
Fine anno, tempo di Darwin Awards, di cui abbiamo già parlato, ma anche di IG Nobel Awards, di cui abbiamo un ritratto nella foto a destra.
Che al di là del nome evocativo, oltre all'aspetto apparentemente ignobile sono una cosa più seria di quanto si possa pensare: pochi sanno che sono attribuiti - e ok, forse il periodo dovrebbe terminare qui - con una cerimonia al Sanders Theatre dell'Università di Harvard che, insieme alla rivista scientifico-umoristica Annals of Improbable Research, patrocina attraverso alcuni suoi enti questi premi.
Il nome dei premi nasce dalla precisa scelta di parodizzare i premi Nobel dandogli un connotato non troppo positivo, volendo sottolineare come alcune ricerche abbiano un'utilità dubbia o di difficile comprensione almeno nell'immediato. Lo slogan della homepage chiarisce infatti, maiuscole comprese, che si parla di "ricerca che fa sì che la gente prima RIDA e poi PENSI". E i premi sono consegnati da veri premi Nobel.
La rivista Nature dice che "gli IG Nobel Awards sono probabilmente il momento clou del calendario scientifico".
E veniamo ai premi.
MEDICINA VETERINARIA - A Catherine Douglas e Peter Rowlinson della Newcastle University, Newcastle-Upon-Tyne, Regno Unito, per aver provato che le mucche che hanno un nome producono più latte di quelle che non ne hanno.
PACE - A Stephan Bolliger, Steffen Ross, Lars Oesterhelweg, Michael Thali e Beat Kneubuehl della University of Bern, Svizzera, per aver determinato - attraverso esperimenti - se sia meglio essere colpiti in testa con una bottiglia di birra piena o vuota. Ripeto: attraverso esperimenti.
Il titolo dello studio è tutto un programma: "Sono più solide le bottiglie di birra piene o vuote? E la loro soglia di frattura è sufficiente a rompere il cranio umano?".
ECONOMIA - A direttori, dirigenti e revisori dei conti di quattro banche islandesi - Kaupthing Bank, Landsbanki, Glitnir Bank, and Central Bank of Iceland - per aver dimostrato che banche minuscole possono rapidamente essere trasformate in banche enormi e viceversa, e per aver dimostrato che cose simili possono essere fatte all'intera economia di una stato.
CHIMICA - A Javier Morales, Miguel Apàtiga e Victor M. Castaño della Universidad Nacional Autónoma de México, per aver creato diamanti da un liquido, nello specifico tequila.
Quando si dice unire l'utile al dilettevole... pensate se l'esperimento fosse riproducibile nello stomaco di un essere umano. Moglie piena e marito ubriaco. Il massimo.
MEDICINA - Questo premio va a un medico vecchio stampo, uno di quelli che fa gli esperimenti su se stesso. Si lo aggiudica Donald L. Unger, di Thousand Oaks, California, USA, per aver investigato una possibile causa di artrite delle dita scrocchiando diligentemente le nocche della sua mano sinistra - ma mai della destra - ogni giorno per oltre sessanta (60) anni.
Ve lo state chiedendo, vero? Non ho resistito alla tentazione e ho letto la pubblicazione. Dallo studio di Unger emerge che non c'è correlazione tra lo scrocchio delle nocche (o dita, se preferite) e l'artrite. Va detto che la sua casistica è a dir poco limitata, trattandosi solo di lui, e che ci sono validi motivi rilevati scientificamente per evitare questa abitudine quali indebolimento delle mani, mani gonfie o doloranti, danni ai tessuti molli e danni ai legamenti.
FISICA - Questo è meraviglioso. A Katherine K. Whitcome della University of Cincinnati, USA, Daniel E. Lieberman della Harvard University, USA, e Liza J. Shapiro della the University of Texas, USA, per aver determinato analiticamente perché le donne incinte non si ribaltano.
Presumibilmente quando dormono.
LETTERATURA - Alla polizia irlandese, nome in codice An Garda Siochana, per aver scritto e consegnato oltre 50 contravvenzioni al più indisciplinato autista del paese - Prawo Jazdy - il cui nome, in polacco, significa patente di guida.
SALUTE PUBBLICA - A Elena N. Bodnar, Raphael C. Lee, e Sandra Marijan di Chicago, Illinois, USA, per aver inventato un reggiseno che, in caso di emergenza, può rapidamente essere convertito in un paio di maschere facciali protettive, una per l'indossatrice del reggiseno e l'altra da dare a qualche passante che ne ha bisogno.
ECONOMIA - A Gideon Gono, governatore della Zimbabwe’s Reserve Bank, per aver dato alla gente un metodo semplice, quotidiano per affrontare una vastissima gamma di numeri - da molto piccoli a molto grandi - facendo stampare alla sua banca banconote con valori che vanno da un centesimo ($0,01) fino a centomila miliardi ($100.000.000.000.000) di dollari.
L'aspetto meraviglioso di tutto questo è che il dollaro dello Zimbabwe praticamente non viene usato neppure all'interno del paese a causa della tremenda inflazione che affligge la valuta. La storia del dollaro zimbabwiano è infatti caratterizzata da ben quattro rivalutazioni - e comincia solo nel 1980 - l'ultima delle quali ha convertito mille miliardi di terzi dollari dello zimbabwe (sigla Z3$ che sono quelli oggetto di questo IG Nobel) in un quarto dollaro dello zimbabwe (Z4$). Scritto in cifre si capisce meglio: Z3$ 1.000.000.000.000 = Z4$ 1. Al tempo stesso il taglio massimo di banconota disponibile è diventato cinquecento quarti dollari zimbabwiani (Z4$ 500). Adesso, magari, vi starete chiedendo quanto vale un Z4$. Oggi - domani, chissà - con un euro ve ne danno più di 522.
Le meraviglie della valuta dello Zimbabwe sono descritte qui.
BIOLOGIA - A Fumiaki Taguchi, Song Guofu, e Zhang Guanglei della Kitasato University Graduate School of Medical Sciences di Sagamihara, Giappone, per aver dimostrato che i rifiuti della cucina possono essere ridotti di oltre il 90% della loro massa utilizzando batteri estratti dalle feci dei panda giganti.
Finalmente un motivo pratico per salvarli dall'estinzione.
In effetti i premi hanno tenuto fede: all'inizio avrei voluto sbattere la bottiglia di birra - nella mia ignoranza la vorrei piena - sul cranio di molti di questi scienziati e l'avrei fatto col sorriso sulle labbra. Poi, però, mi sono fermato a riflettere: se la soglia di rottura della bottiglia è sufficiente a sfondare un cranio posso anche brindare ai miei risultati sulla ricerca sulla fuga di cervelli dalla loro sede naturale, altrimenti avrò varato qualche nuova forma di imbarcazione, puzzolente di birra, ma contenta di essere viva. Le teste vuote, si sa, galleggiano.
Riferimenti
Riferimenti
Puoi commentare il post.
Nessun commento:
Posta un commento