Et voilà. Il titolo è un vero pastiche, lo ammetto, ma mi sembrava adeguato all'argomento.Credo che ormai sia impossibile non sapere che Alitalia è alla canna del gas. Le cause, ormai, hanno un carattere storico tant'è che si protrae la travagliata vicenda della nostra (ex) compagnia di bandiera.
Alla fine, comunque, si riassumono nella proposizione: "in Alitalia nessuno è veramente interessato a volare". Parlo del suo CdA, sia chiaro, so per certo che ci sono piloti e personale con un'autentica passione per il volo, ma che, evidentemente, non decidono delle sorti dell'azienda. E neppure dovrebbero, visto che non è il loro lavoro.
Chi ha volato un po' sa della storica inaffidabilità della nostra compagnia di bandiera. Pochi sanno che nel mondo c'è chi si è divertito a caratterizzare le compagnie aeree attraverso acronimi in inglese ottenuti dai loro nomi. Alitalia diventa Always Late In Transit, Always Late In Arrival. Che dire, all'estero ci conoscono da un pezzo. Ma non ci hanno mai considerati sciatti. E neppure io ho mai considerato gli italiani sciatti, anzi, di solito sono un discreto esempio di stile, almeno nell'arte dell'apparire.
Qualche giorno fa stavo occhieggiando cosa Google Adsense associa al mio blogghettino. Lo faccio spesso e cerco anche di fare in modo che certe pubblicità che non mi piacciono non riescano a entrarci, modificando i testi in modo opportuno (almeno nelle mie intenzioni). E va che non ti becco la pubblicità che è l'immagine del post di oggi?
Se non avete notato nulla di strano... riguardatela. Ancora nulla? Beh, allora ve lo dico io. Alitalia si scrive con una l sola. Da questo il titolo del post. Che dal mio punto di vista è solo un giro di trama in più del velo pietoso che andrebbe steso sulla compagnia, ma per un pubblicitario è un errore mostruoso. Come si fa a sbagliare il nome dell'azienda? E non è che la pubblicità l'ho vista una volta sola, no no. E' durato un bel po' di tempo.
Poi ci si meraviglia che l'azienda non funzioni: se non è neppure capace di fare pubblicità a se stessa, al suo MARCHIO...
Proprio in queste ore si dovrebbe decidere del destino di Alitalia. I piloti sono sul piede di guerra. CAI, la rilevante di Alitalia, vorrebbe azzerare le loro carriere. Il nodo è importante perché per far volare la gente servono aerei e per far volare gli aerei, oltre al kerosene, servono i piloti.
Non sta certo a me entrare nel merito della questione Alitalia, ma vale la pena riportare qualche comodo link ad alcune analisi.
Cominciamo dall'opinione di Marco Travaglio, un video di circa 25 minuti ma tutti decisamente godibili per la messe di informazioni che offre e per la spiegazione abbastanza chiara della probabile pastetta che i soliti noti stanno organizzando ai danni degli italiani.
Quindi alcuni link:
- "Alitalia: perchè il piano Air France era migliore del piano Fenice" articolo dal titolo emblematico di Il Sole 24 Ore
- "Dove volano i furbetti" articolo dal titolo altrettanto emblematico di L'Espresso
- "Il piano Fenice? Ci costa cento euro a testa" interessante articolo che analizza molte delle cifre del salvataggio di Alitalia, sempre di L'Espresso
E direi che con questo è tutto. Visto che le fonti per questo post sono appena sopra stavolta faremo a meno della sezione Riferimenti.
Sono un gran pigrone... :-)
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