
Tenetevelo stretto, perché è un cazzaro, ma è bravo a intortarvi. Potrebbe anche farvi felice.
E' una delle notizie passate più in sordina di questo dicembre. E' Natale, figurarsi mai se poi a qualcuno viene in mente di regalare un accesso Premium a un sito porno invece dell'ultimo decoder Mediaset.
Alcuni punti fissi. E' il risultato di una ricerca scientifica (canadese). E' un risultato ottenuto per caso e proprio per questo, a mio avviso, più credibile.
Tutto inizia quando il professor Simon Louis Lajeunesse - all'estero professori universitari giovani esistono, almeno nel nome - riunisce un team di ricercatori dell'università di Montreal per indagare quali siano le differenze di vedute tra i 20enni che erano stati esposti alla pornografia e quelli che non lo erano stati.
Procedimento banale: troviamo un campione del gruppo A, un campione del gruppo B gli sottoponiamo un questioniario e confrontiamo i risultati.
Procedimento banale e inattuabile perché con le stesse parole del professor Lajeunesse "Abbiamo cominciato la nostra ricerca cercando uomini ventenni che non avessero mai fatto uso di pornografia. Non siamo riusciti a trovarne".
Volere o volare c'era da cambiare un po' il tema della ricerca così gli scienziati si sono messi a studiare le abitudini degli "uomini che consumano pornografia". E il dubbio che questo significhi tutti gli uomini è un po' più che un dubbio. In seguito hanno deciso di considerare gli uomini eterosessuali perché questo dava adito a considerazioni su come la pornografia influisce sulla visione che gli uomini hanno delle loro compagne.
I risultati dello studio sono interessanti e degni di nota. Ricordando che il campione prevedeva 20 studenti universitari si è scoperto che l'età media alla quale avviene il primo contatto col mondo della pornografia è 10 anni (avete letto bene, proprio l'età media), che il 90% del consumo di pornografia avviene tramite internet mentre il restante 10% è appannaggio dei negozi di video (poco rimane della carta stampata), che i single consumano circa 40 minuti di porno tre volte alla settimana mentre chi ha una partner si attesta sulle 1,7 volte per 20 minuti e che il consumo di pornografia rispecchia il gusto personale, mentre il materiale che non rientra nel gusto o viene addirittura trovato offensivo viene rapidamente scartato.
Già, chissà come mai i siti porno sono tutti organizzati per categorie.
Oh, e stavo per dimenticarmi la parte migliore!
Nessuno dei soggetti studiati - e questo malgrado il primo contatto con la pornografia a un'età media di 10 anni - aveva una sessualità patologica. Nessuno. Piuttosto, dice Lajeunesse, "l'insieme delle loro pratiche [sessuali] era piuttosto convenzionale".
Dulcis in fundo "La pornografia non ha cambiato la loro percezione delle donne o la loro relazione, che tutti quanti vogliono che sia il più soddisfacente e armoniosa possibile".
Ora... vorrei capire qual è il termine di paragone rispetto al quale la pornografia doveva cambiare qualcosa visto che non sono riusciti a trovare uomini che non hanno avuto contatti con la pornografia, ma questa è lana caprina intellettiva.
La realtà, donne, è davanti agli occhi di tutti. Lasciate perdere discorsi tipo "Mio marito/il mio ragazzo/il mio compagno/il mio amante non fa quelle cose: è una persona normale, lui!". Se è una persona normale è altamente probabile che faccia proprio quelle cose.
A questo punto... attendiamo con ansia una ricerca simile nel campo femminile, possibilmente riguardante le donne intorno ai 40.
Riferimenti (inglese)
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