Ho scelto la locandina del buon vecchio Esorciccio come immagine a commento di questo post perché se la notizia non fosse terribilmente seria ci sarebbe proprio da ridere.E la notizia è seria davvero, tanto da aver attirato l'attenzione dell'Associated Press forse la più importante agenzia di stampa al mondo.
A distinguersi è ancora una volta il Texas, lo stato che può pregiarsi di aver dato il la alla carriera politica di George W. Bush facendone il suo governatore.
Non che il Texas sia nuovo a posizioni leggermente conservative in materia di religione, ma fa specie che i due stati alfieri della lotta alla Teoria dell'evoluzione di Charles Darwin siano Texas e Florida. E indovinate chi era governatore della Florida dal 1998 al 2007... Il signor John Ellis Bush, fratellino di George W.
Casi, sicuramente.
Ad ogni modo le strane analogie religioso-bushiane di Texas e Florida sono solo una digressione dalla notizia vera e propria.
La notizia è che in Texas non è reato imprigionare e seviziare qualcuno, non finché lo si fa in nome della religione.
Nel giugno scorso la Corte Suprema del Texas ha stabilito che una congregazione religiosa di Colleyville (un sobborgo di Fort Worth) non può essere ritenuta responsabile delle ferite riportate da Laura Schubert durante un esorcismo.
L'ha fatto sovvertendo la condanna a un risarcimento di 300'000 dollari in primo grado e al risarcimento di 188'000 dollari in appello.
L'ha fatto sostenendo che una delibera a favore della Schubert avrebbe "incostituzionalmente intrappolato la corte in questioni religiose".
E l'ha fatto non di stretta misura: il parere è stato di 6 favorevoli (alla sentenza) e tre contrari. 6-3 come si dice in US. Un discreto set, insomma.
E giusto per capirsi raccontiamo i fatti. Che si svolgono nel 1996 quando la Schubert ha solo 17 anni. E' una minorenne. Non può neppure fare liberamente sesso con un maggiorenne.
Può però essere bloccata al pavimento per ore nel corso di un esorcismo durante il quale riporta ustioni da carpet (quella che noi chiamiamo moquette), tagli e contusioni.
Visto che il processo si svolge nel 2002 fa in tempo ad essersi assicurata che l'esperienza le ha lasciato postumi come allucinazioni e automutilazione.
Gli avvocati della chiesa di Colleyville, la Pleasant Assembly of God (nome che sembra la creazione di uno sceneggiatore sadico visto che si traduce all'incirca Piacevole Assemblea di Dio), sostennero che le conseguenze psicologiche non derivavano dall'esorcismo, ma dalle esperienze traumatiche che Laura Schubert visse seguendo il padre missionario in Africa. Quelle esperienze le fecero perdere il controllo dei nervi e ciò che seguì fu il suo tentativo di ricevere attenzione.
Io non sono uno specialista, ma quand'anche una ragazzina fosse esaurita a seguito di un'esperienza missionaria in Africa ho seri dubbi che imprigionarla, tagliuzzarla e picchiarla qualche ora qua e là possa farle bene.
Ma in fondo io c'entro poco con tutto questo.
Quello che è importante è che né la giuria di primo grado, né quella d'appello hanno pensato di andare a infognarsi con questioni religiose. Perché l'argomento del contendere è il Primo Emendamento della costituzione americana, quello che stabilisce la libertà di culto.
E cosa ci sia da discutere di libertà di culto quando qualcuno viene imprigionato e seviziato non mi è chiaro.
Però è chiaro al giudice Medina che scrive, nel suo parere, che ritenere la congregazione religiosa colpevole "avrebbe un effetto incostituzionalmente agghiacciante perché costringerebbe la congregazione ad abbandonare i principi basilari delle sue convinzioni religiose".
Parola chiave: religiose. E' religioso, quindi il giudice non può metterci bocca. Gonfiano di botte una ragazzina minorenne, ma il giudice coscienzioso non può intervenire perché intervenire costringerebbe una religione ad intaccare il proprio credo.
Forse Medina non ha mai sentito nominare Charles Manson, 41 anni in carcere. O Waco, 51 giorni di assedio dell'FBI.
Forse il dubbio che se una religione spinge a violare la legge sarebbe il caso di intaccarne il credo non lo riguarda.
La speranza è tutta nelle mani della Corte Suprema degli Stati Uniti perché, come ricorda il presidente della Corte Suprema del Texas Wallace Jefferson, questa forma di impunità è inconsistente con i precedenti della Corte Suprema degli Stati Uniti e si estende ben al di là delle protezioni costituzionali per la condotta religiosa. "Il Primo Emendamento protegge la libertà di culto; non autorizza l'abuso intenzionale nel nome della religione" scrive Jefferson.
In poche parole... a livello federale questa sentenza statale (quindi locale) verrà miseramente stroncata. Nel frattempo uno degli stati ex-Bush non ha perso l'occasione di farsi riconoscere.
Dagli Stati Uniti, pertanto, una lezioncina: non sempre il federalismo è una buona idea.
Che il Piave mormori o che i medi dei ministri si distendano.
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