Non molti conosceranno la Tata Nano.In sostanza è una macchina supercompatta, con motore posteriore, quattro posti omologati e cinque porte prodotta da Tata Motors principalmente per il mercato indiano.
Per questo motivo è stata prodotta con tutta una serie di accorgimenti che ne contenessero il prezzo il più possibile. Tra questi il fatto che il bagagliaio non si accede dall'esterno, ma ribaltando i sedili posteriori; l'assenza di servosterzo; il modello base ha solo tre dadi per ruota invece degli usuali quattro e un solo specchietto retrovisore laterale; l'uso di plastica e colla al posto dell'acciaio saldato; finestrini rigorosamente non elettrici; ovviamente il modello base non contempla neppure le idee di condizionamento, riscaldamento o airbag.
Il tutto per un mezzo prodotto in tre allestimenti a un costo, per il modello base, di circa 1500 euro e una velocità di punta di 60km/h che, per le strade indiane, è più che sufficiente.
Se interessasse fa da 0 a 60 in 8 secondi netti.
E' la macchina meno costosa del pianeta.
E fin qui... Può già stupire che uno degli allestimenti sia quello destinato al mercato europeo, naturalmente con gli aggiustamenti tecnici imposti dalle norme europee e qualche concessione al gusto del mercato nostrano, ma per un prezzo di circa 5000 euro non c'è da stupirsi se la Tata vede una fetta di mercato in Europa.
Il delirio arriva, casomai, all'annuncio di un modello che costerà quanto una Lamborghini Gallardo. Chissà se qualche sito di poker sta pensando di utilizzarla come primo premio in un torneo.
Si chiamerà DG490 e avrà un costo intorno ai 150000 euro abbondanti, spicciolo più spicciolo meno, ma ancora da definire, perché per il momento le soluzioni necessarie a infilare un motore da 225km/h in un derivato della Tata Nano sono ancora allo studio. Se è stata dotata di due portiere ad ali di gabbiano e i sedili posteriori sono stati rimossi per far posto a un impianto di raffreddamento a liquido che il motore decisamente oversize necessita, sono invece ancora allo studio gli accorgimenti che manterranno in strada un mezzo dal rapporto potenza/peso così elevato: un sistema di sospensioni completamente reingegnerizzato dovrà servire lo scopo.
Tra le altre novità ci saranno il cambio a sette rapporti, il corpo in fibra di carbonio e i freni ventilati.
A sentire l'ufficio stampa della DC Design la ditta di Mumbai (come la Tata Motors) che si occupa del progetto la nuova auto sarà sì un oggetto di nicchia, ma con un mercato. E in fin dei conti l'idea principale è quella di mostrare al mondo ciò che la tecnologia e il design indiano sono in grado di produrre.
Rimane da capire cosa sia l'idea di mercato della DC Design che, se da un lato ha prodotto concept car per Ford e General Motors, dall'altro ha venduto 700 automobili in 16 anni.
E se è vero che tra i suoi clienti ci sono i più facoltosi uomini dell'India, è anche vero che meno di 50 macchine all'anno sono un'idea di mercato rivoluzionaria per le nostre abitudini.
Ma in fin dei conti la rivoluzione deve essere stata una delle idee alla base del progetto Nano fin dai suoi albori.
Riferimenti
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