Che non è stato ottenuto con la collaborazione del Dottor Moreau, quanto piuttosto dall'abile incrocio tra scienza, divulgazione e marketing, il vero mostro dei nostri tempi.Più o meno tutti avranno sentito parlare, almeno di sfuggita, di Li Pang la più recente acquisizione dell'elitaria società dei panda giganti. Se il nome non vi dice nulla sappiate che è il cucciolo di panda gigante nato il maggio scorso in uno zoo tailandese da due panda adulti arrivati in prestito dalla Cina.
E che non si dica che in Thailandia si va solo a fare turismo sessuale.
(Chissà come hanno rosicato in Cina dove le avevano provate tutte per far riprodurre i panda, persino la televisione...)
Per la rarità dell'evento e per l'attenzione che tutti i cuccioli attraggono Li Pang è diventato immediatamente la mascotte, l'attrazione principale e la macchina da soldi dello zoo che lo ospita.
Come dice il direttore dello zoo, che non disdegna di farsi intervistare con un costume da panda, "è come vincere alla lotteria". E non credo che alluda alla possibilità di fare informazione scientifica a molti più pargoletti accorsi a vedere il cucciolotto per il quale è anche stato creato un canale televisivo attivo 24 ore su 24. Se avete mai visto un panda e goduto dei suoi cicli vitali non sapete cosa vi perdete. Nella mia classifica personale sta più o meno tra il bradipo che riposa e l'iguana che si scalda al sole per affrontare la giornata.
Comunque... un panda in più sulla terra, folle, soldi... tutto perfetto, no? No.
Perché i panda saranno anche una specie a rischio, ma non sono mica l'unica.
Solo in Thailandia se la passano malino anche i coccodrilli e gli elefanti - e che gli elefanti se la passino maluccio non è certo una novità.
Ma per loro niente televisione 24 ore su 24 e c'è da dire che il cucciolo medio di elefante che incespica di continuo sulla proboscide è meno simpatico dell'orsacchiottoso peluchoso cucciolo di panda.
E poi c'è un problema connesso. Quanti cuccioli di panda (per non dire panda in generale) pensate ci siano in tutta la Thailandia. E in quanti zoo? E allora la "febbre del panda" è un problema serio, che davvero oscura la possibilità di fare informazione sulle altre speci animali.
Da qui la soluzione: un bel bodypainting di elefanti e coccodrilli con gli ultimi colori moda. Quelli del panda, ovviamente. E siccome stiamo parlando di zoo e non dell'isola del Dottor Moreau si utilizzano solo pitture innocue a base acquosa.
Che sarebbe già divertente se coccodrilli e elefanti non fossero animali che adorano l'acqua.
Ma così è meglio, perchè la "divisa" degli animali va rifatta ogni singolo giorno.
Un plauso alla costanza e all'incoscienza: passi per l'elefante, ma per mettersi a dipingere tutti i giorni qualche coccodrillo ci vuole davvero dedizione. Sono mica chihuahua...
Comunque sembra che l'esperimento stia funzionando: a detta di un giovane visitatore "i coccodrilli fanno paura, ma questo è carino".
Come dire che non è colpa loro se non nati con la mise giusta.
Marketing. E purtroppo funziona.
Riferimenti
Puoi commentare il post.
Nessun commento:
Posta un commento