Quando certe notizie passano inosservate c'è da chiedersi se non sia per volontà di qualcuno.Inizi di luglio 2008.
Una macchina, nome in codice Polaris 2.0, batte per la prima volta i campioni del poker alla Man-Machine Poker Competition di Las Vegas.
Aficionados del poker: "Eh, ma gli umani possono bluffare cambiare comportamento...".
Tecnico informatico: "Anche Polaris 2.0".
Siccome questa diatriba ha già tenuto banco in casa mia a sufficienza ribadirò il concetto.
Polaris ha sconfitti i campioni del poker.
Non un giocatorello qualsiasi o anche bravino. Parliamo, per fare un nome, dell'uomo nella foto, Nick "Stoxtrader" Grudzien. Uno che a poker ha vinto milioni di dollari e gestisce un intero sito (commerciale) dedicato all'insegnamento del poker. Uno che non sarà Phil Laak, l'uomo che aveva sconfitto Polaris 1.0, ma che è comunque considerato uno dei più grandi giocatori di poker della rete.
Innanzitutto... non è stata una vittoria campale, va detto. Ma senza scendere troppo nei dettagli tecnici che lusingherebbero tutti gli appassionati di ingegneria del software va anche detto che è stata una vittoria significativa pur nelle sue limitazioni.
Innanzitutto parliamo di heads-up poker nella versione Texas hold'em. Dal punto di vista progettuale una notevole semplificazione, visto che un buon numero di carte è un dato certo del problema e questo facilita l'analisi.
Ma si trattasse solo di analisi delle carte il software non avrebbe mai vinto.
L'anno scorso Laak ed Eslami si erano imposti sfruttando alcune debolezze del sistema. Le avevano intuite e sfruttate a loro vantaggio, proprio come si farebbe contro un giocatore umano. Solo con la certezza che il computer avrebbe abboccato.
Per evitare questo Polaris si è evoluto prevedendo un modulo di autoapprendimento: se i giocatori cambiano stile, Polaris fa lo stesso. Se un giocatore lo induce in errore una volta, se ne ricorda e si dà da fare per ovviare. Per testare bene questa capacità ha giocato contro cinque giocatori, non più due. Nel poker, infatti, si può cambiare stile ma sostanzialmente ogni giocatore risponde a dei modelli abbastanza noti: un giocatore è capace di cambiare stile per alcune mani, ma non in modo definitivo.
I round sono rimasti quelli del 2007 con la macchina opposta a una squadra di due dei tre giocatori; questo accorgimento è servito, analogamente al 2007, ad eliminare dalla sfida il fattore K, la fortuna con le carte: i due giocatori umani giocavano in due stanze separate le stesse mani contro Polaris, ma a carte invertite. In questo modo una mano sfortunata contro un giocatore diventava una mano fortunata contro l'altro, neutralizzando l'incognita della sorte.
Inoltre Polaris ha potuto analizzare le mani che ha perso per capire cosa avrebbe potuto fare per vincere; chi gioca a poker sa che raramente è concessa questa possibilità perché raramente si arriva a vedere la mano dell'avversario.
Ma con tutte queste concessioni semplificative la macchina programmata dal gruppo di laureati dell'Università dell'Alberta sotto la guida del professore Michael Bowling ha ottenuto un risultato paragonabile a quello che ottenne Deep Blue battendo a scacchi Kasparov nel 1997.
La macchina ha superato l'essere umano.
E questo segna un problema notevole perché, nonostante tutti siano d'accordo nel ritenere che il poker su internet sia un affare a termine, pochi si aspettavano che il termine potesse essere così materialmente vicino.
Perché un affare a termine? E' semplice. Poker su internet = computer e Polaris è un computer. In un futuro non troppo lontano, pertanto, i giocatori di poker su internet saranno solo masochisti che si "divertiranno" a prenderle da bot (programmini che compiono azioni al posto degli umani, una deformazione di robot).
Certo... è dura passare dall'heads-up play del texas hold'em a tornei da centinaia di persone o anche solo tavoli da dieci persone, ma il problema è che è meno dura per un software che per un essere umano.
Le conseguenze dello sviluppo di Polaris sono particolarmente importanti per internet stessa. Il gambling online, il gioco d'azzardo sulla rete, è il secondo affare di internet dopo il sesso e il poker fa la parte del leone nel gambling online.
A breve, quindi, queste risorse economiche si potrebbero riversare su altri giochi d'azzardo o su altri canali.
Per sfortuna dei gestori di casinò online, però, il software alla base di Polaris è molto versatile. I suoi modelli di apprendimento, ad esempio, verranno usati su reti di sensori per aumentare le nostre conoscenze di come il calore si diffonde negli edifici (quindi questa ricerca ha una dignità notevole anche al di fuori del mondo del gambling) e questo fa capire che sono o saranno, dopo le opportune modifiche, validi supporti in tutto ciò che è azzardo con l'intervento del modello comportamentale umano.
Poker o Teresina, Black-Jack o Sette e mezzo cambierà poco.
Chi vuole "godersi" il gioco d'azzardo online è pertanto avvisato. E' una questione di tempo (poco), poi si divertirà solo se è masochista.
Riferimenti
Riferimenti
Riferimenti
Puoi commentare il post.
Nessun commento:
Posta un commento