Visto l'argomento potevo dedicare l'immagine del post a Wikipedia o a Knol.Ma i loghi di Google - perché Knol è una creazione di Google - si somigliano tutti e ce ne sono già due nel post precedente, inoltre quello di Knol è davvero minuscolo, quindi benvenga quello di Wikipedia.
Anche perché Knol non mi piace.
Sono indeciso su che taglio dare a questo post. Se quello commerciale, quello culturale o quello sociale.
L'esperienza mi dice che seguire i soldi è sempre una buona idea.
E i soldi, su internet, sono essenzialmente il pagerank, ovvero il piazzamento di una pagina nei motori di ricerca: prima figuri, più è facile che ti clicchino. Se ti cliccano di più i tuoi contenuti hanno un successo maggiore, ivi compresi quelli commerciali e le pubblicità nelle tue pagine.
Credetemi, io lo so bene: il mio blog è difficile da trovare anche impegnandosi e infatti non mi posso permettere neppure un cappuccino alla settimana.
Veniamo quindi a Knol-Wikipedia. Cosa succede quando un utente cerca informazioni su un argomento in un motore di ricerca? Con tutta probabilità trova la pagina di Wikipedia dedicata a quell'argomento, con molta probabilità la giudica più che esaustiva e con altrettanta probabilità non visiterà altre pagine per quella ricerca specifica.
Ma Wikipedia è una fondazione non-profit non fa pubblicità e non ne ospita.
Pensate quanti clic, quante impression, quante occasioni di pubblicità buttate via.
Ah, impression è il termine tecnico per dire visite di pagina. Le impression su internet sono l'equivalente dell'audience in tv: si potrebbe dire pubblico ma il marketing adora i termini inglesi e per quelli paga.
Pensate, solo leggendo questo articolo pagerank e impression sarebbero state due buone occasioni per un viaggetto su Wikipedia. Ogni viaggetto diverse pubblicità. Il tutto moltiplicato per l'utenza del mio blog - che è nulla - moltiplicata per i blog del pianeta, moltiplicata per tutti quelli che bazzicano la rete.
Se vogliamo riassumere, stiamo parlando di miliardi di euro.
Quindi a Mountain View, l'idilliaca sede di Google, qualcuno deve aver pensato "ma se invece che una pagina priva di pubblicità come quelle di Wikipedia i ricercatori della rete visitassero come prima cosa una pagina pubblicizzabile quanti soldi in più si farebbero?". Immediatamente dopo devono aver pensato che era conveniente che la pubblicità fosse la loro. E che anche le pagine fossero le loro. Il passo successivo è banale: "perché mai SOLO UNA pagina?".
Messa così è triste, ma per quanto si può capire spiega perfettamente la filosofia di Knol.
Knol è il nome del servizio di Google ma è anche l'unità di conoscenza, knowledge, in inglese.
Infatti, diversamente da Wikipedia che si propone di essere un'enciclopedia e pertanto segue la filosofia un-argomento-un-articolo, Knol si propone di dare sfogo a tutti coloro che vorranno creare un'unità di conoscenza nella quale far valere le proprie competenze.
Questo significa sostanzialmente che per ogni argomento potranno esserci molti articoli.
Knol, poi, si offrirà di accreditare quei pubblicatori che lo vorranno, presumibilmente per dargli prestigio. Gli articoli saranno poi votati dagli utenti.
Knol, insomma, offrirà competenza e pluralità. Ma mi pare che qui cada l'asino: che ne so, io che ho studiato ingegneria se il Dr. Rossi è più competente del Dr. Verdi in tema di malattie infettive? E che ne sanno gli altri utenti della rete che magari di medicina ne sanno meno di me?
Ovviamente in un bailamme di articoli sarà necessario uno strumento di ricerca. Facile, no? è Google, cosa vuoi che sia implementare un sistema di ricerca? Il problema è il sistema di valutazione degli articoli, il loro ranking. Perché gli articoli con ranking più alto compaiono prima e vengono letti di più.
Si possono pensare diversi sistemi di ranking più o meno equi, più o meno validi in funzione di questo o quell'obiettivo ma ricordiamoci quello che è lo scopo di Knol.
Ce lo dice Udi Manber, vice presidente dell'ingegnerizzazione di Google: "[le pagine di Knol] sono pensate per essere la prima cosa che qualcuno che cerca questo argomento per la prima volta vuole leggere".
In altre parole: le prime pagine che devono figurare sui motori di ricerca, perché è così che si diventa ciò che vuole Manber. Per la verità lui parla anche di volontà di finire su quelle pagine, ma chiunque abbia esperienze di ricerca su internet sa benissimo che spesso somigliano al mare quando ci sono i cavalloni: più che andare dove vuoi tu finisci dove ti porta la corrente. Se andare su internet si è chiamato surfare un motivo c'è.
Ecco quindi che si ottiene quello che dicevo poco sopra.
1) Pagine di Google che saranno prime nei motori di ricerca.
Il perchè è facile. Per lo stesso argomento ci saranno decine di pagine quindi più volume di traffico e, soprattutto, saranno nello stesso dominio così anche articoli concorrenti si aiuteranno l'un l'altro nel ranking. Inoltre il motore di ricerca più usato al mondo si chiama Google. Google assicura che non ci saranno favoritismi, ma già ora offre più visibilità a chi paga...
2) Le pagine di Knol saranno pubblicizzabili.
E questo porterà un sacco di soldini agli azionisti di Manber. Sia che la pubblicità sia pagata direttamente alla società attraverso AdSense e AdWords, sia che sia pagata agli utenti pubblicatori perchè un pubblicatore che vuole pubblicità, nel grande disegno, finirà per allungare qualche euro a Google per farsi dare un aiutino nei ranking.
Qualche revisore di Wikipedia potrebbe anche decidere di passare alla concorrenza che paga.
3) Le pagine di Knol potranno essere coperte da copyright.
E copyright e lucro sono termini che vanno di pari passo, non credo ci sia bisogno che ne parli io.
4) Le pagine di Knol su un singolo articolo saranno diverse e questo farà inevitabilmente scendere il ranking di quelle di altri domini. In parole povere, le nasconderà.
Altri bei soldini. Perché poter nascondere gli altri è un passo ben più lungo del poter pubblicizzare se stessi.
Ma c'è qualcosa di male se Google fa soldi offrendo un database di conoscenze di qualità?
No, proprio no. Ma il punto è... questo database, al di là del diventare un grande affare per il colosso di Mountain View, sarà di qualità?
Sarà facile da navigare per gli utenti?
Al di là del fatto che Knol diventerà sicuramente il luogo della rete dove sarà più facile sbattere il naso sarà, ad esempio, migliore di Wikipedia?
Tenendo presente che Knol è fuori nella sua versione pubblica da poche ore, tolto l'hosting su spazio Google, tolto il fatto che sarà facilissimo contestualizzare AdSense - proprio come lo è su Blogspot - non mi pare che si configuri come un servizio troppo diverso da Yahoo Answers o, per dirla tutta, una qualsiasi pagina web.
Certo, un articolo su Knol è più facile da pubblicare che una pagina web di proprietà proprio come un blog è più facile da aprire di una pagina web di proprietà.
Ma se su un argomento può scrivere chiunque, se i voti sono fatti dagli utenti... dove è la qualità?
E' vero che la pluralità dell'informazione è un pregio, ma mi sembra che se ne profili troppa all'orizzonte.
Poi chi decreta la qualità? I lettori?
E a che serve avere Stephen Hawking come pubblicatore se i suoi articoli li devono valutare Bobo Vieri o Costantino Vitagliano?
Forse i genietti di Mountain View implementeranno un sistema di ranking analogo a quello delle pubblicazioni scientifiche (e che fa già storcere il naso a molti pubblicatori scientifici) e forse funzionerà anche.
Ma nell'immediato vedo solo quello che ho già detto.
Il recupero di un bel po' di clic ed impression per il loro sistema commerciale e pubblicitario.
Io, come credo molti altri, nell'ansia di dover decidere quale articolo è più giusto per la mia ricerca sull'ornitorinco, continuerò a fare riferimento a quel servizio che me ne offre uno, decente e non sponsorizzato.
Perché sponsor, pubblicità e informazione obiettiva hanno un problemino che in Italia conosciamo molto bene: il conflitto di interessi.
Voglio proprio vedere se sulle pagine di Knol troveranno spazio eventuali misfatti di società come Nike, Coca-Cola o Procter & Gamble solo perché qualche pubblicatore autorevole ne parlerà. Magari non censureranno quegli articoli, basterà abbassarne il rank.
Come? Pagando, per esempio?
Mi immagino il dilemma al CdA: "Dunque... prossimo punto dell'ordine del giorno... quell'articoletto di Tizio su Knol... paghiamo direttamente Google per abbassargli il rank o proviamo a offrire qualcosa a lui?".
Può darsi mi sbagli, lo spero addirittura. Ma io non ne sentivo il bisogno.
Riferimenti
Riferimenti
Riferimenti
Riferimenti
Puoi commentare il post.
Nessun commento:
Posta un commento