Oggi non ho avuto troppo tempo di scovare notizie gustose a giro per il mondo, ma alla fine ho deciso che Cuil era la più interessante.Dopo Knol, l'ennesimo servizio con cui Google va all'attacco della parte di web che non si è ancora accaparrato, forse il gigante di Mountain View deve guardarsi le spalle.
La "minaccia" arriva da tre suoi ex-dipendenti, è finanziata con 33 milioni di dollari dei quali solo 7 fin qui spesi e, giusto per capirsi, attinge a un database di pagine tre volte più grande del suo: sebbene Google non fornisca dati a riguardo si ritiene che indicizzi circa 40 miliardi di pagine, Cuil, come si può leggere nella sua homepage, sfora i 120 miliardi.
Cuil si legge come cool (figo) e in gaelico significa conoscenza. L'obiettivo dichiarato di Cuil è di non far solo trovare le pagine, ma di ordinarle per rilevanza. Se vogliamo anche il PageRank, il criterio usato da Google, è un criterio di rilevanza, ma è anche un criterio piuttosto stupido: il PageRank di un sito dipende esclusivamente da quanti link conducono al sito. Cuil si propone invece di contestualizzare meglio le parole cercate, producendo risultati più rilevanti, organizzandoli, accompagnandoli con immagini e menù di contestualizzazione navigabili dall'utente piuttosto che come un unico elenco deciso dalla macchina. Forse un errore: molti netizen amano il piatto pronto.
Che Cuil voglia distinguersi da Google è evidente. Che sappia cosa è Google, anche, visto che Anna Patterson, la co-fondatrice di Cuil, è stata l'architetto dell'ultima versione del motore di ricerca di Google.
Oltre alla filosofia "cerchiamo su più pagine restituendo risultati migliori" Cuil punta alla totale privacy degli utenti, almeno a parole. Nessun log, di nessun tipo, nessuna registrazione nè delle ricerche, nè degli ip, nessuno sguardo curioso ai cookies, le informazioni sui siti visitati dagli utenti.
Che, detto chiaramente, sono uno dei motivi per cui Google ha tanto successo. Se qualcuno vi viene a chiedere se avete del filo fa abbastanza comodo sapere se è un sarto, un appassionato di pesca o un neurochirurgo.
Ma queste sono considerazioni future. Per ora Cuil è sostanzialmente in prova avendo stanziato soltanto un quinto del suo capitale e vantando un parco macchine decisamente piccolo per lo scopo che si propone: 1000 per indicizzare le pagine e 400 per le ricerche dell'utenza. E se il proposito è andare a scovare anche quelle pagine che sono linkate da poche altre o addirittura per niente perché potrebbero celare informazioni interessanti e rilevanti... per il momento perde su tutta la linea.
Google offre più risultati, più rilevanti, più geograficamente coerenti, più linguisticamente coerenti. E' un po' frustrante cercare Italia e vedersi restituire solo pagine in inglese.
Vale comunque la pena seguire il progetto, se non altro perché Google mi piace e se qualcuno che lavorava per Mountain View pensa di poterlo migliorare, benvenga.
Poi... è l'eterna sfida di Davide contro Golia: come si fa a non tenere un po' per Davide? (ABC News)
Altra notizia curiosa per quanto sostanzialmente inconcludente è quella rimbombata (in diversi sensi) nei cieli inglesi. Parlando ad una radio di Birmingham, Edgar Mitchell si è abbandonato a una confessione: gli alieni esistono e i governi della terra cercano di coprire questa banale realtà. X-files reloaded? Insomma. Perché Mitchell era sull'Apollo 14 ed è stato il sesto dei dodici uomini ad aver messo piede sulla Luna.
Caso vuole sia anche nativo di Roswell, New Mexico. QUELLA Roswell.
Per uno nella sua privilegiata posizione di conoscenza l'esistenza degli alieni e della loro tecnologia superiore è un fatto, dice Mitchell. Quindi descrive laptop spessi come wafer con tanto di dispositivi magneto-ottici integrati. Obiettivamente mi aspettavo di più.
La NASA smentisce. La stampa fa gentilmente notare come molti astronauti tornati dalla luna tendano a diventare un po' picchiatelli: c'è chi si è messo a fare il pittore, chi si è dedicato all'alcolismo e chi è diventato uomo di fede. I cospirazionisti dicono che perdono le rotelle perché sulla Luna non c'è stato nessuno e solo qualche svitato può davvero crederci.
Ah, tanto per andare con i tropos, gli alieni sono "piccola gente che a noi sembrerebbe strana", un po' come i giapponesi. E hanno davvero la testa piccola e gli occhi grandi.
Valutate un po' voi se crederci o no, ma sappiate che Mitchell ha fatto un esperimento paranormale già sull'Apollo 14 mentre tornava a casa. (ABC News)
Infine due paroline su Qantas Airways Limited.
Molti ricordano Dustin Hoffman che, in Rain Man, si impunta a non prendere l'aereo perché non è della Qantas, l'unica compagnia aerea a non avere avuto un incidente fatale al mondo.
Innanzitutto non è vero: la Qantas non ha mai avuto un incidente fatale che coinvolgesse un jet ma ne ha avuti otto per un totale di 62 vittime.
Ma succedeva tra il 1927 e il 1945, metà dei quali durante la Seconda Guerra Mondiale e Qantas è da allora generalmente considerata una delle migliori compagnie aree del mondo.
Fa notizia, pertanto, che negli ultimi tre giorni due aerei Qantas abbiano avuto problemi che li hanno costretti ad atterraggi di emergenza.
Alcuni hanno accostato questo smacco alla tendenza negativa della compagnia aerea nelle classifiche di settore sulle migliori aziende.
Qantas rimane la seconda compagnia al mondo per longevità dopo KLM, ma dopo essere stata considerata la seconda miglior compagnia nel 2005 e nel 2006 è scivolata al quinto posto nel 2007.
Non è successo nulla di veramente grave, almeno finchè un buco di un metro nella fusoliera non causa danni che vanno oltre il buco stesso, ma il mito costruito nel 1988 su Tom Cruise e Dustin Hoffman si ridimensiona. (RNW)
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