Dopo tanto tempo in silenzio mi trovo a riscrivere. Ce n'è bisogno.Ce n'è bisogno perché quando una notizia come quella che vado a riportare arriva dall'Australia e non dall'Italia non c'è legge tappa internet che tenga.
Avevo smesso di scrivere perché le iniziative degli onorevoli Levi prima e Cassinelli poi minacciano di far diventare un'attività pericolosa avere un blog, anche piccolo, anche se non lo legge nessuno.
Però c'è troppo bisogno di gente che scrive.
Ora veniamo alla notizia che, come detto, arriva dall'Australia.
Sarà perché lì, mentre scrivo, è già il 25 giugno da un pezzo o per il solo fatto che in Italia nessuno si sente di darla.
Traduco in velocità (quindi, forse, con qualche imprecisione) dal sito del Brisbane Times.
Boicottate Silvio, viene detto alle mogli del G8
Le partner dei leader mondiali che parteciperanno al summit del G8 in Italia il prossimo mese sono state incalzate a boicottare il meeting per solidarietà con le donne italiane infuriate dall'attitudine di Silvio Berlusconi nei confronti delle donne.
Appena 24 ore dopo che il quotidiano britannico The Guardian ha pubblicato un pungente editoriale che lo descrive come il più sessista dei leader europei, un gruppo di accademiche di lungo corso ha incalzato le "first lady", incluse le mogli del presidente degli Stati Uniti e del primo ministro britannico, a non partecipare al G8 che sarà ospitato dal signor Berlusconi.
In una lettera aperta intotolata "Appello alle first lady", le quattro professoresse - delle università di Milano, Perugia, Padova e Ferrara - hanno sfidato la collera del governo per affermare la loro rabbia per il comportamento del presidente del consiglio.
"Siamo profondamente indignate, come donne che lavorano nel mondo delle università e della cultura, per il modo in cui il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, tratta le donne sia in pubblico che in privato" dichiara la lettera. "Ci riferiamo non solo alle relazioni del presidente del consiglio, che trascendono la sfera personale e assumono una dimensione pubblica, ma soprattutto al modo in cui il personale politico è reclutato e alle affermazioni e al comportamento sessisti che, in modo perverso e sistematico, deligittimizzano la presenza delle donne nella scena sociale e istituzionale.
In una critica a parole forti della promozione di veline, attrici e modelle come candidate del Popolo della Libertà del signor Berlusconi [viene usato il genitivo sassone a indicare che per chi scrive il Popolo delle Libertà è di proprietà di Berlusconi, NdT] le professoresse Chiara Volpato, Angelica Mucchi Faina, Anne Maas e Marcella Ravenna hanno detto che il comportamento del presidente del consiglio minaccia la dignità di tutte le donne italiane e ha anche cominciato ad avere un impatto serio e negativo sull'autodeterminazione e la realizzazione femminile.
Hanno detto che il controlo che il signor Berlusconi esercita sulla grande massa dei media italiani ha anche seriamente limitato la libertà di esprimere disaccordo o di pubblica critica.
Nel corso degli ultimi due mesi il signor Berlusconi è stato coinvolto in una serie di scandali, dall'accusa di "avere familiarità con minorenni" a quella di passare la notte con un'escort a pagamento.
Le accademiche hanno scritto: "Ci appelliamo alle first lady dei paesi coinvolti nell'imminente G8 a L'Aquila chiedendo loro di disertare l'incontro italiano per affermare in modo forte e non ambiguo che la deligittimizzazione delle donne in un paese offende le donne di tutti i paesi.E questo è quanto.
Che, fuor di metafora, significa "vi preghiamo, first lady... non venite a L'Aquila. Perché se non ci venite scoppia uno scandalo diplomatico internazionale e allora, forse, può darsi, magari qualcuno ne parla anche in Italia. Magari persino le televisioni".
PS la foto è quella dell'articolo del Brisbane Times. Se vi sembra che le mani del premier formino la sagoma di un organo sessuale femminila davanti alla sua bocca (o con quest'ultima) potrebbe non essere casuale.
Riferimenti
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