Voglio precisare che è tutto vero. Datato, ma vero, ritornato alla luce di recente grazie alla blogosfera.1988, Lesotho, paese del Sud dell'Africa.
Una ragazza di 15 anni si presenta ai dottori con tutti i sintomi della donna in travaglio.
Piccolo problema. La ragazza soffre di agenesi di Muller o, se preferite, della sindrome di Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser.
Il che, in parole povere, significa che non ha una vagina, nel senso che il canale vaginale non presenta un'apertura verso l'esterno (per maggiori dettagli consultate il vostro ginecologo di fiducia).
I dottori sono un po' interdetti. Non tanto per la mancanza della vagina, che è un elemento noto alla letteratura medica, quanto per i sintomi del travaglio.
Ulteriori accertamenti confermano che si tratta di vera e propria gravidanza e, data l'assenza della vagina, la fanno partorire con un cesareo.
Decidono comunque di consultare la storia clinica della paziente e scoprono che 278 giorni prima di quel ricovero la ragazza si era presentata ai medici con ferite da taglio all'addome.
Da ulteriori indagini viene fuori come si è procurata quelle ferite.
Sostanzialmente aveva appena concluso un rapporto orale con il suo nuovo ragazzo quando il suo ex la coglie in flagrante e passa alle vie di fatto.
I medici le praticano una lavanda con soluzione salina e la suturano.
A questo punto partono le speculazioni.
Perché la ragazza non aveva mangiato prima del rapporto quindi lo stomaco si presentava a un basso livello di acidità per di più "diluito" dalla soluzione salina usata per la lavanda.
Secondo alcuni medici una possibile spiegazione per la gravidanza sarebbe che gli spermatozoi se ne siano andati a zonzo per l'apparato riproduttivo della fanciulla una volta fuoriusciti dal tratto gastrointestinale danneggiato.
"Ecco un incredibile insieme di coincidenze" ha detto il Dr. Richard Paulson direttore del Programma di Fertilità della University of Southern California "ma è totalmente plausibile".
E giù dotte considerazioni sul fatto che sì, lo sperma ha bisogno di un ambiente leggermente acido per sopravvivere, ma è pur vero che gli spermatozoi arrivano in un liquido che li protegge e che le condizioni che trovano normalmente nella vagina non sono troppo diverse visto che il primo tratto che affrontano è altamente sfavorevole alla loro sopravvivenza eppure lo superano per arrivare all'ambiente dell'alto addome dove trovano una situazione decisamente più favorevole.
Del resto, con centinaia di milioni di spermatozoi in ogni eiaculazione anche se ne "morisse" il 90% per strada ne resterebbero sempre decine di milioni pronti a fecondare un eventuale ovulo.
Il Dr. Paulson sottolinea che il viaggio dallo stomaco all'apparato riproduttivo è un viaggio lungo, ma gli spermatozoi ce l'hanno fatta. Del resto una delle prime tecniche di fecondazione artificiale funzionava più o meno in quel modo: si iniettava lo sperma nel basso addome e si sperava in un incontro casuale con un ovulo. Tecnica superata perchè poco efficace, ma pur sempre scientificamente accreditata.
L'altro supporter della fecondazione possibile, il Dr. Peter Schlegel, primario di urologia al New York Presbyterian Hospital/Weill Cornell Medical Center di New York (e non era banale, New York è il nome di uno stato degli Stati Uniti) sottolinea che è un fatto noto che gli spermatozoi possano "nuotare" fino all'apparato riproduttivo e da qui anche al di fuori di esso, nella cavità addominale.
"Gli spermatozoi sono spontaneamente là a volte e gli ovuli sono spontaneamente là. Gli ovuli sono rilasciati dall'ovaio e fanno una specie di danza lì intorno prima di essere incanalati nelle tube di Falloppio".
Beh, non lo sapevo. Se non altro ho imparato qualcosa di nuovo.
A quante pare, sostiene Schlegel, anche lo sperma che si trova nella cavità addominale può essere incanalato nelle tube di Falloppio dove può avvenire l'incontro con un ovulo.
Insomma... se da un cancello un camion può uscire evidentemente può anche entrare.
Ovviamente non manca il partito degli increduli neppure tra i medici.
Alcuni obiettano che all'età di quindici anni una ragazza con il canale vaginale chiuso sarebbe stata dilaniata dai dolori derivanti dai fluidi mestruali bloccati nel suo corpo, fluidi che avrebbero reso ancor più improbabile la già improbabile gravidanza.
Secondo loro a quell'età la fanciulla si sarebbe già presentata ai medici in preda a spasmi considerevoli e potrebbe essere rimasta incinta se, al momento dell'incidente col coltello, non avesse avuto più di uno o due cicli mestruali.
Il che sembra un po' improbabile per una donna di minimo quattordici anni, ma non impossibile.
C'è anche chi sottolinea che l'accumulo di sangue sarebbe dovuto risultare nel canale vaginale o addirittura nell'utero e avrebbe potuto portare alla morte in caso di mancato intervento chirurgico, ma a quanto pare questi dati non sono disponibili.
I dubbi in questione sono stati sollevati da medici di tutto rispetto quali il Dr. Sherman J. Silber, direttore del centro per l'infertilità di Saint Louis al St. Luke's Hospital nel Missouri e il Dr. Howard A. Zacur endocrinologo della riproduzione al Johns Hopkins, una delle più prestigiose istituzioni ospedaliere statunitensi.
Vista la speculazione retrospettiva e quindi poco verificabile sullo strano caso il Dr. Silber coglie l'occasione per trarne un qualche insegnamento utile per la vita di coppia di tutti i giorni.
Al di là di quello che possono o non possono fare gli spermatozoi, le evidenze scientifiche suggeriscono che questi sono in grado di rimanere fecondi per due o tre giorni in un ambiente lievemente alcalino.
Il medico riferisce di coppie che credono che per ottenere la gravidanza sia necessario fare sesso in coincidenza con l'ovulazione ma l'idea è francamente stupida.
La coppia media sposata, infatti, fa sesso 2-3 volte alla settimana il che fa sì che nel corpo della donna ci sia sperma attivo tutti i giorni.
Una normale attività sessuale, quindi, è decisamente consigliabile per chi cerca la gravidanza rispetto al tentativo di calcolare il giorno dell'ovulazione astenendosi gli altri: nel primo caso ci sarà sempre sperma attivo pronto ad "aggredire" l'ovulo, nel secondo caso si rischia che quando l'ovulazione si verifica realmente non ci siano spermatozoi disponibili e l'ovulo rimane fecondo soltanto per 12 ore.
Lo scopo del giochino è far sì che ci sia sperma pronto ad accogliere l'ovulo quando questo arriva e non lanciarsi nella rincorsa dell'ovulo quando, presumibilmente, questo viene rilasciato.
I metodi per i calcoli dell'ovulazione sono assolutamente inaccurati in termini di giorni, figurarsi per la mezza giornata in cui un ovulo rimane fecondabile.
Riferimenti
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