sabato 27 settembre 2008

Il successo in 10 anni


Difficile non notarlo, visto che Google è, probabilmente, l'homepage di oltre la metà degli utenti del web, ma oggi, 27 settembre 2008, Google compie dieci anni.

E se pensate a quello che ha fatto in questi dieci anni, da nascere, a crescere, a comprarsi metà del web il commento può essere solo uno: WOW!

Se il semplice fatto che la compagnia di Mountain View compia dieci anni sarà evidente a molti, so già che pochi si prenderanno la briga di clickare il link creato per l'occasione.
Male, perché oltre a tutta una serie di curiosità si potrà avere accesso a una breve ma significativa cronistoria di Google che dà un quadro di come un simile miracolo commerciale sia potuto avvenire.

A partire del garage dove Larry Page (24 anni) e Sergey Brin (23 anni) dopo un incontro piuttosto burrascoso all'università di Stanford - erano in disaccordo su tutto - decidono di fondare BackRub, fino al significato del nome Google e ai nomignoli che gli impiegati dell'azienda si danno tra loro.
Se non sapete cos'è un dogler o un greygler e perché a cadenze annuali Google annuncia notizie folli come il fatto che i risultati delle sue ricerche sono determinate dai piccioni (piccione era chi, capitato sul sito, facendo una ricerca si imbatteva nella notizia e non chi dava i risultati, fine esempio di humour), questa è la pagina per voi.

Dieci anni di una vicenda informatica, scientifica, sociale e commerciale riassunti in una paginetta semplice da navigare (anche se la scrollbar in basso potrà non far capire a molti che si può leggere tutta la storia e non solo i primi anni) che custodisce diverse perle.

Per chi vuole provare a emulare Larry e Sergei... :-)

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giovedì 25 settembre 2008

E la scienza ci regalò l'onanibica


Composto di onanismo e aerobica.

L'onanismo sarebbero le seghe.

Ne avevo sentito parlare nel 2004 o giù di lì, quando il giapponese (qualche dubbio?) dottor Yamanaka scoprì che in stato di eccitazione l'intero metabolismo del corpo, in generale, accelera.

Da allora su qualsiasi rivista dedicata alla salute del corpo, maschile o femminile, compare ogni tanto un articolo sui benefici del sesso, non solo a livello sentimentale o di realizzazione, ma proprio sotto un profilo fisico-atletico.

Tutti articoli che, lasciatemelo dire, visto che è anche in tema, raccontano cazzate. Che il sesso faccia bene tutti d'accordo, ma che sia un valido esercizio fisico... dipende. Se nella vita non muovi un piede anche un comune rapporto è già meglio di nulla, ma se fai palestra quattro volte a settimana per avere un beneficio di tipo muscolare-adiposo dal sesso... devi farlo come se fossi in palestra a fare pesi. Non è detto che il partner apprezzi, né per la qualità, né per la quantità.

Se le osservazioni del dottor Yamanaka sono in generale sensate, è giusto dare una misura di quello che si può ottenere dall'onanibica in base all'impegno. Ricordiamo che l'onanibica è la dieta della masturbazione. Sintetizzerò il tutto con le parole del suo inventore "L'attività ordinaria non serve a niente. Un comune giovane dovrebbe farlo 100 volte in più al mese per ottenere un qualsiasi effetto". Almeno tre volte al giorno. "In effetti sarebbe più verosimile quattro o cinque, se lo si vuole fare seriamente". Mio dio. "Per ogni due chili di peso corporeo si dovrebbero secernere due litri di sperma". EH?!?!?!?
Orizzonti folli, ma questo è quanto dice la scienza, nella persona del dottor Yamanaka quattro anni or sono sul Mainichi Daily News.

Notizia tornata in auge di recente, visto che alcuni media occidentali hanno scoperto che lo stesso giornale nel 2006 dava voce al dottor Tokuho secondo il quale "cinque minuti di masturbazione vigorosa possono consumare 300 calorie, l'equivalente dello sprintare i 300 metri". Sì, lo sprint di Hussain Bolt, però. Perché col cavolo che una persona normale spara 300 calorie in 300 metri. Ma il dottor Tokuho è un vero specialista e aggiunge che l'esperienza può essere così soddisfacente da sostituire un pasto leggero, portando così un ulteriore beneficio calorico (ma NON nutrizionale, non mangiare non è esattamente dieta, ricordàtelo). Consiglia anche una "posizione": seduti, schiena inclinata all'indietro, con i piedi a circa dieci centimetri da terra, in modo da mettere in tensione i muscoli dell'addome. Secondo i suoi dati questo approccio alla masturbazione consentirebbe di tagliare otto centimetri dal girovita di un uomo se fatto due volte al giorno per un mese. Il tutto riassunto nel motto "agitare come colazione, agitare come pranzo e una bella cena". Insomma, tutto ciò che la nutrizione ci ha insegnato fino a oggi. Sorvolando sul problema di colazioni e pranzi di lavoro e dei buoni pasto in forma di salvietta umidificata. Sono sicuro, però, che ai curatori delle note spese i tagli ai rimborsi che otterrebbero piacerebbero parecchio.

Ora... premesso che secondo me solo a stare nella posizione del dottor Tokuho per cinque minuti due volte al giorno se non si ottiene una diminuzione del girovita di otto centimetri ci si attesta tranquilli sui sette e mezzo... Il tutto non finisce qui.

No, perché tra l'intervista a Yamanaka e quella a Tokuho si è sviluppato il business dell'onanibica. E altro che la posizione del dottor Tokuho... ci sono siti (uno dei quali ha gentilmente offerto l'immagine del post) e libri specializzati che spiegano posizioni efficaci, danno consigli e indicano rischi. Con tanto di foto prima e dopo. False come le foto di qualsiasi televendita del genere.
E da non perdere... i consigli dei professionisti dell'onanibica.

I miei professori al liceo avevano ragione. Dovevamo smetterla di farci le pippe mentali. Meglio quelle vere, se ne può persino fare una professione.

NOTA DI GENERE
Sebbene l'onanibica sia concepita come pratica esclusivamente maschile non ci sono reali limitazioni di genere. Anche le donne possono trarre gli stessi benefici dell'uomo dall'incremento del metabolismo basale dovuto all'eccitazione. Paradossalmente uno dei punti a mio avviso più convincenti a favore dell'onanibica lo ha centrato una pagina su una canzoncina dedicata alla sua versione femminile (la musica di sottofondo della pagina è proprio la canzoncina): nell'occidente spesso si mangia semplicemente per solitudine e tristezza, andando a caccia degli ormoni liberati, magari, dalla teobromina di una cioccolata; da questo punto di vista, specialmente per chi è veramente in sovrappeso e/o non fa alcuna forma di esercizio la masturbazione può essere davvero una valida alternativa al junk food e il beneficio per il corpo è immediato. Si evita di immettere calorie non necessarie sotto forma di cibo nutrizionalmente sballato e qualcosa si consuma.
Certo, se ci si aspetta di stillare due litri di seme per dimagrire i famosi 2 chili in 15 giorni temo che non si sia più nel salutarissimo.

Ma di diete cretine è pieno il mondo, se proprio non sapete cosa fare potete provare anche questa. I risultati non sono assicurati, specie se non siete seguiti da un professionista (ah ah ah ah!) e in nessun caso io ho alcuna responsabilità. Lo fate a vostro rischio, pericolo e soddisfazione.
La soddisfazione è già un incentivo rispetto alle altre diete :-)

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Sport estremo, guinness e beneficienza


A volte mi chiedo se la gente fa fesserie a giro per il mondo per una buona causa o se la buona causa è un modo come un altro per finanziare fesserie a giro per il mondo.

Non vogliamo dire fesserie? Allora diciamo coltivare le proprie passioni.

Il signore nella foto è il non più giovane virgulto inglese Steve Colligan, 47 anni.

Il buon vecchio Steve ha deciso che si doveva fare qualcosa di concreto per i bambini bisognosi del Nepal. Basta chiacchere all'ONU, basta manifestazioni alle Olimpiadi - anche perchè ormai tocca aspettare altri quattro anni -, basta picchetti davanti alle ambasciate cinesi e interrogazioni parlamentari come nel caso del Tibet.
Quello che ci vuole è un bel nuovo record mondiale nel monociclo estremo. Che non è quello consunto che si fa nei circhi, magari sulle funi. Troppo facile. E' quello che si fa sui sentieri di montagna, possibilmente i più alti e pericolosi al mondo, quelli dell'Himalaya.

Così Steve ha in programma un massacrante raid di oltre 1000 km che coinvolgerà cinque dei più importanti passi himalayani e si snoderà tra Lhasa in Tibet e Katmandu in Nepal (il Tibet era pertinente, malfidenti).

Ma la ciliegina sulla torta sarà il record mondiale per la più lunga discesa in sella a un monociclo: 4600 metri di dislivello dal campo base sull'Everest in Tibet.

Non nascondiamoci dietro un dito. Steve merita un enorme rispetto come atleta. Sia perché riesce a stare in sella a un monociclo, sia perché il monociclo è estremo e, soprattutto, perché lo fa a oltre 5000 metri di quota. E si fa presto a dire 5000 metri, ma la sensazione che dà alla testa (e ai polmoni!) un'altitudine del genere è tutta da provare. E lo fa a 47 anni.

Ma come ho detto sopra la giusta causa mi sembra anche un mezzo per sponsorizzare la sua ambizione sportiva, che non deve costare proprio due lire. E il suo sport, vuoi per il mezzo, vuoi per il constesto scelto è davvero pericoloso.

Sia come sia, tirare su qualche dollaro/euro/sterlina per i bambini poveri del Nepal è comunque un nobile intento, perciò ecco la notizia, che così gira sul web, ed ecco il sito web dove potete tenere traccia dei suoi progressi e fare una donazione.

Se la fate anche a me è più facile che io giri qualcosa ai bambini bisognosi del Nepal ;-)

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lunedì 22 settembre 2008

Io ce l'ho profumato


Il cellulare.

Ce l'ho profumato con conVISUAL. Ed è il primo caso di sinestesia nel mondo della telefonia cellulare - non so voi, ma a me conVISUAL fa pensare a tecnologie grafiche.

Invece no, conVISUAL (che effettivamente vanta diversi prodotti di carattere grafico per cellulari) e isi Gottingen sono salite alla ribalta tecnologica lo scorso maggio per aver richiesto un brevetto sulle tecnologie olfattive nella telefonia mobile.

Tutto ruota intorno ad un un cellulare olfattivo dotato di slot per schede di memoria SD nel quale inserire il chip che fornisce una varietà di aromi, circa un centinaio, oltre ai quali si potranno inserire quelli definiti dall'utente.

Il chip potrà essere attivato in vari modi, fin qui si pensa agli SMS, agli MMS ad un computer connesso e ad un programma dedicato da ospitare sul cellulare. L'idea è semplice, dare la possibilità di contestualizzare un messaggio con un odore, presumibilmente un profumo.
E qui casca l'asino, perché nessuno garantisce nè che il messaggio sia gradito, né che lo sia il bouquet di accompagnamento.

Se è facile immaginare signore che si inebriano della nuova fragranza che sono riuscite a scovare per i bastoncini di incenso o il pot-pourry il pensiero di quello che potrebbero mandarsi dieci ragazzi dopo la partita di calcetto mi fa rabbrividire. Per non parlare del dopocena con fagiolo libero da Ciro lo zozzone.
Mi immagino la pubblicità per il nuovo telefono con tecnologia PMS (sarebbero i messaggi profumati, almeno lo sapete): "Stanco di descrivere quanto era terrificante l'ultima che ti ha fatto uscire di macchina? Mandala in diretta ai tuoi amici". E se tanto mi dà tanto vuoi che non nasca un compare di Virgola a reclamizzare i siti e i 48xxx che offrono gli odori più fighi e non necessariamente piacevoli?

Comunque, a quanto pare, l'evenienza è già stata contemplata e il chip sarà dotato di un filtro antispam a discrezione di chi riceve il messaggio.

Dal punto di vista tecnico la notizia è già piuttosto datata e non è la prima volta che si parla di un'esperienza sensoriale olfattiva in campo tecnologico, ma il fatto che qualcuno parli in termini applicativi di questa possibilità è relativamente nuovo.
Sorprende, semmai, che questo nuovo contenuto extra venga dalla Germania: il servizio olfattivo è da considerarsi a tutti gli effetti una frivolezza e difficilmente l'avrei accostato all'animo teutonico.

Se dal punto di vista tecnico il chip è interessante bisogna ammettere che anche lo spazio applicativo c'è.
Decine le possibilità commerciali, da quella ovvia di reclamizzare un profumo a quella meno banale di accompagnare la pubblicità con una fragranza evocativa, persuasiva o scatenante: pensate la differenza tra ricevere il volantino di una pizzeria e il profumo della sua pizza, magari sull'ora di pranzo. Tra l'altro... il brevetto riguarda le tecnologie mobili, ma nulla esclude di utilizzarlo su qualunque computer o televisore in un futuro.

Il chip è ancora in fase di sviluppo e perfezionamento e la decisione di chiedere il brevetto appare fin qui più una manovra di protezione della ricerca che un tentativo di serio ingresso sul mercato, ma se verrà concesso vorrà dire che ci siamo: dopo l'udito e la vista l'olfatto sarà il prossimo senso ad essere bombardato dal consumismo.
La realtà virtuale si avvicina, forse più di quanto vorrebbe anche un amante della tecnologia come me.

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domenica 21 settembre 2008

Alzi la zampa destra e giuri di abbaiare tutta la verità...


... dica "Bau".

Questa era troppo bella per perdersela. Viene dalla Francia e l'ho scovata seguendo un percorso di siti su notizie cretine che mi ha portato prima in California, poi in Regno Unito, poi in Australia, da lì in Nuova Zelanda e poi di nuovo in Regno Unito.

Ma ne è valsa la pena.

Il Daily Telegraph, infatti, riporta in una notizia del 10 settembre che un cane è stato ascoltato come testimone, in veste assolutamente ufficiale, in un dubbio caso di suicidio.

I fatti.
Una 59enne signora parigina viene trovata impiccata nel suo appartamento. La polizia ritiene si tratti di suicidio (caso facile, il criminale non scappa), ma la famiglia richiede un'indagine per omicidio. Il cane della signora diventa un testimone cruciale: si pensa che fosse con lei quando il tutto è accaduto, quindi sa se si tratta di omicidio o suicidio.

Gli inquilini del Palais de Justice di Parigi non si sono sconvolti troppo. Hanno fatto accompagnare l'animale al box dei testimoni e gli hanno mostrato un sospetto. Il cane avrebbe "abbaiato furiosamente" (magari non gli piaceva la cravatta del tipo...).

Il giudice Thomas Cassuto avrebbe anche elogiato il "comportamento esemplare e l'inestimabile assistenza" dell'animale.

Un portavoce del Palazzo di Giustizia ha poi ufficializzato che si trattava del primo caso in cui un animale appariva come testimone in Francia. Si è poi detto "quasi certo" che si trattava del primo caso in assoluto al mondo.

Dite la verità... cominciate a temere che il cane si chiami Rex... creduloni. Nulla di più sbagliato e avreste dovuto capirlo da soli: la signora aveva 59 anni, Rex sarebbe stato un neologismo. Il cane, infatti, si chiama Scooby e il nome è ispirato proprio a quello Scooby-Doo.

Aiutaci tu...

(Non mi è chiarissimo se il soprannome Scooby sia stato dato al cane dopo il suo ruolo in aula o se ce lo aveva già prima, ma forse non è proprio il cardine della notizia e l'incertezza ci può stare)

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giovedì 18 settembre 2008

L'Italia allo specchio


Molto spesso sentiamo dire che in Italia l'informazione è parzialmente libera.
Ci sono autorevoli società e fondazioni che ci appioppano questa etichetta a periodi alterni, più o meno ogni volta che Berlusconi dirige il Bel Paese.
Il perché è facile da capire: avere il massimo editore a capo del governo non è proprio una garanzia di indipendenza delle redazioni.

All'italiano che voglia informarsi, alla fine, non rimane che guardarsi allo specchio che, nel caso di uno stato, è leggere ciò che ne dicono all'estero. E giusto per essere chiari in generale non parlano troppo bene di noi.

Purtroppo leggere i giornali stranieri presuppone la conoscenza delle lingue. Spesso una buona conoscenza delle lingue. Ma si può fare, con un po' di impegno.

Siamo chiari... i giornali stranieri non sono attrezzati adeguatamente per descrivere la situazione italiana: si fidano troppo delle parole, della politica, della promessa e, soprattutto, dei giornali italiani. Non hanno quel minimo di malafede necessario a trattare gli italiani. E poi, parliamoci chiaro, l'Italia è un paese affascinante, ma sullo scacchiere internazionale non vale molto, ragione per cui spesso le notizie non sono particolarmente approfondite. E già così non ci trattano bene.

Ogni tanto, però, qualcuno si sbatte abbastanza da indagare l'animo italiano, le sue meschinerie, le sue contorsioni... e sono quelli i casi che fanno scalpore, i casi in cui la stampa estera ci crocifigge senza pietà, trattamento che a livello nazionale meriteremmo sempre.

Ma questo non risolve il problema principale: come si fa a leggere cosa dicono di noi all'estero se non si conoscono le lingue? E passi pure l'inglese, ma se la televisione svedese fa uno spot in cui usa Berlusconi come controesempio alla televisione libera, come si fa a saperlo?
Ve lo sveleremo dopo la pausa pubblicitaria (il video qui sotto è proprio lo spot in questione, del 2005).


Nella difficile impresa di guardarci allo specchio ci aiuta un sito singolare, Italia dall'estero.
Creato da un gruppo di ricercatori italiani all'estero (guarda caso), vanta una redazione di tutto rispetto e copre un gran bel numero di lingue e, ovviamente, giornali.
Ovviamente non traducono tutto e bene o male c'è una linea editoriale, ma vista la concorrenza di orrori come Il Giornale, Libero o TGcom possono tranquillamente entrare nel novero anche articoli tradotti da NY Times, International Herald Tribune, El Paìs, Le Figaro e Die zeit.

Ma non solo quelli. Giusto per presentarvi il sito vi riporto un articolo pubblicato in Argentina su una notiziola passata leggermente in sordina in Italia. Il giornale è La Nacion e la firma di Elisabetta Piquè. Tutti gli articoli riportano il link all'articolo originale, un impegno alla trasparenza che fa davvero onore a questi ragazzi.


A giudizio per una battuta

La magistratura di Roma ha deciso, alcuni giorni fa, di aprire un fascicolo contro Sabina Guzzanti, una delle migliori comiche italiane, per aver offeso il Papa. Si tratta di un reato previsto dall’articolo 8 dei Patti Lateranensi (l’accordo firmato nel 1929 da Benito Mussolini e la Santa Sede), il quale stabilisce che l’offesa al Pontefice, “persona sacra e inviolabile”, è punibile allo stesso modo dell’offesa al Presidente della Repubblica.
La decisione dei magistrati ha dato vita ad una grande polemica. Il vilipendio, infatti, è avvenuto durante una manifestazione contro Silvio Berlusconi che si è svolta lo scorso 8 luglio a Piazza Navona. Battezzato come “No Cav Day” (giornata del no al Cavaliere), l’incontro era stato organizzato da Beppe Grillo, un altro famoso comico italiano.
Sabina Guzzanti, dal palco, ha lanciato una satira (secondo la Reale Accademia Spagnola, composizione poetica o altro scritto il cui obiettivo è censurare acremente o ridicolizzare qualcuno o qualcosa) sulla politica della penisola, tradizionalmente condizionata dal Vaticano. E, tra le altre cose, ha attaccato Benedetto XVI. “Fra 20 anni Ratzinger starà dove deve stare, cioè all’inferno, tormentato da diavoli froci attivissimi e non passivissimi, come i gay che hanno accettato di spostare il Gay Pride a Bologna perchè a Roma c’era un incontro di sacerdoti“, è stata la frase messa sotto accusa dalla Magistratura.
Dario Fo, premio Nobel per la Letteratura nel 1997 e maestro della satira, non ha nascosto la sua indignazione per la decisione dei giudici. Oltre denunciare nuovi venti fascisti nell’ambiente, ha affermato che “se continuiamo così, condanneremo anche Dante: anche il sommo poeta, in fondo, mandò il papa Bonifacio VIII all’inferno, non lo ricordate?”.


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Aggiornamento: il ministro della Giustizia Angelino Alfano non ha concesso l'autorizzazione a procedere contro Sabina Guzzanti. Alcuni si sono chiesti se non sia solo perché il padre della comica è parlamentare del PDL o se la decisione del Guardasigilli sia autonoma o "ben consigliata", ma tant'è: la bolla di sapone è scoppiata e con lei la vicenda. Col beneplacito del Vaticano che può prendere le distanze da una leggettina del ventennio poche settimane dopo che Famiglia Cristiana aveva stigmatizzato i rigurgiti fascisti italiani.

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martedì 16 settembre 2008

In tempi di rave...


... ci si potrebbe chiedere cosa serva per fare una grande festa.

Si è capito da un pezzo che, anche se non necessaria, la droga aiuta. Non che io sia un sostenitore delle droghe, ma vuoi mettere una bella corsa in ospedale in piena notte?
Immagino che la sensazione sia forte, perché deve andare più o meno così (i nomi sono ipotetici).

Mario: "Oh, Fra', c'è Lucia non sta bene..."
Franco: (con fare da uomo vissuto) "Eh, avrà esagerato come al solito..."
Mario: (tra un tic e l'altro comincia a trasmettere la sua preoccupazione) "No, no, non è come le altre volte... sta proprio male..."
Franco: (seccato, perché lui E' un uomo di mondo) "Vabbé, dai, finisco di lavorarmi sta tipa e arrivo"

Ovviamente Franco, un po' perché è allucinato lui, un po' perché è allucinata la tipa, un po' perché Mario gli ha fatto perdere il ritmo e da allucinati è difficile recuperarlo sia che si sia il broccolatore che il broccolato finisce di lavorarsi la tipa prima del previsto (troppo prima) e va a vedere Lucia.

Franco: (scornato perché se si stava lavorando la tipa è proprio perché Lucia non si fa lavorare) "Oh, Luci... 'zzo hai?"
Il gruppetto di amici intorno a Lucia si apre e Franco riesce a vederla. E si rende vagamente conto che se a uno stonato come lui non sembra avere una bella cera deve avere davvero una brutta cera.
Franco: (preoccupato, perché su Luci ha ancora qualche piano al quale non ha del tutto rinunciato) "Mario, mapporc... dovevi dirmelo che stava così male!"
Mario: (completamente fatto) "Ma va', non è niente... l'hai detto anche tu!"

Franco vorrebbe strozzare Mario che non capisce niente, Lucia per essersi ridotta così, se stesso per aver tirato tardi e pensa che se in quel momento lui e Lucia stessero facendo qualcos'altro lei non potrebbe essere in quelle condizioni.
Lo psicodramma va avanti, perchè lo spettacolo deve continuare.

F.: "Mario, qui serve l'ospedale"
M.: "Ah, io non ce la porto di certo, se mi vedono arrivare così gonfio è la fine, già mi hanno fermato una volta per possesso... quelli chiamano sicuro la pula, poi... aspettiamo un po', magari migliora"

Dopo un tempo variabile tra qualche secondo e qualche ora e che dipende solo dal senso di colpa e dalla percezione della realtà di Mario e Franco...

F: "Mario, qui non migliora... se non ce la sentiamo noi chiediamo a qualcuno... ci sarà anche qualcuno sano, qui, no?"
M.: "A un rave? Tu sei fuori!"
F.: "Ma va', qualcuno che può andare c'è..."
M.: "Ma magari anche sì, ma tu te la caricheresti una ridotta così per passare guai in ospedale? Tu sei scemo, non esiste, fidati"
F.: "Sì, ma allora che facciamo?"
M.: "Boh, io aspetterei..."

Il dialogo può protrarsi per ore finchè non si arriva al momento cruciale: Lucia sta davvero male, di quel male estremo ed evidente a qualunque deficiente, anche il più marcio di sostanza psicoattiva del pianeta.

A quel punto si rompono e gli indugi e si parte per l'ospedale dove si arriva, nel 90% dei casi, quando è già tardi. Se anche i medici avessero pensato di non chiamare le forze dell'ordine il decesso lo rende obbligatorio e a quel punto i giochi sono fatti. Parola quanto mai appropriata.

Una cosa, però, è indubbia. L'adrenalina per Mario e Franco c'è stata, Lucia ho avuto delle difficoltà a intervistarla. Qualcuno potrebbe pensare che è una drammatizzazione. E' vero, ma è anche molto probabile che spesso vada così.

E quindi torniamo ai famosi ingredienti per la festa di successo.
La consunta formula sesso, droga e rock 'n roll potrebbe essere ottima, se non fosse, appunto, consunta.
Direi, però che sesso, droga e musica è un valido adeguamento ai tempi (e agli stili).
Tralasciando i giudizi morali su quei tre elementi l'organizzatore si deve porre il problema di come offrirli.
Sesso e droga, generalmente arrivano da soli, basta che il numero di invitati sia abbastanza consistente e l'evento abbastanza reclamizzato. In casi estremi può "aiutare" il manifestarsi spontaneo di questi fenomeni invitando e/o reclutando qualche bella gnocca e qualcuno che ha fama di grande consumatore: sì, sono eufemismi. Due cose sono sicuramente di sua responsabilità: l'alcol, che non è un particolare problema perché legale e la musica, legale fino a un certo numero di decibel.

Ma se l'alcol è un discorso standard (birra, liquori, qualche barman/barwoman capace di fare qualche cocktail decente) per la musica è tempo di innovazione.
Perché continuare con la solita solfa di DJ armati di vinili o cd a seconda dell'età o del grado di purismo quando con un po' di buona volontà si può reclutare qualche star?

Eh, capirai... Ti viene a suonare Apicella, direte voi...
Sbagliato. E' solo un problema di cachet, ma potete avere virtualmente qualsiasi gruppo o cantante.
La scoperta è di Imogen Edward-Jones che nel suo libro Pop Babylon pubblica la lista delle dieci star e gruppi più pagati per le performance private.
Pare che si sia imbattuto in questa realtà facendo ricerche per il suo libro che, a detta degli editori e anche di diversi lettori appassionati del settore, contiene diverse chicche e rivelazioni sui volti più noti della musica.

E non vi preoccupate se non potete permettervi il top del top. Il mondo della musica è pieno di meteore che si possono reclutare a un prezzo non eccessivo: sono quelli che su due piedi non ci verrebbero mai in mente ma che, una volta nominati, evocano valanghe di ricordi. Un esempio su tutti, Rick Astley.
Il signor Edward-Jones sostiene che il business è in rapida espansione e che la cosa gli pare assolutamente ragionevole considerando il margine di profitto per i performer.
Del resto una strimpellata a casa mia è sicuramente meno stressante di un'esibizione alla Royal Albert Hall, se rende anche di più...

E giusto per rendervi ragione di quanto renda eccovi la top ten raccolta da Mr. Imogen. Notate bene quanto si può guadagnare in una serata se siete dei miti o l'artista del momento.

Costo esibizione privata in sterline inglesi

Rolling Stones - £3.5 milioni (€4,41 milioni, $6,28 milioni, lit 8,54 miliardi)
Sir Elton John - £1 milione
Robbie Williams - £1 milione
Rod Stewart - £1 milione
Amy Winehouse - £1 milione
Janet Jackson - £500,000
Pussycat Dolls - £500,000
Sting - £250,000
Sugababes - £250,000
All Saints - £250,000
Girls Aloud - £250,000


Non so quando finirò, né se finirò, né se sarà ancora vivo lui per quel giorno, ma confesso che sto seriamente pensando di cominciare a mettere da parte un milione di sterline. Vuoi mettere la soddisfazione di poter far suonare un pari d'Inghilterra a casa tua e dirgli che ha fatto pure schifo? Per tutto il resto... c'è Master Card.

Tra l'altro Madonna deve rosicare tantissimo visto che la sua ultima performance privata nota (per un'opera di carità) è andata via all'asta a solo a $550000, meno di un decimo della serata Rolling Stones - e ci può stare - poco più della metà di una comparsata di Amy Winehouse - e quello... no, non ci sta proprio.

Non perdetevi la pagina internet con cui potete prenotare Tom Jones per "un evento aziendale, una performance privata, un matrimonio o un meeting". You are just one click away, come si dice in questi casi. Il link è nella sezione Riferimenti.
Se solo lo avesse saputo Homer Jay Simpson non avremmo avuto una delle più belle puntate della serie animata ;-)

Insomma, organizzatori di serate... non perdetevi d'animo per trovare una star. Sarà una questione di soldi, ma sono tutte sul mercato.

Riferimenti
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lunedì 15 settembre 2008

Sciatteria Allitaliana


Et voilà. Il titolo è un vero pastiche, lo ammetto, ma mi sembrava adeguato all'argomento.

Credo che ormai sia impossibile non sapere che Alitalia è alla canna del gas. Le cause, ormai, hanno un carattere storico tant'è che si protrae la travagliata vicenda della nostra (ex) compagnia di bandiera.

Alla fine, comunque, si riassumono nella proposizione: "in Alitalia nessuno è veramente interessato a volare". Parlo del suo CdA, sia chiaro, so per certo che ci sono piloti e personale con un'autentica passione per il volo, ma che, evidentemente, non decidono delle sorti dell'azienda. E neppure dovrebbero, visto che non è il loro lavoro.

Chi ha volato un po' sa della storica inaffidabilità della nostra compagnia di bandiera. Pochi sanno che nel mondo c'è chi si è divertito a caratterizzare le compagnie aeree attraverso acronimi in inglese ottenuti dai loro nomi. Alitalia diventa Always Late In Transit, Always Late In Arrival. Che dire, all'estero ci conoscono da un pezzo. Ma non ci hanno mai considerati sciatti. E neppure io ho mai considerato gli italiani sciatti, anzi, di solito sono un discreto esempio di stile, almeno nell'arte dell'apparire.

Qualche giorno fa stavo occhieggiando cosa Google Adsense associa al mio blogghettino. Lo faccio spesso e cerco anche di fare in modo che certe pubblicità che non mi piacciono non riescano a entrarci, modificando i testi in modo opportuno (almeno nelle mie intenzioni). E va che non ti becco la pubblicità che è l'immagine del post di oggi?

Se non avete notato nulla di strano... riguardatela. Ancora nulla? Beh, allora ve lo dico io. Alitalia si scrive con una l sola. Da questo il titolo del post. Che dal mio punto di vista è solo un giro di trama in più del velo pietoso che andrebbe steso sulla compagnia, ma per un pubblicitario è un errore mostruoso. Come si fa a sbagliare il nome dell'azienda? E non è che la pubblicità l'ho vista una volta sola, no no. E' durato un bel po' di tempo.

Poi ci si meraviglia che l'azienda non funzioni: se non è neppure capace di fare pubblicità a se stessa, al suo MARCHIO...

Proprio in queste ore si dovrebbe decidere del destino di Alitalia. I piloti sono sul piede di guerra. CAI, la rilevante di Alitalia, vorrebbe azzerare le loro carriere. Il nodo è importante perché per far volare la gente servono aerei e per far volare gli aerei, oltre al kerosene, servono i piloti.

Non sta certo a me entrare nel merito della questione Alitalia, ma vale la pena riportare qualche comodo link ad alcune analisi.

Cominciamo dall'opinione di Marco Travaglio, un video di circa 25 minuti ma tutti decisamente godibili per la messe di informazioni che offre e per la spiegazione abbastanza chiara della probabile pastetta che i soliti noti stanno organizzando ai danni degli italiani.


Quindi alcuni link:
- "Alitalia: perchè il piano Air France era migliore del piano Fenice" articolo dal titolo emblematico di Il Sole 24 Ore
- "Dove volano i furbetti" articolo dal titolo altrettanto emblematico di L'Espresso
- "Il piano Fenice? Ci costa cento euro a testa" interessante articolo che analizza molte delle cifre del salvataggio di Alitalia, sempre di L'Espresso

E direi che con questo è tutto. Visto che le fonti per questo post sono appena sopra stavolta faremo a meno della sezione Riferimenti.
Sono un gran pigrone... :-)