mercoledì 29 ottobre 2008

Efficienza teutonica

Due protagonisti in questo post che mi vede tornare alla scrittura dopo tanto silenzio: poco tempo per la noia notturna, i pensieri... quelli ci sono stati sempre.

Quello a destra, decorato di un po' di varia gioventù, è il logo del PISA, il Programma per la valutazione internazionale degli studenti. Appena sopra la parola PISA, che non ha niente a che fare né con la Torre né con la città della torre si vede l'acronimo dell'organizzazione che lo gestisce, l'OECD, l'Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo.

L'OECD non è né l'ONU né la FAO e non vanta minimamente gli stessi membri, la cartina qui a destra rende l'idea di quanta parte di mondo ne sia esclusa, ma è pur sempre un ottimo terreno di confronto per uno studente occidentale visto che sostanzialmente tutto l'occidente ne fa parte (nella cartina il blu scuro indica i membri iniziali).

Più o meno tutto il mondo considera la Germania un modello di efficienza, di qui il titolo del post. L'Italia è, se vogliamo, il contrappasso della Germania.
L'Austria... l'Austria è la Terra di Mezzo, la Contea a nord di Mordor e a sud di Valinor, per dirla con Tolkien.

E sentite cosa dicono in Austria delle ultime idee del Governo per l'istruzione.


Italia: cattive prospettive

Ciò che sconvolge di più è la sfacciataggine, con cui il governo procede.


I risultati del test PISA si discutono quasi ossessivamente in Austria e Germania, in Italia invece il test non è mai arrivato ad essere conosciuto da un largo pubblico - anche se ogni volta i candidati italiani contendono gli ultimi posti a quelli rumeni, bulgari, messicani e turchi. L’ultima “riforma” della scuola voluta dal governo Berlusconi, invece, fa arrabbiare gli italiani. La causa è il ministro Mariastella Gelmini, che non ha alcuna competenza nel suo campo e rischia di mandare definitivamente in rovina il sistema scolastico italiano.


Nel caso specifico non si tratta tanto dei contenuti delle misure proposte. Molto di più irrita la sfacciataggine, con cui il governo procede. Le oltre centomila persone, che sono scese in strada, protestano anche contro il centralismo romano, che opera senza alcuna esitazione e senza guardare in faccia a nessuno.


Significativo è anche che l’opposizione non ha nessun ruolo importante in queste proteste, i sindacati e la società civile invece sì. Questo si è visto anche nelle manifestazioni contro il precedente governo Berlusconi che non hanno portato a nessun risultato.


Nonostante tutta la rabbia anche questa volta si dubita che le manifestazioni di malcontento possano portare dei risultati. Recentemente il 62 per cento della popolazione italiana ha dichiarato di essere molto contento del modo di governare del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi. Perchè dovrebbe questa maggioranza di sostenitori - che si tratti di scuole o università - cambiare la propria opinione?

Questo articolo è stato pubblicato il 18 ottobre 2008 su Der Standard alla firma di Christoph Prantner, traduzione di Italia dall'estero.

Oltre ad essere un articolo importante sottolinea alcuni punti chiave, che fanno la differenza tra il giornalista e il non-giornalista.
Spiega agli austriaci che in Italia non si sa cos'è il PISA, motivo per cui l'ho fatto io.
Spiega che in Italia non se ne discutono i risultati.
Spiega che il ministro Gelmini non ha alcuna competenza in materia istruzione mentre tanta stampa italiana ha sottolineato come Mariastella sia figlia di un maestro elementare quindi dovrebbe conoscere il problema. Come dire che il figlio di un ingegnere con una scatola di Meccano ti fa il Ponte sullo Stretto (il ponte lo fa anche, ma viene giù alla svelta).
Spiega che il Governo italiano se ne fotte della popolazione e delle sue proteste, qualcosa di assolutamente nuovo in democrazia: Berlusconi e i suoi si sono dimenticati che nella democrazia il governo è espressione della volontà popolare e non che una volta ottenuto il mandato il governo può fare il cavolo che gli pare. Ma questo non ci sorprende davvero, no?
Spiega che la sinistra (o meglio l'opposizione) nelle sue forze politiche non c'entra nulla con queste manifestazioni, il che, francamente, è curioso. E grave. Perché se le manifestazioni di piazza, espressione diretta della popolazione, non vengono considerate e la cosiddetta opposizione parlamentare è un fantasma... come si fa a far capire a chi ci governa che sta facendo qualcosa che non ci piace? Non si fa, ovvio, del resto chi ci governa non se lo vuole sentire dire perché di autostima ne ha tanta, ma di capacità di autocritica molto poca.

In definitiva rimane una considerazione a mio avviso molto semplice.
L'Italia è un paese di vecchi.
Non di anziani. Di vecchi proprio. Governato da ottuagenari che pensano di stare al mondo ancora qualche lustro.

E come può il problema della scuola, delle superiori, dell'università toccare realmente questi individui?
Ma non solo quelli al governo, anche i loro coetanei che sono il nucleo della popolazione italiana.
Posso pensare a tanti miei amici: ormai chi ha studiato ha studiato, chi non l'ha fatto non lo farà più. Lavorano tutti e il titolo di studio ha avuto pesi molto aleatorii.
Che gliene frega a tutta questa gente se l'istruzione va a rotoli?
Qualcuno si preoccuperà per i figli, giusto. Ma chi?
Chi li ha, intanto, e questo non ci aiuta: l'Italia è a crescita zero da una vita. E soprattutto... chi li ha in una fascia di età da scolarizzazione.
E questi sono un sottoinsieme del sottoinsieme, una quantità minimale, una frazione della popolazione dal peso nullo rispetto al 62% di chi si ritiene soddisfatto dell'operato del governo Berlusconi.
Questo, purtroppo, Der Report non lo spiega e, forse, gli austriaci non possono saperlo bene quanto noi. Quanto noi dovremmo saperlo.

Non entro nel merito dell'operato del governo Berlusconi per onor di decenza, perché a cazziarlo ci pensano ora l'Europa, ora il suo ministro dell'economia Tremonti, ora Famiglia Cristiana e ora, si spera, la Corte Costituzionale.

Riferimenti