C'è del grottesco.Ok, un diamante è per sempre.
Ok, occupa meno spazio di una bara.
Ok, costa meno di un piccolo lotto di terra in un qualsiasi cimitero urbano.
Ma quello che fa LifeGem va un filino oltre (nella foto a destra una loro creazione originale).
Scopo dichiarato è dare a "chi rimane" qualcosa che duri per sempre, come l'amore di una persona amata.
A questo punto potreste chiedervi cos'è LifeGem (e non prendetevela se non l'avete intuito).
Traduco pari pari dal loro sito "Il LifeGem® è un diamante certificato, di alta qualità, creato dal carbonio della persona amata come un memoriale della sua vita unica o come un simbolo del vostro prezioso e personale legame con l'altro".
E non pensate che sia finita qui.
Sul diamante viene inciso il nome del caro estinto con tanto di certificato di autenticità a fare da corredo.
Pensate sia tutto? Non volete sapere quanto costa, quanti carati può avere il diamante? Se qualche star particolarmente facoltosa non si è fatta diamantare il chihuahua o qualche "vedova nera" non si è fatta il collier di ex-mariti? Come si può fare se i resti del nonno li vogliono tutti e 7 i nipotini?
C'è una risposta per tutto, ovviamente.
Il processo produttivo è brevettato quindi non è dato sapere molto sulle possibilità tecnologiche che offre.
Essenzialmente prevede la trasformazione della "sorgente di carbonio" (presumibilmente la salma, ma basta una qualsiasi parte del corpo, anche solo i capelli) in grafite, dalla quale, successivamente, si ottiene il diamante. Diamante e grafite sono infatti essenzialemente carbonio in due stati aggregativi diversi.
Da un unico corpo adulto, allo stato dell'arte, si possono ottenere fino a 50 diamanti da un carato. Non è chiaro il limite superiore della caratura visto che dal carato e mezzo in su occorre chiamare.
Sono disponibili diversi colori (blu, rosso, verde, giallo e trasparente) e diversi tagli per diversi prezzi e l'offerta parte dal prezzo minimo di 1399$ per superare tranquillamente i 16000$ al pezzo.
Ma il meglio deve ancora venire.
Infatti il marketing di LifeGem ha pensato anche al caso del nostro nonnetto, con dei piani famiglia che prevedono uno sconto per chi ordina più diamanti (dello stesso tipo) dalla stessa fonte di carbonio e, in promozione, offre anche il supporto in oro giallo o bianco a 14k su cui incastonare il diamante.
Sempre tra le trovate di marketing l'uscita del 2007 anno in cui crearono, per beneficienza, tre diamanti da un campione di capelli di Ludwig Van Beethoven. Uno è rimasto all'azienda, uno a John Reznikoff (e ci sarebbe già da discutere di quello che la gente colleziona visto che è lui ad aver fornito i capelli) e il terzo è stato venduto all'asta su eBay per 202700$.
Nella homepage non manca la storia strappalacrime della bambina mancata troppo presto all'affetto dei suoi cari (che non mi sono preso il disturbo di leggere, troppa retorica intorno ai bambini e qui, più che di amore, parliamo di un'azienda che vuole vendere, poco importa se si nasconde nella missione di dare immortalità all'oggetto dell'amore di qualcuno).
Tra le varie amenità i commenti soddisfatti dei lettori, i testimonial, il dicono di noi, la rassegna stampa, il tour della fabbrica. Un sito come un altro.
Ma il marketing è marketing e nella home page non può mancare l'annuncio di una produzione di diamanti - che immagino essere limitata - ottenuta dai capelli di Michael Jackson recuperati dal set di una pubblicità della Pepsi. Ancora una volta il fornitore sarà Reznikoff, uno dei più rispettati collezionisti d'America.
Detto fra noi la storiella di come questi capelli siano arrivati ai giorni nostri fa abbastanza ridere per credibilità. Durante le riprese, infatti, la chioma di Michael prese fuoco (i capelli bruciano con estrema facilità) e Ralph Cohen, il produttore esecutivo dello spot, si precipitò sul set per spegnerle con l'aiuto della sua giacca. Mentre la star veniva trasportata in ospedale, Cohen avrebbe istintivamente preso un ciuffo di capelli rimasto impigliato nella giacca e se lo sarebbe messo in tasca dove sarebbe rimasto per 25 anni, fino alla data della morte di Michael.
Comunque sia il marketing ha funzionato, perché della vicenda si è occupata anche la CNN.
Ripeto: LifeGem.com è un sito come un altro. Non vende memoria, vende un prodotto, particolare quanto si vuole, ma sempre un prodotto.
Il ricordo delle persone amate non muore con loro e trovo piuttosto triste che ci sia bisogno di qualcosa di materiale nelle nostre vite per non farlo spegnere, ma, se qualcuno fosse interessato, adesso sa che LifeGem esiste.
E se il vostro caro estinto è abbastanza famoso potrebbe anche essere un buon investimento. E se è famoso e non è ancora estinto... mettete da parte un ciuffo di capelli.
Non si sa mai.
Riferimenti
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