Chi ha seguito questo blog ha già avuto occasione di leggere della variopinta sessualità sudafricana in due precedenti post, uno a proposito del presidente sudafricano e uno riguardo una gravidanza a dir poco curiosa.Per chi non avesse familiarità basterà dire che il sesso, in Sud Africa, è una questione complicata, spesso fatta di sieropositività, stupri e pessimi esempi su scala nazionale.
Non stupisce, quindi, che la dottoressa Sonnet Ehlers abbia fatto della sua vita una missione.
E' cominciato tutto quando aveva venti anni, era una ricercatrice in ambito medico ed era di turno la notta in cui una devastata vittima di stupro le si presentò. Occhi senza vita, un cadavere che respirava.
"Mi ha guardato e mi ha detto... 'Se solo avessi i denti là sotto...'"
"Le ho promesso che avrei fatto qualcosa per aiutare le persone come lei un giorno."
Quaranti anni dopo è nato Rape-aXe. Un gioco di parole tra stupro, ascia e negazione.
Con buon tempismo la dottoressa Ehlers sta distribuendo questo profilattico femminile in diverse città del Sud Africa sedi dei mondiali di calcio del 2010.
Il funzionamento è relativamente semplice: il profilattico femminile in lattice si inserisce come un comune assorbente interno e in cambio dota la vagina di diverse file di uncini simili a denti che si attaccano al pene dell'uomo durante la penetrazione.
Quando il Rape-aXe ha fatto presa soltanto un medico può rimuoverlo, una procedura che la Ehlers auspica sia effettuata con le autorità nelle vicinanze pronte a effettuare un arresto.
"Fa male e non permette di urinare e camminare quando è su. Se si prova a rimuoverlo stringe ancora di più. In ogni caso non rompe la pelle e non c'è pericolo di esposizione ai fluidi".
La quintessenza della contraccezione sado-maso, in pratica.
La dottoressa sostiene di aver venduto la casa e la macchina per lanciare il progetto e progettava di distruibuire gratuitamente, sotto supervisione, 30000 dispositivi durante la Coppa del Mondo.
"Ho consultato ingegneri, ginecologi e psicologi per avere aiuto nella progettazione ed essere certa che fosse sicuro" ha dichiarato.
Dopo il periodo di prova [uhm... quindi le tifose - e in altra misura i tifosi - del mondiale sarebbero le cavie?] il Rape-aXe sarà disponibile a circa 2 dollari al pezzo. La Ehlers spera che le donne le comunicheranno le loro impressioni e sostiene che "la situazione ideale sarebbe che una donna lo indossasse quando sta uscendo per una sorta di appuntamento al buio o per recarsi in una zona con la quale non è a suo agio".
Già, perché non esistono stupri domestici o da persone che si conoscono...
A quanto pare alcuni stupratori condannati, contattati in prigione, avrebbero ammesso che un dispositivo del genere li avrebbe spinti a riconsiderare le loro azioni.
Chiaramente non mancano i critici.
Trattandosi di un dispositivo preventivo o lo si mette sempre o si rischia di non "indossarlo" quando servirebbe davvero. Non il massimo della comodità. Tra l'altro c'è il rischio che l'uomo intrappolato nel Rape-aXe sfoghi la sua frustrazione e violenza sulla donna che non può possedere carnalmente.
Un membro del Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie in Uganda, Victoria Kajja, lo ritiene una forma di "schiavitù". "I timori che circondano la vittima, l'atto di indossare il profilattico in prevenzione di un'aggressione rappresentano tutti una forma di "schiavitù" cui nessuna donna dovrebbe essere soggetta". Secondo Kajja il Rape-aXe ricorda costantemente alle donne la loro vulnerabilità.
C'è da chiedersi se questo sia poi un male: non è che se non si mette il Rape-aXe la vulnerabilità scompare.
"Non solo costituisce un falso senso di sicurezza per la vittima, ma è anche un trauma psicologico" ha continuato "Non aiuta neppure con i problemi psicologici che si manifestano dopo un'aggressione".
Indubbiamente: stupro o non stupro la psiche non digerirà facilmente il fatto di essere aggredite. Ma piacerebbe capire cosa si potrebbe fare per il trauma post-aggressione e questo vale tanto per le donne quanto per gli uomini.
In ogni caso la Kajja riconosce al Rape-aXe il merito di assicurare l'aggressore alla giustizia.
Sempre che non trovi un medico disposto a chiudere un paio di occhi davanti alla legge.
Varie organizzazioni sui diritti civili che operano in Sud Africa hanno deciso di non fare commenti.
Il Sud Africa ha uno dei più alti tassi di stupri al mondo, come dichiarato da Human Rights Watch sul suo sito web. Un rapporto del 2009 a cura del Consiglio per la Ricerca Medica della nazione ha rilevato che il 28% degli uomini intervistati aveva stuprato una donna o una ragazza. Il 5% diceva di aver compiuto uno stupro nell'ultimo anno secondo Human Rights Watch.
Nella maggior parte dei paesi africani gli arresti per stupro non sono comuni. Le vittime non hanno accesso immediato alle cure mediche e i test del DNA che fornirebbero le prove sono semplicemente troppo costosi.
"Le donne e le ragazze che subiscono queste violazioni si vedono negare la giustizia, fattore che contribuisce alla normalizzazione dello stupro e della violenza nella società sud-africana" dice Human Rights Watch.
La Ehlers sostiene che le donne prendono contromisure estreme per prevenire lo stupro in Sud Africa, con alcune che indossano "ciclisti" super stretti e altre che inseriscono lame per rasoi nelle loro parti intime.
I critici l'hanno accusata di sviluppare un dispositivo medievale per combattere lo stupro.
E non c'è dubbio che il Rape-aXe somigli più o meno vagamente a una cintura di castità.
"Sì, il mio dispositivo può essere medievale, ma è per una pratica medievale che è diffusa da decenni. Io credo che qualcosa dovesse essere fatto... e questo farà ricredere alcuni uomini prima che aggrediscano una donna".
O li renderà abbastanza smaliziati da fare un controllino intimo prima dello stupro vero e proprio.
Insomma... diminuirà il numero di stupri senza preliminari.
Riferimenti
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