E lo sancisce per contratto. Quando si dice il vero amore.Il signor Zhang, questo il nome riportato dal Chongqing Evening News, ha avuto la disavventura di innamorarsi di una manager delle vendite che studia kung-fu fin dall'infanzia.
Attratto dal "suo temperamento forte e indipendente", parole di lui.
"Non voglio menarlo, ma le discussioni sono inevitabili e io non riesco a controllarmi", parole di lei.
Ora... io capisco innamorarsi di una profonda conoscitrice del kung-fu, ma se litigarci ti costa in salute, perché non darle ragione direttamente? Sei masochista?
No, solo orgoglioso. Quasi orgoglione.
Il primo assaggio prima ancora di sposarsi. Il genietto sottolinea la nuova acconciatura dal gusto vagamente selvaggio della fidanzata prendendola in giro "sembri una tigre". Manovra astuta con le fidanzate inermi, figurarsi con una che sa come usare un nunchaku. Poteva finire lì, ma durante la discussione seguita il novello sposo si lancia in male parole e si prende la prima ripassata.
Però migliora: capisce che dovrebbe mordersi le labbra, ma proprio non ce la fa: "non vuole mai perdere in una discussione" così "finisce con lividi e cicatrici dappertutto". LIVIDI E CICATRICI. Ho visto criceti con una curva di apprendimento migliore...
La soluzione sarà contestualizzata ma folle. Stufo degli abusi il signor Zhang ha proposto la firma di un contratto nel quale la signora si impegna a non menarlo più di una volta alla settimana il cui rispetto sarà curato dai genitori della sposa. In caso di mancato rispetto la fanciulla dovrà tornare a casa dei genitori per tre giorni. "E' molto obbediente ai suoi genitori e loro staranno dalla mia parte dandole la colpa", parole di lui.
La signora Zhang dice di provare rimorso ogni volta che vede il marito con un occhio nero [meno male...] e che "ora che abbiamo un contratto, mi forzerò ad abbandonare l'uso della forza".
I genitori del signor Zhang sono i più coreografici. Dichiarano che sebbene si sentano male al pensiero che loro figlio sia regolarmente attaccato, la coppia è una buona coppia [sì, uno che le prende e una che le dà, una coppia perfetta; se si parlasse di topa]. "Hanno un buon matrimonio quindi non c'è nulla che possiamo dire", parole del padre dello sposo.
Se una ripassata alla settimana può sembrare tanto basti dire che la settimana prima dell'accordo la signora Zhang aveva manifestato al consorte la forza delle sue ragioni tre volte.
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