A parità di condizioni, ovviamente e, ovviamente, solo perché siamo in Italia.Il ministro per i Beni e le Attività Culturali ha infatti deciso di [farci] pagare l'ennesimo dazio a favore di SIAE e FIMI allargando la quantità di elettronica di consumo investita dal cosiddetto equo compenso.
Molti non avranno neppure idea di cosa sia; basta dire che per il consumatore si tratta di quel surplus di prezzo che si paga su alcune merci (DVD vergini, computer, masterizzatori, schede di memoria, etc.) che, presumibilmente, possono essere usate per fare copie di opere protette dal diritto d'autore.
Come dire che siccome con un computer che ha un masterizzatore puoi fare una copia del film noleggiato da Blockbuster (illegale) allora è giusto che paghi un forfait alla SIAE anche se non lo farai mai.
Anche se quello che masterizzerai sarà solo il backup dei dati della tua azienda (legale) o ci farai una copia del DVD del Re Leone perché non vuoi mettere in mano ai tuoi bambini l'originale (legale).
Poi ci si domanda perché in Italia la tecnologia costa ed è difficile fare sì che ogni famiglia abbia un computer in casa come ormai, sembra banale dirlo, dovrebbe essere.
La novità introdotta, oltre all'allargamento delle classi di prodotti interessate dall'equo compenso - lascia molto perplessi la scelta di "tassare" anche i cellulari che sono prodotti che non hanno come scopo principale la duplicazione di contenuti digitali - è il meccanismo di determinazione dell'equo compenso che, in sostanza, sarà tanto più consistente quanto più capace e performante è ciò che ci accingiamo a comprare.
In breve, che se ne faccia un uso legale o meno, ci sarà una vera e propria "multa" sull'innovazione tecnologica, qualcosa di cui l'industria italiana sentiva davvero il bisogno per stimolare ricerca e competizione.
Di fatto la tecnologia, in Italia, costerà di più, tanto di più quanto più sarà avanzata. Con grande soddisfazione di quei pochi industriali che cercano ancora di investire e di rientrare dei costi.
E' bene ricordare che l'unico beneficiario dei prezzi gonfiati sarà infatti la SIAE che non ha alcun merito sull'aumento del contenuto tecnologico dei dispositivi in commercio, nè participa in alcun modo al loro sviluppo.
Nel complesso ancora una scelta ponderata e lungimirante dei nostri politici che danno la sensazione, ogni volta che si avventurano nel campo delle nuove tecnologie, di non avere la più pallida idea di quello che stanno facendo, ma di sapere benissimo chi devono proteggere nelle loro peregrinazioni mentali e legislative.
Chi ha un iPod sappia che su ogni canzone pagherà il diritto d'autore tre volte. Quando la scarica da iTunes, perchè ha un pc e perché ha un iPod. Se vuole pagarlo solo due volte - perché ha pc e iPod - deve solo non scaricare mai una canzone. Logico, non fa una piega.
Riferimenti
Puoi commentare il post.
Nessun commento:
Posta un commento