Oggi abbiamo un po' di pillole "piccanti" dal mondo.Cominciamo dalla Grecia, 14 luglio 2008.
Anche i sassi sanno che in alcune isole greche la trasgressione è di gran voga, specialmente d'estate quando obiettivamente offrono paesaggi magnifici.
Se ne sono accorti anche i location scout dei film porno che, sull'esempio della casa svedese Private, cercano ormai sempre più spesso di abbinare alle donne più o meno belle un bel make-up, dei bei vestiti e un bel set.
Accade quindi che a Zacinto, su una spiaggia, venga inscenata una gara di sesso orale da riprendere con l'intento di essere pubblicata su internet. Come sempre più spesso accade le interpreti sono amateur, attrici non professioniste, raccolte tra le tante persone che visitano la Grecia in questa stagione.
Non professioniste quanto volete, ma pagate per le loro performance.
Questo ha convinto la polizia greca ad arrestare nove donne britanniche per prostituzione e i produttori del film per istigazione alla prostituzione.
Forse giusto, forse no, ma ultimamente le isole greche stanno diventando sempre di più la meta erotica stravagante per milioni di giovani e la polizia deve aver pensato di dover porre un freno almeno agli eccessi.
Andiamo poi in Nuova Zelanda, 6 luglio 2008.
E qui parliamo di rugby, uno sport che in Nuova Zelanda ha un carattere rituale, quasi sacrale tanto che la squadra nazionale prima di giocare invoca gli spiriti degli antenati e dei giocatori che hanno vestito la maglia prima di loro perché le diano la forza di giocare e vincere. E' il famoso haka, il ballo rituale che precede le partite degli All-black.
La domenica Prime Television trasmette, in pieno pomeriggio, una trasmissione sugli highlight di questo sport, Grassroots Rugby. Beh, quasi tutte le domeniche, perché il 6 luglio per un errorino tecnico ha trasmesso uno spezzone tratto dalla diretta di una pay-per-view per adulti. Titolo: Desperate Black Wives 2. Che se non si intuisse è un porno. Delirio totale, nonostante nessun pagamento della pay-per-view e le scuse a tutta l'utenza. Ci mancava pure facessero pagare il porno.
Ovviamente il titolo ammiccante alle famose Desperate housewives è stata l'occasione per una truce ironia sui giornali locali. Si va dal nuovo nome della trasmissione (che è stata ovviamente interrotta dopo 3'50'') Rootus Interruptus a considerazioni sull'offesa all'orgoglio nazionale o l'ipocrisia o la bacchettonaggine delle persone che hanno manifestato il loro dissenso pubblicamente o chiamando un'emittente concorrente.
L'articolo del New Zealand Herald vale la lettura.
Altra notizia gustosa dagli antipodi, 18 luglio 2008.
Dopo aver parlato di All-black parliamo di Aussie.
Come sarà noto dall'Australia va in onda la Giornata Mondiale della Gioventù (GMG), ospite speciale Benedetto XVI.
Ci sarebbe da parlare per ore del fatto che gli australiani non hanno preso benissimo la visita del Papa che si è dichiarato "profondamente spiacente" per gli abusi sessuali subiti da migliaia di minori australiani e perpetrati da membri del clero. Avrebbero voluto di più, magari qualcosa di un filo più pragmatico. Ma per ora non siamo qui per questo, questa polemica è ancora in corso e forse ci tornerò sopra più avanti.
Siamo qui per dire che a Sidney le case chiuse sono legali, anche se spesso finiscono agli onori della cronaca per il racket che sta alle loro spalle.
E per dire che i giornali, seguendo l'esempio di un pub locale, hanno ribattezzato l'happy hour in pappy hour.
In poche parole... sconti su bevute e bordelli per i pellegrini in visita all'Australia in occasione della GMG.
"Figurarsi se i bravi cattolici usufruiranno delle promozioni!"
Ma questo si diceva quando le promozioni erano in cantiere. Pensate e ancora non messe alla prova dai fatti.
Il 18 luglio i fatti si sono avuti, anche se i gestori dei bordelli dicevano che il business stava già carburando pesantamente solo per l'arrivo dei lavoranti necessari alla preparazione di un evento come la GMG.
Ora Xclusive, uno dei bordelli che offriva il 10% di sconto ai pellegrini che potessero dimostrare di esserlo carte alla mano, ha dichiarato che il suo giro di affari è raddoppiato e che ha dovuto assumere personale extra. Il personale ve lo potete immaginare.
Qualcosa di nuovo sotto il sole? No, non davvero secondo me, solo un dato sperimentale in più.
Del resto il passo dai papa boys, alla pappy hour, ai pappa boys, ai papponi non è così lungo.
Andiamo avanti con la Germania, notizia dei primi di luglio 2008.
Cosa può fare un buon capufficio per la sua segretaria che compare senza veli come Miss Febbraio sul tabloid Bild lamentando le minute dimensioni del suo seno?
Ma va' da sé, regalarle i soldini per l'intervento, 4500 euro.
Premesso che sono personalmente incline a diffidare di chi ha una segretaria stragnocca solo per il fatto che ha una segretaria stragnocca (ho detto stragnocca, non gnocca... quante segretarie sono Miss Febbraio?), questa magnanimità di Marco Bauschke mi puzza un po', anche perché non è che Marco è l'anziano signore che ha preso sotto la sua ala protettiva una giovane fanciulla. E' un 29enne che ha come segretaria una bellissima 28enne.
Ma è probabile che sia soltanto un malfidente io e il signor Bauschke sia semplicemente una brava persona dal buon cuore.
Peccato che l'idea di regalo associato a un rifacimento delle tette mi suoni comunque un abominio, ma questa è percezione personale, lo riconosco.
Attendiamo i commenti delle donne, anche quelli del tipo "ehi, assume mica questo tizio?".
L'immagine del post è dedicata all'avvenente Claudia che, tette o non tette, è una bella tedesca (e forse l'esempio meno diseducativo di questo post).
La vicenda di Claudia ci porta in Regno Unito dove dal 12 luglio 2008 le clienti "maggiorate" di Marks & Spencer (M&S) dovranno pagare i loro reggiseni due sterline in più delle clienti "normali".
Tempo pochi giorni e Beckie Williams, 25enne, diventa la prima "attivista della tetta" della storia, riunendo 900 persone attraverso Facebook nella protesta contro M&S.
La Williams fa presente che la politica della maggiorazione si applica solo ai reggiseni e non, per dire, alle t-shirt taglie forti che comunque richiedono più materiale. In discussione c'è il fatto che possa passare l'idea commerciale che i clienti possano essere discriminati economicamente in base alle loro "misure".
I commenti alla campagna della Williams su Busts for Justice sono sostanzialmente positivi e di supporto.
La protesta ha riscosso un'attenzione tale da costringere la ditta a uscire allo scoperto, difendendo la neonata "tit-tax", come è stata ribattezzata dai britannici, asserendo che i reggiseni per le maggiorate non comportano solo un uso maggiore di materiali, ma un lavoro specialistico di ricerca e studio... come dire... strutturale. L'azienda sostiene anche che molte donne si sono dette contente di pagare qualcosa in più per un prodotto più specificamente pensato per le loro esigenze.
Voglio essere sincero. Da un punto di vista ingegneristico mi pare che le eccezioni sollevate da M&S siano ragionevoli. Rimane difficile, però, capire se davvero l'azienda metta questo impegno extra nella realizzazione dei reggiseni con coppa DD o superiori o no. O se il surplus che chiede sia adeguato a quell'impegno.
Credo però anche, e mi pare più importante, che di modelli che propongono la filiformità come lo standard estetico da perseguire ce siano già abbastanza da non volerli infilare anche nel portafoglio per i piccoli acquisti quotidiani.
Per oggi le piccanterie sono finite, anche perché non voglio che gli Annunci di Google mi trasformino il blog in un punto di riferimento per single che cercano compagnia su internet :-)
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