Pochi, però, hanno visto le foto.
Oggi stavo pensando al fatto che tra le follie umane di sicuro interesse non potessero mancare quelle intorno all'argomento che il folklore di internet considera la prima preoccupazione di metà della popolazione. Le scarpe.
E così mi sono imbattuto in una serie di creazioni che sono effettivamente tra l'assurdo e il delirante, ma nel bene o nel male si trattava di scarpe molto particolari, per un'occasione speciale e sicuramente non per un uso quotidiano (come gli stiletti in legno che si vedono nella foto qui a destra).
Finché non mi sono balzate agli occhi alcune scarpe in uso in Cina fin dal nono secolo d.C. e che sono davvero folli.
Il sito che le documenta e le racconta inizia così:
Fino al 1949 la lunghezza ideale per il piede femminile era pari a quella di questa barra
La lunghezza può non essere perfetta a seconda dello schermo che usate, della sua risoluzione e altre amenità tecniche che non è possibile aggirare su internet ma il concetto è chiaro: guardando quella barra dovreste aver provato qualcosa tra lo stupore e l'incredulità.
Se state pensando che chi scrive deve aver mangiato qualcosa di avariato e aver digerito male l'HTML toglietevi ogni dubbio: prendete una banconota da 20 o da 50 euro e confrontate il suo lato CORTO col vostro piede. Quello che avanza è quanto di troppo avete per poter essere davvero sexy nella Cina prerepubblicana.
Essì, perché essere davvero desiderabili aveva un bel prezzo: un piede di non più di sette centimetri e mezzo. Se vi state guardando i piedi sappiate che il 35 corrisponde a circa 22 centimetri quindi, se siete donne, probabilmente siete fuori misura di due piedini sexy abbondanti per lato.
Come ottenere questo risultato e come è nata questa convinzione?
Prima di tutto questa misura perfetta ha un nome. Si chiama Loto Aureo (e per qualcuno la memoria andrà alla sezione aurea).
La storia vuole che la tradizione risalga al nono secolo quando una concubina cominciò ad avere i piedi fasciati perché il suo principe adorava i suoi piedini minuscoli.
Dato che chi se la fa coi principi fa moda ora, figurarsi prima dell'anno 1000. Aggiungiamo un po' di esagerazioni da passaparola, ignoranza delle conseguenze da scarsa istruzione e via dicendo ed ecco che le donne cominciarono a copiare quello che potremmo definire il look di tendenza.
Il tutto si aggravò quando si comincio a ritenere che la particolare andatura conferita dai piedi fasciati fosse sexy.
Così il piede "piccolo" cominciò a diventare un valore aggiunto per le donne che andavano in spose, un vero e proprio motivo per vedersi riconoscere offerte di matrimonio più consistenti. Vale a dire un vero e proprio motivo per far sì che il piede fosse lungo esattamente un Loto Aureo. A tutti i costi.
E dalla fasciatura (quando dico fasciatura dovete pensare a qualcosa di molto stretto) piano piano si passò alla frattura delle dita e alla loro piegatura sotto il piede e, quando non si arrivava a questi punti, si fasciavano le dita in modo progressivo facendo sì che finissero comunque sotto la pianta. A questo punto l'ossatura del collo del piede risultava decisamente compromessa - se non soggetta a vere e proprie fratture - ma per accorciare ulteriormente il piede si legava quella che non saprei neppure come definire, diciamo la punta del piede senza le dita, al calcagno facendo leva ulteriore sul collo del piede e costringendo il piede a non svilupparsi nel senso della lunghezza. Molto spesso questo insieme di pratiche comportava la compromissione della circolazione sanguigna nelle dita con conseguenti necrosi e caduta. Questo fatto veniva vissuto come una benedizione perché permetteva di avere piedi ancora più piccoli.
L'intero processo deformava il piede a tal punto da creare un incavo ragguardevole in quella che noi chiameremmo la pianta. Gli antichi manuali cinesi sul sesso considerano questo punto il migliore per il rapporto sessuale, il che ci dà una misura del perché il piede minuscolo fosse tanto ambito quando si trattava di trovar moglie.
Nonostante tutto i risultati non erano garantiti e se il piede arrivava a superare i 10 centimetri tutto quanto fatto per mutilarlo risultava tempo perso.
L'unica cosa garantita era la menomazione: le donne che subivano queste pratiche erano a malapena in grado di camminare e mai per più di pochi metri da sole. Il solo fatto di stare in piedi comportava dolori ragguardevoli tant'è che spesso finivano per passare la loro esistenza in casa muovendosi per lo più sulle ginocchia e mai se non necessario.
Spesso nelle case più ricche c'erano vere e proprie catene di sgabelli sulle quali le donne potevano muoversi scivolando dall'uno all'altro senza dover mai dover appoggiare i piedi al suolo.
Perchè nonostante tutto le donne dovevano provvedere alla pulizia della casa e alla crescita dei figli.
In molti casi il tempo libero delle donne veniva trascorso creando elaborate calzature ricche di decorazioni: la cura dell'abbigliamento del piede perfetto era considerata parte integrante di questo particolare talento, qualcosa di atteso se non dovuto.
Molti hanno visto in questa pratica una forma di controllo sulla donna, letteralmente costretta a stare al proprio posto.
Fa un po' a cazzotti con questa teoria il fatto che, contro ogni previsione, furono proprio le madri mutilate a dare seguito alla tradizione, imponendo alle figlie le loro sofferenze in ragione di una condizione sociale migliore: il piede mutilato era visto come un biglietto di ingresso per una vita più agiata e la pratica è continuata fino alla nascita della Repubblica Popolare Cinese.
Nel 1911 - quindi prima della nascita della repubblica - fu fatto un tentativo di proibire la pratica, ma c'erano talmente tante donne già avviate al processo di deformazione del piede che il progetto fu abbandonato e mai riconsiderato in epoca imperiale.
Vista la relativamente recente abolizione della pratica è tuttora possibile vedere donne cinesi, nei sessanta o più anziane, che portano i segni di questa mutilazione. E' addirittura possibile trovare negozianti che vendono scarpine per i piedi fasciati come souvenir e non c'è motivo di dubitare che alla base di alcuni modelli di calzature popolari negli ambienti del BDSM come in alcuni degli ultimi video musicali più fetish (Kerli, Lady Gaga) ci siano proprio queste scarpe.
Come detto... parlare ne hanno sentito parlare in tanti, ma vedere è un'altra questione.
E per chi non ha pelo sullo stomaco e vuole farsi un'idea davvero completa mi sento di consigliare un bel tour di Google - Immagini con le parole chiave bounded feet.
Riferimenti
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