirgli che ha fatto pure schifo? Per tutto il resto... c'è Master Card.

Tra l'altro Madonna deve rosicare tantissimo visto che la sua ultima performance privata nota (per un'opera di carità) è andata via all'asta a solo a $550000, meno di un decimo della serata Rolling Stones - e ci può stare - poco più della metà di una comparsata di Amy Winehouse - e quello... no, non ci sta proprio.

Non perdetevi la pagina internet con cui potete prenotare Tom Jones per "un evento aziendale, una performance privata, un matrimonio o un meeting". You are just one click away, come si dice in questi casi. Il link è nella sezione Riferimenti.
Se solo lo avesse saputo Homer Jay Simpson non avremmo avuto una delle più belle puntate della serie animata ;-)

Insomma, organizzatori di serate... non perdetevi d'animo per trovare una star. Sarà una questione di soldi, ma sono tutte sul mercato.

Riferimenti
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lunedì 15 settembre 2008

Sciatteria Allitaliana


Et voilà. Il titolo è un vero pastiche, lo ammetto, ma mi sembrava adeguato all'argomento.

Credo che ormai sia impossibile non sapere che Alitalia è alla canna del gas. Le cause, ormai, hanno un carattere storico tant'è che si protrae la travagliata vicenda della nostra (ex) compagnia di bandiera.

Alla fine, comunque, si riassumono nella proposizione: "in Alitalia nessuno è veramente interessato a volare". Parlo del suo CdA, sia chiaro, so per certo che ci sono piloti e personale con un'autentica passione per il volo, ma che, evidentemente, non decidono delle sorti dell'azienda. E neppure dovrebbero, visto che non è il loro lavoro.

Chi ha volato un po' sa della storica inaffidabilità della nostra compagnia di bandiera. Pochi sanno che nel mondo c'è chi si è divertito a caratterizzare le compagnie aeree attraverso acronimi in inglese ottenuti dai loro nomi. Alitalia diventa Always Late In Transit, Always Late In Arrival. Che dire, all'estero ci conoscono da un pezzo. Ma non ci hanno mai considerati sciatti. E neppure io ho mai considerato gli italiani sciatti, anzi, di solito sono un discreto esempio di stile, almeno nell'arte dell'apparire.

Qualche giorno fa stavo occhieggiando cosa Google Adsense associa al mio blogghettino. Lo faccio spesso e cerco anche di fare in modo che certe pubblicità che non mi piacciono non riescano a entrarci, modificando i testi in modo opportuno (almeno nelle mie intenzioni). E va che non ti becco la pubblicità che è l'immagine del post di oggi?

Se non avete notato nulla di strano... riguardatela. Ancora nulla? Beh, allora ve lo dico io. Alitalia si scrive con una l sola. Da questo il titolo del post. Che dal mio punto di vista è solo un giro di trama in più del velo pietoso che andrebbe steso sulla compagnia, ma per un pubblicitario è un errore mostruoso. Come si fa a sbagliare il nome dell'azienda? E non è che la pubblicità l'ho vista una volta sola, no no. E' durato un bel po' di tempo.

Poi ci si meraviglia che l'azienda non funzioni: se non è neppure capace di fare pubblicità a se stessa, al suo MARCHIO...

Proprio in queste ore si dovrebbe decidere del destino di Alitalia. I piloti sono sul piede di guerra. CAI, la rilevante di Alitalia, vorrebbe azzerare le loro carriere. Il nodo è importante perché per far volare la gente servono aerei e per far volare gli aerei, oltre al kerosene, servono i piloti.

Non sta certo a me entrare nel merito della questione Alitalia, ma vale la pena riportare qualche comodo link ad alcune analisi.

Cominciamo dall'opinione di Marco Travaglio, un video di circa 25 minuti ma tutti decisamente godibili per la messe di informazioni che offre e per la spiegazione abbastanza chiara della probabile pastetta che i soliti noti stanno organizzando ai danni degli italiani.


Quindi alcuni link:
- "Alitalia: perchè il piano Air France era migliore del piano Fenice" articolo dal titolo emblematico di Il Sole 24 Ore
- "Dove volano i furbetti" articolo dal titolo altrettanto emblematico di L'Espresso
- "Il piano Fenice? Ci costa cento euro a testa" interessante articolo che analizza molte delle cifre del salvataggio di Alitalia, sempre di L'Espresso

E direi che con questo è tutto. Visto che le fonti per questo post sono appena sopra stavolta faremo a meno della sezione Riferimenti.
Sono un gran pigrone... :-)

domenica 3 agosto 2008

Il mondo è piccolo


E il merito è anche un po' di Kevin Bacon.

La teoria del mondo piccolo nasce nei primi del '900 come idea vagamente naive: il trasporto aereo cominciava ad essere una realtà e il genere umano inziava a prendere coscienza che la Terra non era poi così grande.

Ma raggiunge dignità scientifica grazie al lavoro di Stanley Milgram uno psicologo docente a Yale e Harvard che si è occupato di dinamiche sociali nelle grandi metropoli.

Sulla base di una serie di esperimenti riguardanti gruppi di persone relativamente isolati negli Stati Uniti Milgram dimostrò come fosse possibile raggiungere persone difficilmente ipotizzabili in un numero relativamente breve di passaggi. Milgram cominciò a valutare matematicamente la lunghezza del percorso medio tra due membri di una rete sociale. Non fece mai uso della celebre locuzione sei gradi di separazione, che fu coniata nel 1929 da Frigyes Karinthy, ma il suo lavoro ha dato il la alla divulgazione scientifica di questa teoria.

Ma cos'è un mondo piccolo? Sostanzialmente è una proprietà topologica di un grafo. Per lo studio delle reti, umane, di computer o di vendita, il grafo è uno strumento fondamentale. E' il modello matematico di riferimento e ne permette la trattazione scientifica più rigorosa. In un grafo ogni elemento della rete prende il nome di nodo e gli elementi di collegamento tra due nodi sono detti archi. Più archi ci sono in un grafo e minore è il numero medio di passaggi per andare da un suo elemento a un altro.
Un'idea di questo fatto può venire proprio da internet: un motore di ricerca offre milioni di link (ovvero archi) ad altri siti (nodi) quindi arrivare ad un qualunque sito da Google è molto facile. Del resto la stragrande maggioranza dei siti web offre un link a Google e questo rende i percorsi medi relativamente brevi: dal mio blog si arriva facilmente a Google e da lì virtualmente ovunque. Senza Google e i suoi archi sarebbe moooolto più complesso.
Altra analogia sono le reti di conoscenze: più conoscenze si hanno (archi) più sarà facile arrivare alla persona (nodo) che può farci il favore di cui abbiamo tanto bisogno.

Fin qui siamo piuttosto sul folkloristico, però: nessuno ha ancora chiarito come si possa arrivare al presidente del consiglio per farsi fare quella legge di cui si avrebbe tanto bisogno.

Nel 1969, forse per prendere in giro il matematico Paul Erdos nasce il numero di Erdos. Quest'uomo, connazionale di Karinthy, era famoso per la sua idea sociale e cooperativa di sviluppo della matematica. Pubblicò articoli con ben 509 matematici diversi perciò qualcuno cominciò a chiedersi, in modo giocoso, quale fosse il numero di passaggi che lo separava da Erdos. La definizione è ricorsiva e piuttosto semplice: chi ha firmato un lavoro con Erdos ha numero di Erdos 1, chi ha firmato un lavoro con qualcuno che ha numero di Erdos 1 ha numero di Erdos 2 e avanti così. Un passatempo per matematici, insomma.
Ma il passatempo diventa importante studio quando Erdos concepisce il mondo delle conoscenze casuali: dopo aver dimostrato che perché tutti gli elementi di un grafo siano collegabili basta un numero piccolissimo di archi rispetto a quello possibile dimostra che in un mondo di 6 miliardi di individui è sufficiente conoscere una persona a caso ogni 250 milioni perché tutti gli individui del mondo possano essere collegati. Quel mondo, ovviamente, è la terra. Insomma... se ciascuno di noi conosce 24 persone a caso sul pianeta è possibile arrivare da qualsiasi terrestre a qualsiasi altro. Da Ahmadinejad a Bush. Da Charles Manson a Benedetto XVI.
Questa situazione, però, si chiama rete casuale o grafo casuale non rete o grafo "piccolo mondo" ed è anche un'ipotesi piuttosto inconsistente perchè non si può sostenere che le conoscenze di ciascuno di noi siano casuali in senso strettamente matematico: nella stragrande maggioranza si tratta di amici di amici.
Gli studi di Erdos e il numero di Erdos, comunque, dimostrano che una rilevanza scientifica di alcuni modelli particolari di reti di conoscenze esiste, non è puro folklore. Il fatto che Erdos fosse rigidamente un matematico, però, confina la disciplina relativa al suo numero ad un ambito decisamente ristretto, quello dei ricercatori matematici.

Nel 1994 viene inventato un giochino. Si tratta di prendere un qualsiasi personaggio dello spettacolo ed arrivare a Kevin Bacon in sei passi. Il gioco viene reso popolare da un film e l'insieme di personaggi che ne viene fuori è straordinariamente più vasto di quanto si potesse immaginare. Nasce così il numero di Bacon ovvero il numero di passaggi necessari ad arrivare da un qualsiasi individuo a Kevin Bacon. Non dubito che qualcuno si sia divertito a giocare tra Kevin Bacon e Sir Francis Bacon, ma questi sono dettagli. Il mondo del cinema ha una diffusione molto più vasta e automaticamente apre la strada alla diffusione della teoria dei sei gradi di separazione: ogni individuo è separato da un altro al massimo da sei passaggi.
Più interessante, ma ancora folkloristico.

Sia chiaro: è facile costruire un grafo in cui ogni nodo è separato da tutti gli altri al massimo da sei passaggi, si tratta solo di aggiungere archi, ma cosa ci fa pensare che il grafo delle conoscenze umane sia vagamente simile a un grafo del genere?
Erdos aveva dimostrato qualcosa di analogo per una rete casuale, ma la rete umana ha caratteristiche decisamente non casuali: è altamente aggregata, vale a dire che ognuno di noi tende ad avere relazioni con pochi individui (sul totale disponibile di sei miliardi abbondanti) per di più piuttosto localizzati. Eppure, nonostante questo, il grado di separazione è molto basso. Significa che i passaggi per unire qualunque coppia di esseri umani sono pochi.
Nel tempo si sono studiate varie reti sociali dalle caratteristiche "piccolo mondo". Questi studi non hanno confutato la teoria dei sei gradi di separazione, ma va detto che le reti studiate erano molto limitate quindi i risultati trovati erano poco generalizzabili. Oltre a matematici ed attori si sono studiate reti di partner sessuali e di computer. Le prime utili per lo studio della diffusione delle malattie sessuali, le seconde perché più facili da studiare, ma va da sé che una rete di computer, per quanto vasta, difficilmente può essere definita rete sociale.

Fino a pochi giorni fa quando i laboratori Microsoft hanno pubblicato i risultati di una ricerca su 30 miliardi di conversazioni effettuate tra 180 milioni di utenti di Messenger.
La ricerca è stata anonima e si è limitata a valutare le proprietà topologiche del grafo risultante dagli utenti di Messenger o, se preferite, di valutare la rete sociale costituita dagli utenti di Messenger.
Il risultato è stato che il grado di separazione medio tra tutti gli utenti è di 6,6 e vale per il 78% delle coppie possibili di utenti. Il picco di separazione è stato di 29.
Risultato? Gli utenti di Messenger sono una rete sociale per cui è valido il modello "piccolo mondo" e, per di più, è quasi vera l'ipotesi dei sei gradi di separazione.

La rete è consistente. L'ipotesi è sostanzialmente provata. Il mondo potrebbe essere davvero più piccolo di quanto pensiamo. Di parecchio.

Per gli amanti della scienza.
- Una rete piccolo mondo gode di due proprietà: alta aggregazione (o clusterizzazione) e breve cammino medio tra gli elementi.
Alta aggregazione significa che ogni elemento è collegato a pochi altri che tendono ad essere fortemente collegati tra loro (un gruppo di amici, un gruppo di scambisti, un forum, un newsgroup, etc.).
Breve cammino medio tra gli elementi significa che considerando le lunghezze dei percorsi minimi che uniscono ogni coppia di elementi possibile della rete e facendone la media si ottiene un numero piccolo.
- La teoria dei sei gradi di separazione dice che il percorso minimo tra una qualsiasi coppia di elementi di una rete sociale ha mediamente lunghezza sei.

La ricerca di Microsoft ha dimostrato che
- la rete di utenti Messenger è una rete piccolo mondo: l'alta aggregazione era un'ipotesi scontata, il breve cammino medio è stato invece riscontrato attraverso misurazioni
- l'ipotesi dei sei gradi di separazione non è stata completamente confermata visto che il valore trovato è stato 6,6 ma l'eccezione è solo sul valore, non sulla dignità della teoria. E' la più grande rete sociale fin qui studiata e su questa si è rivelata sostanzialmente valida

Molte delle voci in questo post sono trattate su Wikipedia in modo migliore di quanto io possa fare. Sarebbe pedante inserire i link a tutte quelle voci ma chi vuole può approfondire con facilità. Un articolo che vale sicuramente la pena di leggere è quello su Paul Erdos, un personaggio davvero singolare e interessante.
C'è chi ha cercato di speculare sul numero di Erdos. Si sa di almeno due aste su eBay nelle quali è stato offerto un numero di Erdos finito (chi non è collegabile a Erdos ha numero di Erdos indefinito). Nella prima è stato offerto un numero di Erdos pari a 5, tramite un matematico con numero di Erdos 4 che offriva la firma su un articolo da pubblicare. L'asta terminò con un'offerta di oltre 1000$, ma piuttosto curiosa: è stata fatta da un matematico con numero di Erdos 3 che non ha alcuna intenzione di pagare. Primo perché non può beneficiare del bene - ma potrebbe cederlo - secondo perché è contrario all'idea che una pubblicazione si possa comprare: andrebbe piuttosto sudata.
Una seconda asta ha visto offrire il numero di Erdos 2, il più basso che si possa ottenere da quando il matematico è morto, con lo stesso meccanismo della pubblicazione. L'asta è stata vinta con poco più di 127$.
Entrambe le aste sono del 2004.
Kevin Bacon ha sfruttato la popolarità del "suo" giochino per dare vita a un'organizzazione benefica. Per ora non si sa di offerte di numeri di Bacon su eBay.
Esiste anche il numero di Erdos-Bacon dato dalla somma dei rispettivi numeri. Il più basso è 3 e lo detiene Daniel Kleitman del MIT. Vista la distanza tra i due campi che coinvolge, pochissime persone hanno un numero di Erdos-Bacon finito.

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sabato 2 agosto 2008

Il Mostro di Montauk


Giornata fiacca ieri su internet.

Perché? Perché da un paio di giorni la ricerca più calda di Google è la bestiolina (morta) che potete vedere qui a destra.

Unica immagine disponibile.

Il suo torto maggiore è stato, probabilmente, quello di essersi arenata su una spiaggia bene: gli Hamptons, la meta balneare chic dei newyorkesi.
Località Montauk, cui deve il nome.

Ma guarda caso lì vicino c'è Plum Island che ospita una struttura governativa di ricerca sulle malattie degli animali. E il caso da film horror di serie Z diventa inevitabile: la bestiolina è fuggita alle angherie di qualche veterinario pazzo ed è morta in mare. Poetico, viene voglia di chiamarla Papillon.

Tutto comincia sul blog di danshamptons.com anche se pochi pigroni hanno fatto la fatica di andare a cercare la fonte. Poi se ne accorge Gawker. O meglio, qualcuno fa una segnalazione a Gawker.com e guarda caso quel qualcuno lavora per un'azienda di viral marketing. Sulla malignità del marketing si può dubitare, ma sul virus no. Avvisati.
I sospetti sono caduti su una manovra promozionale per Cryptids are real un cartone animato in arrivo su animali leggendari come Bigfoot, Mostro di Loch Ness e via dicendo. Tutto smentito: Alanna Navitski dice che non c'è nessuna campagna di mezzo; si è limitata a spedire una foto mandata dalla sorella che l'ha avuta da un teste oculare del mostro.
Da Gawker a CNN il passo è breve, il rimbombo planetario, Google la vittima.

Il servizio di CNN è un pezzo di antigiornalismo che farebbe sembrare la troupe di Emilio Fede una banda di raccattati: gita sul luogo, testimonianze "dirette", richiesta ai passanti di cosa potrebbe essere il mostro e, ovviamente, nessun parere scientifico. Tra l'altro difficile da ottenere visto che del mostro c'è solo la foto. I resti? Scomparsi.

La rete è libera di sbizzarrirsi nelle spiegazioni. Dal già visto mostro (animale leggendario se preferite), al fotoritocco, all'animale in fuga dall'isola federale del Dr. Moreau, alla tartaruga senza guscio e tutte le ipotesi più fantasiose immaginabili. Quello che non dà pace ai nettofili è quello strano osso della faccia che sembra un rostro o un becco.

La verità probabilmente è molto più banale: un procione.
Pelliccia, cartilagine nasale e denti distaccati per esposizione all'acqua di mare.
Ma fino a quando un esperto non metterà la parola fine a questa vicenda potete scegliere (anche) tra una delle ipotesi precedenti.

Molti contineranno a farlo, tranquilli.

Nell'attesa l'articolo di FoxNews ha almeno il pregio di somigliare a un pezzo di giornalismo.
L'ipotesi procione è di un commentatore di Plum TV. Diamole il giusto credito, visto che è stata confermata a FoxNews da Jeff Corwin un esperto di animali selvatici di Animal Planet.

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mercoledì 30 luglio 2008

Anonimo sequestro


Roba da romanzo.
Ma se ti chiami Rockefeller e hai soldi da buttare la vita è più facile. Anche quella criminale.

Il signore nella foto si chiama Clark Rockefeller. Almeno da un po' e chissà fino a quando. E' l'ultimo degli pseudonimi che ha scelto, apparentemente per essere facilitato nel fregare il prossimo: come si fa a dire di no a un erede della famiglia Rockefeller che paga in contanti? Tanti contanti.

Con questo banale sistema il nostro uomo è riuscito a far sparire la figlia Reigh (e se stesso) ai vigili occhi della polizia. La bimba si trovava dal padre per una visita sotto la supervisione del tribunale di Boston.
Gli è bastato avvicinare un uomo, declinare le sue (false) generalità, allungare qualche bigliettone e il gioco è stato fatto. Il malcapitato ha abboccato al punto di non fermarsi neppure quando l'assistente sociale si è appeso allo sportello della sua auto. Non è dato sapere se ha pensato di aver a che fare con un paparazzo, un importunatore o se si tratti di un vero e proprio favoreggiatore: la polizia sta andando coi piedi di piombo; non ha idea di cosa sia vero e cosa no in questa vicenda.
Ma ci fosse stato solo un autista... no, Mr. Rockefeller è riuscito a raggirare anche una donna convincendola a trasportarlo da Boston a New York per la tutto sommato modica cifra di 500$. Contanti, ovviamente.
La polizia è riuscita a ricostruire i movimenti dello "strano padre".
Fuga dall'assistente sociale a mezzo credulone fino al General Hospital di Boston, da lì via in taxi. Quindi passaggio a New York grazie all'altra credulona, Aileen Ang. Destinazione Grand Central Terminal, un terminale dei treni a New York e stazione della Metro. Qui padre e figlia scompaiono lasciandosi dietro una sfilza di interrogativi e una Aileen Ang sotto shock ma fuori dai guai: sottoposta alla macchina della verità è stata prosciolta dagli investigatori.

Non si sa chi sia davvero Clark Rockefeller. La polizia dice che è solo l'ultima di una lista di identità. Ammette persino che non ha la più pallida idea materiale di chi sia quest'uomo che con la famiglia Rockefeller della Standard Oil non ha nulla a che vedere. O di quale sia la fonte delle sue ricchezze, perché ricco è davvero: un ottimo matrimonio alle spalle, diverse abitazioni tra il notevole e l'assolutamente prestigioso.
In compenso sa che non ha studiato matematica e fisica a Yale nè ha insegnato al MIT o ad Harvard. Una delle tante storielle che il nostro ha raccontato in giro.

Nel complesso un bel personaggio.

Per il momento la scomparsa della ragazzina desta il giusto allarme: un sistema sociale non può permettersi di perdere i minori che protegge. Ma per quanto eccentrico sia questo signor Vattelappesca non sembra rappresentare un pericolo per la figlia, almeno stando alle parole degli ex-vicini di casa.
Se più o meno tutti alla lunga hanno capito che i suoi racconti non stavano insieme è anche vero che lo descrivono come un buon padre: distribuiva dolcetti a Halloween sulla soglia di casa con la figlia, la accompagnava a prendere il gelato e a lezione di karate. Sono le parole di quelli che lo conoscevano meglio, non sapendo niente di vero su di lui.

A occhio le probabilità che Mr. Rockefeller venga rintracciato sono poche. Gli investigatori sono frustrati: questo spiega perché hanno dato la storia in pasto ai media ma rende evidente che ormai sperano solo nell'avvistamento di qualche ligio cittadino. D'altro canto se un uomo riesce a tenere nascoste le fonti della sua ricchezza e la sua identità con questa continuità non credo ci siano molte speranze che non riesca a nascondere se stesso.
Peccato, avrei voluto capire se dietro a questo personaggio c'è un criminale che attinge a rendite equivoche e occulte o qualcosa di più gustoso. Magari un fisico svitato e geniale.

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martedì 29 luglio 2008

Cuil e gli UFO


Oggi non ho avuto troppo tempo di scovare notizie gustose a giro per il mondo, ma alla fine ho deciso che Cuil era la più interessante.

Dopo Knol, l'ennesimo servizio con cui Google va all'attacco della parte di web che non si è ancora accaparrato, forse il gigante di Mountain View deve guardarsi le spalle.
La "minaccia" arriva da tre suoi ex-dipendenti, è finanziata con 33 milioni di dollari dei quali solo 7 fin qui spesi e, giusto per capirsi, attinge a un database di pagine tre volte più grande del suo: sebbene Google non fornisca dati a riguardo si ritiene che indicizzi circa 40 miliardi di pagine, Cuil, come si può leggere nella sua homepage, sfora i 120 miliardi.
Cuil si legge come cool (figo) e in gaelico significa conoscenza. L'obiettivo dichiarato di Cuil è di non far solo trovare le pagine, ma di ordinarle per rilevanza. Se vogliamo anche il PageRank, il criterio usato da Google, è un criterio di rilevanza, ma è anche un criterio piuttosto stupido: il PageRank di un sito dipende esclusivamente da quanti link conducono al sito. Cuil si propone invece di contestualizzare meglio le parole cercate, producendo risultati più rilevanti, organizzandoli, accompagnandoli con immagini e menù di contestualizzazione navigabili dall'utente piuttosto che come un unico elenco deciso dalla macchina. Forse un errore: molti netizen amano il piatto pronto.
Che Cuil voglia distinguersi da Google è evidente. Che sappia cosa è Google, anche, visto che Anna Patterson, la co-fondatrice di Cuil, è stata l'architetto dell'ultima versione del motore di ricerca di Google.
Oltre alla filosofia "cerchiamo su più pagine restituendo risultati migliori" Cuil punta alla totale privacy degli utenti, almeno a parole. Nessun log, di nessun tipo, nessuna registrazione nè delle ricerche, nè degli ip, nessuno sguardo curioso ai cookies, le informazioni sui siti visitati dagli utenti.
Che, detto chiaramente, sono uno dei motivi per cui Google ha tanto successo. Se qualcuno vi viene a chiedere se avete del filo fa abbastanza comodo sapere se è un sarto, un appassionato di pesca o un neurochirurgo.
Ma queste sono considerazioni future. Per ora Cuil è sostanzialmente in prova avendo stanziato soltanto un quinto del suo capitale e vantando un parco macchine decisamente piccolo per lo scopo che si propone: 1000 per indicizzare le pagine e 400 per le ricerche dell'utenza. E se il proposito è andare a scovare anche quelle pagine che sono linkate da poche altre o addirittura per niente perché potrebbero celare informazioni interessanti e rilevanti... per il momento perde su tutta la linea.
Google offre più risultati, più rilevanti, più geograficamente coerenti, più linguisticamente coerenti. E' un po' frustrante cercare Italia e vedersi restituire solo pagine in inglese.
Vale comunque la pena seguire il progetto, se non altro perché Google mi piace e se qualcuno che lavorava per Mountain View pensa di poterlo migliorare, benvenga.
Poi... è l'eterna sfida di Davide contro Golia: come si fa a non tenere un po' per Davide? (ABC News)

Altra notizia curiosa per quanto sostanzialmente inconcludente è quella rimbombata (in diversi sensi) nei cieli inglesi. Parlando ad una radio di Birmingham, Edgar Mitchell si è abbandonato a una confessione: gli alieni esistono e i governi della terra cercano di coprire questa banale realtà. X-files reloaded? Insomma. Perché Mitchell era sull'Apollo 14 ed è stato il sesto dei dodici uomini ad aver messo piede sulla Luna.
Caso vuole sia anche nativo di Roswell, New Mexico. QUELLA Roswell.
Per uno nella sua privilegiata posizione di conoscenza l'esistenza degli alieni e della loro tecnologia superiore è un fatto, dice Mitchell. Quindi descrive laptop spessi come wafer con tanto di dispositivi magneto-ottici integrati. Obiettivamente mi aspettavo di più.
La NASA smentisce. La stampa fa gentilmente notare come molti astronauti tornati dalla luna tendano a diventare un po' picchiatelli: c'è chi si è messo a fare il pittore, chi si è dedicato all'alcolismo e chi è diventato uomo di fede. I cospirazionisti dicono che perdono le rotelle perché sulla Luna non c'è stato nessuno e solo qualche svitato può davvero crederci.
Ah, tanto per andare con i tropos, gli alieni sono "piccola gente che a noi sembrerebbe strana", un po' come i giapponesi. E hanno davvero la testa piccola e gli occhi grandi.
Valutate un po' voi se crederci o no, ma sappiate che Mitchell ha fatto un esperimento paranormale già sull'Apollo 14 mentre tornava a casa. (ABC News)

Infine due paroline su Qantas Airways Limited.
Molti ricordano Dustin Hoffman che, in Rain Man, si impunta a non prendere l'aereo perché non è della Qantas, l'unica compagnia aerea a non avere avuto un incidente fatale al mondo.
Innanzitutto non è vero: la Qantas non ha mai avuto un incidente fatale che coinvolgesse un jet ma ne ha avuti otto per un totale di 62 vittime.
Ma succedeva tra il 1927 e il 1945, metà dei quali durante la Seconda Guerra Mondiale e Qantas è da allora generalmente considerata una delle migliori compagnie aree del mondo.
Fa notizia, pertanto, che negli ultimi tre giorni due aerei Qantas abbiano avuto problemi che li hanno costretti ad atterraggi di emergenza.
Alcuni hanno accostato questo smacco alla tendenza negativa della compagnia aerea nelle classifiche di settore sulle migliori aziende.
Qantas rimane la seconda compagnia al mondo per longevità dopo KLM, ma dopo essere stata considerata la seconda miglior compagnia nel 2005 e nel 2006 è scivolata al quinto posto nel 2007.
Non è successo nulla di veramente grave, almeno finchè un buco di un metro nella fusoliera non causa danni che vanno oltre il buco stesso, ma il mito costruito nel 1988 su Tom Cruise e Dustin Hoffman si ridimensiona. (RNW)